ANALISI FONDAMENTALE: SARAS

Saras [SRS.MI] ha riportato risultati del terzo trimestre deboli, malgrado un progressivo miglioramento dei margini di raffinazione.
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Saras [SRS.MI] ha riportato risultati del terzo trimestre deboli, malgrado un progressivo miglioramento dei margini di raffinazione.

Il margine di raffinazione dell'area Med è salito la scorsa settimana a 2 dollari/barile da 0,80 dollari/barile dell'ottava precedente.

Ottobre si era chiuso con un margine medio di +0,7 dollari, novembre viaggia a +1,4 dollari.

A sostenere il dato è soprattutto la caduta del prezzo del greggio. L'anno scorso si era chiuso con un margine di raffinazione negativo.

saras.pngLa società della raffinazione ha chiuso il terzo trimestre 2014 con una perdita netta adjusted di 29,5 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 32,4 milioni persi l'anno scorso nello stesso periodo.

L'Ebitda 'reported' di gruppo è stato negativo per 19,5 milioni nel trimestre, in flessione rispetto ai -3,3 milioni del terzo trimestre 2013.

L'Ebitda 'comparable' si è attestato a 27,3 milioni, in miglioramento rispetto alla perdita di 2,9 milioni dell'anno scorso grazie principalmente al risultato del segmento generazione di energia elettrica.

I ricavi sono scesi del 15% a 2,458 miliardi a causa della flessione nei segmenti raffinazione e marketing, che hanno risentito del calo delle quotazioni petrolifere.

In termini di EBITDA breakdown, la raffinazione ha chiuso a -35 milioni (attesa –30 milioni), penalizzata da manutenzioni; distribuzione a 9 milioni (attesi 6 milioni) e power generation a 53 milioni (attesa 55 milioni).
Posizione finanziaria netta a fine settembre di -128 milioni di euro (attesa -55 milioni).

Nessuna grossa novità è emersa dopo la conferenza telefonica con gli analisti. Alziamo leggermente stime.

Confermiamo la raccomandazione NEUTRALE con target price a 0,90 euro. Basandoci solo sui fondamentali non vediamo spazio per migliorare la nostra visione sul titolo.

Lo scenario del settore raffinazione è ancora difficile, anche se in progressivo miglioramento. Il gruppo, però, ha reagito prontamente allo scenario difficile concentrandosi sul controllo dei costi e sulla riduzione del debito.

L'appeal per comprare Saras è tuttora legato alle attese speculative, attualmente sopite (per effetto delle tensioni tra Europa e Russia sulla questione ucraina) e legate al possibile incremento della quota Rosneft. Il gruppo russo è attualmente il secondo azionista dietro la famiglia Moratti (50,02%) con il 20,99% del capitale. Il pacchetto è stato acquistato a 1,37 euro per azione.

Il nostro target price attuale non attribuisce alcun premio all'ipotesi "OPA" che potrebbe spingere le quotazioni almeno fino a 1,37 euro, prezzo pagato da Rosneft per acuqisire la quota iniziale.

Anche per quest'anno prevediamo che non venga distribuito il dividendo.

Nella tabella riportiamo i dati storici (A) e le nostre stime (E) per il periodo 2012 - 2016.

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Dati a cura di Websim/Intermonte

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