Campari - Dimostrare Resilienza: Pronti, (Ri)Partenza, Via.
FY24 di Campari ha superato le stime grazie a una crescita positiva. Outlook 2025 cauto, influenzato da investimenti e possibili dazi. Raccomandazione OUTPERFORM confermata.
- Data studio
- 05/03/25
- Target di lungo termine
- 8.50€
- Potenziale upside
- 45.3%
- Giudizio
- OUTPERFORM
Data studio
05/03/25
Target di lungo termine
8.50€
Potenziale upside
45.3%
Giudizio
OUTPERFORM
FY24 ha superato le stime, un risultato unico nel settore. Alla chiusura del mercato di ieri Campari ha riportato i risultati del FY24 che hanno superato le nostre stime e il consenso grazie a un forte 4Q24, nonostante la volatilità macroeconomica e geopolitica. I dati hanno mostrato la resilienza di Campari ai trend attuali e alle preoccupazioni del settore, con una crescita organica positiva dell'azienda: il fatturato del 4Q24 è cresciuto del +10.5% YoY reported, con una crescita organica del +3.4% YoY, portando alla crescita del FY24 del +5.2% o +2.4% organico YoY, continuando l'outperformance rispetto al settore.
Analisi
Profittabilità colpita da investimenti e volumi modesti. L'EBIT adj. è stato di 605 milioni di euro (consenso a 592 milioni di euro) con un calo del -2.5% organico, con un margine sui ricavi al 19.7% (21.2% nel FY23) principalmente a causa di investimenti in corso per rafforzare ed espandere le capacità della front line e delle infrastrutture e la riorganizzazione verso il modello annunciato delle House of Brands. L'utile netto Adj. del gruppo è stato di 376 milioni di euro (-3.7% YoY, 360 milioni di euro attesi) mentre fattori straordinari hanno portato l'utile netto riportato a 202 milioni di euro, -39% YoY.
Outlook costruttivo, il 2025 un anno di transizione. Campari ha fornito un outlook cauto ma costruttivo per il 2025, definito come un anno di transizione: è prevista una modesta crescita organica delle vendite nel FY25, più accentuata verso la seconda metà del 2025 (il 1Q25 è indicato leggermente negativo principalmente per la tempistica della Pasqua). Si prevede un margine EBIT organico sostanzialmente piatto, con una tempistica simile a quella delle vendite. Questo scenario non include i dazi statunitensi, valutati a 35 milioni di euro da ora in poi (importazioni da Messico e Canada). La cifra annuale pienamente considerata, incluso il potenziale imposizione di dazi statunitensi sulle importazioni dall'Europa, potrebbe raggiungere i 95-100 milioni di euro. Tutti questi importi sono al netto delle azioni di mitigazione che possono essere implementate dal management.
Variazione nelle stime
Aggiornamento delle stime. Le nostre ipotesi ora meglio riflettono lo scenario attuale volatile, tenendo conto delle indicazioni del management sulla crescita e dell'impatto dei dazi. Questo porta le nostre cifre più in linea con il consenso attuale, con una revisione degli EPS di circa il 15% in media per FY25 e FY26. Pensiamo che l'azienda sia ben posizionata per realizzare queste stime, con un certo grado di fiducia su un potenziale rialzo.
La view degli analisti
Giudizio: OUTPERFORM confermato; TP a €8.50 da €9.0. Apprezziamo la resilienza del business. Nonostante i contingenti effetti meteorologici e macroeconomici, i trend di fondo si sono dimostrati solidi grazie a uno dei portafogli di marchi più equilibrati e rinomati del settore, che ha ancora un potenziale notevole non sfruttato. Inoltre, l'azienda può mantenere una forte disciplina sui prezzi grazie all'alta esposizione nei locali, al forte slancio del marchio sui mercati e a un posizionamento super-premium, decisamente un vantaggio nel contesto attuale. Pertanto, ribadiamo la nostra raccomandazione OUTPERFORM, vedendo ancora il de-rating del titolo come un'opportunità in vista degli sviluppi futuri. Il profilo high-end dell'azienda giustifica una valutazione almeno in linea con la media storica (1Y FW EV/EBITDA circa 14x storicamente, contro circa 11x ora; 1Y FW P/E circa 28x storicamente contro 18x ora). Le nuove stime, insieme al roll-over di un anno delle metriche di valutazione, portano il nostro prezzo target a 8.5 euro da 9 euro di prima.
Azioni menzionate
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