ANALISI FONDAMENTALE: FINMECCANICA
Condannata dalla magistratura a restituire 228 milioni di euro al governo indiano, l'azienda rischia di vedere salire il debito, un handicap nella competizione internazionale. Aspettiamo le scelte del nuovo management, la nostra visione è prudente...

Condannata a restituire all’India 228 milioni di euro. Nella seconda metà di maggio 2014 il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso del ministero della Difesa dell’India e ha ordinato a Finmeccanica [SIFI.MI] di restituire al governo indiano 228 milioni di euro, su un totale di 278 milioni versati dall’esercito di Mumbai come anticipo per l’acquisto di 12 elicotteri da Agusta Westland, società del gruppo Finmeccanica.
La commessa è stata cancellata in seguito a un’indagine delle autorità indiane su presunte tangenti che sarebbero state pagate da AgustaWestland a generali indiani. Sulla vicenda AgustaWestland ha avviato un arbitrato internazionale.

Aumenta il debito. Questa vicenda ha un impatto negativo sull’indebitamento del gruppo Finmeccanica: il management nei mesi scorsi aveva indicato un obiettivo di debito netto per fine anno pari a 4 miliardi di euro, escludendo possibili impatti negativi dal contenzioso con l’India.
Le nostre stime erano in linea con le indicazioni societarie e adesso dobbiamo correggerle per tenere conto dell’uscita di 228 milioni, di conseguenza la nostra stima di debito per fine 2014 sale a 4,2/4,3 miliardi, con un rapporto Debito/Ebitda pari a 2,5.
Questa tegola potrebbe spingere il nuovo amministratore delegato, Mauro Moretti, a prendere decisioni importanti all’interno di una visione strategica di medio-lungo termine, puntando su una riduzione immediata del debito. Nei confronti dei concorrenti europei e americani che operano nei settori Spazio e Difesa, Finmeccanica si muove con l’handicap di un debito eccessivo che drena risorse in termini di oneri finanziari, anche perché al momento la società ha un debito a livello “junk” (sotto l’investment grade).
Le scelte del nuovo management: ipotesi aumento di capitale. A nostro avviso Finmeccanica ha due possibilità: 1) accelerare il piano di dismissioni; 2) rafforzare il patrimonio grazie a un aumento di capitale.
Finmeccanica non ha problemi di liquidità che la obblighino a chiedere mezzi freschi al mercato. La prima scadenza importante del debito sarà alla fine del 2017 per un importo di 600 milioni di euro. La ricapitalizzazione sarebbe una scelta di opportunità del nuovo management che potrebbe ridurre il debito e alleggerire il carico degli oneri finanziari.
Finmeccanica potrebbe fare eventualmente un aumento di capitale da 1,5/2 miliardi di euro con l’obiettivo di ridurre il rapporto Debito/Ebitda a circa 1: il management a quel punto avrebbe più tempo per portare a termine il piano di dismissioni e riorganizzazione del gruppo delineato dal precedente amministratore delegato.
Raccomandazione NEUTRALE, target price a 6 euro. Sulla base di queste considerazioni, in attesa di indicazioni su quali saranno le strategie del nuovo a.d. Moretti, confermiamo il nostro atteggiamento prudente: la raccomandazione è NEUTRALE, il target price 6,0 euro.
Nella tabella qui sotto riportiamo i principali dati storici (A) e previsionali (E) di Finmeccanica:

Fonte: elaborazione Intermonte-Websim.
www.websim.it
La commessa è stata cancellata in seguito a un’indagine delle autorità indiane su presunte tangenti che sarebbero state pagate da AgustaWestland a generali indiani. Sulla vicenda AgustaWestland ha avviato un arbitrato internazionale.

Aumenta il debito. Questa vicenda ha un impatto negativo sull’indebitamento del gruppo Finmeccanica: il management nei mesi scorsi aveva indicato un obiettivo di debito netto per fine anno pari a 4 miliardi di euro, escludendo possibili impatti negativi dal contenzioso con l’India.
Le nostre stime erano in linea con le indicazioni societarie e adesso dobbiamo correggerle per tenere conto dell’uscita di 228 milioni, di conseguenza la nostra stima di debito per fine 2014 sale a 4,2/4,3 miliardi, con un rapporto Debito/Ebitda pari a 2,5.
Questa tegola potrebbe spingere il nuovo amministratore delegato, Mauro Moretti, a prendere decisioni importanti all’interno di una visione strategica di medio-lungo termine, puntando su una riduzione immediata del debito. Nei confronti dei concorrenti europei e americani che operano nei settori Spazio e Difesa, Finmeccanica si muove con l’handicap di un debito eccessivo che drena risorse in termini di oneri finanziari, anche perché al momento la società ha un debito a livello “junk” (sotto l’investment grade).
Le scelte del nuovo management: ipotesi aumento di capitale. A nostro avviso Finmeccanica ha due possibilità: 1) accelerare il piano di dismissioni; 2) rafforzare il patrimonio grazie a un aumento di capitale.
Finmeccanica non ha problemi di liquidità che la obblighino a chiedere mezzi freschi al mercato. La prima scadenza importante del debito sarà alla fine del 2017 per un importo di 600 milioni di euro. La ricapitalizzazione sarebbe una scelta di opportunità del nuovo management che potrebbe ridurre il debito e alleggerire il carico degli oneri finanziari.
Finmeccanica potrebbe fare eventualmente un aumento di capitale da 1,5/2 miliardi di euro con l’obiettivo di ridurre il rapporto Debito/Ebitda a circa 1: il management a quel punto avrebbe più tempo per portare a termine il piano di dismissioni e riorganizzazione del gruppo delineato dal precedente amministratore delegato.
Raccomandazione NEUTRALE, target price a 6 euro. Sulla base di queste considerazioni, in attesa di indicazioni su quali saranno le strategie del nuovo a.d. Moretti, confermiamo il nostro atteggiamento prudente: la raccomandazione è NEUTRALE, il target price 6,0 euro.
Nella tabella qui sotto riportiamo i principali dati storici (A) e previsionali (E) di Finmeccanica:

Fonte: elaborazione Intermonte-Websim.
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