ANALISI FONDAMENTALE: FINMECCANICA
Cosa sta succedendo? Nelle ultime 2 sedute di mercato Finmeccanica (SIFI.MI) è passata da un prezzo di 7 euro a 5,4 euro, con una perdita complessiva superiore al 20%, in seguito alla pubblicazione dei risultati del primo semestre e alla successiva conference call. Il titolo è tornato su valori che non vedeva dal gennaio 1998.
Cerchiamo di capire, dati alla mano, cosa abbia scatenato questa pesante ondata di vendite.
Profit warning dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre. Ricavi e margini operativi deludenti, prospettive negative per il medio periodo. In sintesi:
· Ricavi del semestre che si attestano a 8,4 miliardi di euro, dato leggermente superiore rispetto agli 8,1 miliardi di euro attesi.
· I risultati operativi sono invece molto negativi, Ebita rettificato che scende a 440 milioni di euro, contro i 512 milioni attesi (-14% rispetto alle attese).
· Margine operativo che scende di due punti percentuali al 5,2% dei ricavi.
L’unico dato all’apparenza positivo riguarda l’utile netto a 426 milioni, (+26% rispetto alle nostre stime) ed è frutto di un contributo positivo da parte delle variazioni dei tassi d’interesse, di alcuni capital gain e di un tax rate minore delle attese. Sono questi tre fattori positivi ma di natura straordinaria, che non danno quindi alcuna indicazione dal punto di vista strutturale rispetto allo stato di salute del gruppo.
La società, a seguito di questi dati, ha rivisto al ribasso le guidance 2011.
· Ricavi attesi tra 17,5 e 18 miliardi di euro, con la indicazione precedente che si attestava tra i 18,5 e i 19,2 milioni, nessuna indicazione specifica è stata fornita a proposito dei margini operativi e questo è da solo un segnale non incoraggiante.
L’origine di queste aspettative deludenti è dentro Finmeccanica. Nonostante vi siano motivazioni di carattere macro che influenzano negativamente l’azienda, ad esempio i tagli attesi negli Stati Uniti nel settore Difesa, non sono queste le principali cause alla base dei problemi del gruppo.
I problemi più gravi sono all’interno del gruppo e sono sicuramente quelli di carattere industriale.
In particolare preoccupano Breda, nel settore dei trasporti, e Alenia, nel settore dell’aeronautica.
Breda. I problemi emersi più di recente sono legati a quattro o cinque contratti, per l’ammontare complessivo di 500 milioni di euro, che porteranno al pagamento di alcune penali da parte del gruppo. Il possibile ammontare di queste penali non è ancora chiaro.
In realtà Breda da tempo non è più competitiva sul mercato e le rassicurazioni dell’amministratore delegato Orsi in merito ad una sua dismissione o ristrutturazione entro fine anno non convincono. I propositi rispetto ad una possibile ristrutturazione o dismissione di Breda circolano già da parecchi anni e non si capisce perché si dovrebbe riuscire a trasformarli in realtà nell’attuale scenario globale.
Alenia. Per Alenia e Aermacchi si prospetta invece la fusione, in modo da raggiungere una maggiore efficienza del settore aeronautico.
Un ulteriore dato preoccupante riguarda il settore dell’elettronica per la difesa e la sicurezza, che registra una preoccupante erosione dei margini.
Tagliamo le nostre stime, azzerata l’attesa di dividendo.
· La nuova stima per l’utile per azione (EPS) del 2011 viene tagliata del 36%, mentre quella per il 2012 del 26%.
· Il nostro dividendo atteso passa da 0,41 centesimi di euro a zero.
La scarsissima visibilità rispetto ai prossimi mesi non ci permette di escludere che queste stime possano essere ulteriormente riviste al ribasso.
Giudizio POCO INTERESSANTE, prezzo target 5,50 euro. Data la situazione molto seria del gruppo Finmeccanica, emersa con chiarezza solo in seguito al cambio alla guida del gruppo, abbassiamo il nostro giudizio a Poco Interessante.
La nostra previsione è che il trend rimarrà negativo fino ad un riassetto del gruppo, cosa che non avverrà prima dell’autunno, anche se è plausibile che quanto emerso continui ad avere ripercussioni anche nell’esercizio 2012, con il ritorno ad una relativa stabilità atteso solo per il 2013.
Il prezzo target è stato fissato a 5,5 euro, dove il titolo scambierebbe ad un valore al di sotto di 0,4 volte i ricavi attesi nel 2011, in corrispondenza dei minimi storici a livello di multipli.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2008/2012.

(*) Al netto delle poste straordinarie
Fonte: elaborazione Websim-Intermonte
Finmeccanica è il primo gruppo italiano nel settore dell'alta tecnologia, leader nella progettazione e produzione di elicotteri, elettronica per la difesa, velivoli civili e militari, aerostrutture, satelliti, infrastrutture spaziali, missili. Finmeccanica svolge un ruolo di primo piano nell'industria europea dell'aerospazio e difesa ed è presente nei principali programmi internazionali del settore grazie a partnership consolidate in Europa e oltreoceano. Le attività produttive sono in Italia, Regno Unito, resto d'Europa, Stati Uniti.
Il Gruppo è organizzato nei seguenti settori: Aeronautica, Elicotteri, Spazio, Elettronica per
Azionisti principali al 14 gennaio 2011: Ministero dell'Economia 32,4%, Blackrock Investment Management 2,2%, Lbyan Inv. 2%, Tradewinds Global Investors LLC 2%.
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