ANALISI FONDAMENTALE: TREVI FIN.
Società solida dopo l'aumento di capitale, ma lo scenario di fondo rimane incerto e le valutazioni non sono così attraenti ...
Risultati del terzo trimestre 2014 in contrazione. Trevi Finanziaria [TFI.MI], società delle trivellazioni e dei lavori nel sottosuolo, ha chiuso il
terzo trimestre con ricavi in calo del 15% anno su anno a 274 milioni di euro.
Ebitda a 32 milioni di euro, in calo del 6%. Ebitda margin all’11,8%.
Utile netto a 9 milioni grazie al rafforzamento del dollaro.

Debito netto a fine settembre in aumento a 583 milioni di euro dai 488 milioni di un anno prima.
Portafoglio ordini a 1,061 miliardi.
Il management ha migliorato le previsioni sull'intero 2014. Malgrado la flessione registrata nel terzo trimestre, ora stima:
1) un Ebit nel range 70-80 milioni di euro da precedente 70 milioni.
2) un debito netto nel range 280-330 milioni di euro (post aumento capitale da 199 milioni interamente sottoscritto) dal precedente 450 milioni.
Abbiamo aggiornato le stime del 2014 e degli anni seguenti tenendo conto delle indicazioni societarie.
Manteniamo la raccomandazione NEUTRALE. Il target price passa a 2,80 euro per tener conto del forte effetto diluitivo derivante dall’aumento di capitale.
Crediamo sia ancora prematuro consigliare l'acquisto del titolo soprattutto per le incertezze del quadro macro.
Il titolo ora ha comunque fondamentali solidi. Post aumento il titolo ha un P/E 2015 di circa 13x e un rapporto Ev/Ebitda di 5,4x.
Stimiamo che anche grazie a una situazione patrimoniale più solida dopo il successo dell'aumento di capitale il rapporto Debt/Equity scenderà l'anno prossimo dal 103% al 47% e potrà consentire la distribuzione di un dividendo da noi indicato in 0,07 euro per azione (Yield 2,6%).
Nella tabella i dati storici (A) e previsionali (E) del periodo 2012-2016:

Fonte: Elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
terzo trimestre con ricavi in calo del 15% anno su anno a 274 milioni di euro.
Ebitda a 32 milioni di euro, in calo del 6%. Ebitda margin all’11,8%.
Utile netto a 9 milioni grazie al rafforzamento del dollaro.

Debito netto a fine settembre in aumento a 583 milioni di euro dai 488 milioni di un anno prima.
Portafoglio ordini a 1,061 miliardi.
Il management ha migliorato le previsioni sull'intero 2014. Malgrado la flessione registrata nel terzo trimestre, ora stima:
1) un Ebit nel range 70-80 milioni di euro da precedente 70 milioni.
2) un debito netto nel range 280-330 milioni di euro (post aumento capitale da 199 milioni interamente sottoscritto) dal precedente 450 milioni.
Abbiamo aggiornato le stime del 2014 e degli anni seguenti tenendo conto delle indicazioni societarie.
Manteniamo la raccomandazione NEUTRALE. Il target price passa a 2,80 euro per tener conto del forte effetto diluitivo derivante dall’aumento di capitale.
Crediamo sia ancora prematuro consigliare l'acquisto del titolo soprattutto per le incertezze del quadro macro.
Il titolo ora ha comunque fondamentali solidi. Post aumento il titolo ha un P/E 2015 di circa 13x e un rapporto Ev/Ebitda di 5,4x.
Stimiamo che anche grazie a una situazione patrimoniale più solida dopo il successo dell'aumento di capitale il rapporto Debt/Equity scenderà l'anno prossimo dal 103% al 47% e potrà consentire la distribuzione di un dividendo da noi indicato in 0,07 euro per azione (Yield 2,6%).
Nella tabella i dati storici (A) e previsionali (E) del periodo 2012-2016:

Fonte: Elaborazione Websim/Intermonte
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