BANCA MEDIOLANUM: ANALISI FONDAMENTALE

Scenario in peggioramento per il settore risparmio gestito, ma vlautazioni attraenti
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Banca Mediolanum [BMED.MI], società fondata da Ennio Doris, ha chiuso il 2019 con un utile netto record di 565,4 milioni di euro, più che raddoppiando il risultato messo a segno l'anno precedente, quando si era attestato a 255,7 milioni di euro.

Si è registrato inoltre un aumento delle masse gestite ed amministrate del 14% rispetto alla fine del 2018 a 84,716 miliardi di euro.

La raccolta netta totale è stata positiva per 4,064 miliardi, mentre la raccolta netta gestita ha raggiunto 2,952 miliardi.

Alla luce dei risultati, il cda ha approvato la proposta di un saldo del dividendo di 0,34 centesimi per azione che porta a 0,55 centesimi per azione l'importo complessivo del dividendo distribuito nel 2019, in aumento del 38% rispetto a quello del precedente esercizio.

Per quanto riguarda i ratio patrimoniali, il Cet1 si attestava a 19,5% alla fine di dicembre. 

Commento 

I risultati 2019 hanno evidenziato un andamento molto positivo grazie ai livelli di performance fees e all’andamento dei mercati.

Il dividendo è di poco superiore alle attese a 0,55 euro (nostre attese 0,52 euro) con una componente legata all’andamento positivo dei mercati di 0,13 euro. Il dividendo su base organica si attesta a 0,42 euro. 

La raccolta netta in febbraio, prima dello scoppio della crisi da coronavirus, era vista positiva per circa 5 miliardi di euro, con una raccolta gestita a 3,5 miliardi. Si stimava invece una leggera erosione dei margini management fees anche per il 2020.

L’incremento del Margine di Contribuzione e del Margine Operativo è stato di rispettivamente del 20% e del 50%. 

I risultati e le indicazioni emerse durante la conferenza telefonia sono stati coerenti con le aspettative.

Giudizio INTERESSANTE, target price 9,20 euro.

Dopo il crollo della borsa dovuto agli effetti dell'epidemia da coronavirus, il titolo è arrivato su valutazioni secondo noi molto attraenti, data anche la struttura snella della società e le dinamiche della raccolta (molti piani di accumulo) che non subiscono forti impatti dal rallentamento dell'attività economica. Andranno probabilmente riviste al ribasso le previsioni di performance fee sul primo trimestre.

Stime Websim/Intermonte



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