Campari- Inizio più lento dovuto al phase out. Guidance confermata

Campari chiude un 1Q25 debole per fattori contingenti, ma i trend sottostanti restano solidi. Guidance confermata, stimiamo vendite +1.9% e tagliamo leggermente i costi. Target €8, rating OUTPERFORM.

Autore: Team Websim Corporate
campari websim 2
Data studio
08/05/25
Target di lungo termine
16.50€
Potenziale upside
61.76%
Giudizio
BUY

Data studio

09/05/25

Target di lungo termine

8.50€

Potenziale upside

12.13%

Giudizio

OUTPERFORM

 

Avvio d’anno più debole ma trend sottostanti incoraggianti. Campari ha pubblicato i risultati del 1Q25 ieri dopo la chiusura del mercato, riportando una performance leggermente inferiore alle attese nei primi mesi dell’anno (il 1Q è storicamente il trimestre più piccolo e lento dell’anno, dal punto di vista stagionale), con una crescita organica del fatturato pari a -4% contro circa -1% anno su anno previsto dal consensus. Come evidenziato dal management, questo è stato principalmente dovuto a due fattori chiave che hanno influenzato la tempistica delle vendite: la diversa collocazione della Pasqua rispetto allo scorso anno, che ha pesato per -1.5% sulla crescita organica (circa -10 milioni di euro), e i ritardi logistici negli Stati Uniti sulle spedizioni, che hanno impattato per circa -11 milioni di euro, pari a un ulteriore -1.6% sulla crescita organica. Al netto di questi effetti, la crescita organica delle vendite nel 1Q25 sarebbe stata pari a -1.1% anno su anno, quindi sostanzialmente in linea con le aspettative. Questi fattori contingenti sono già previsti in recupero nel 2Q25, che dovrebbe registrare una crescita organica positiva, mentre la seconda parte dell’anno dovrebbe mostrare un trend di crescita ancora più forte. Vale la pena sottolineare che, oltre a tutti questi fattori, la sovraperformance della domanda effettiva (sell-through) nel mercato degli spirits è proseguita nel 1Q in quasi tutte le aree geografiche, con un forte rimbalzo in aprile nei mercati impattati dal calendario pasquale, a dimostrazione della forza continua dei marchi.

Analisi

Redditività anch’essa impattata. Gli effetti di tempistica già menzionati si sono riflessi anche sulle voci A&P e SG&A, portando l’EBIT rettificato a 136 milioni di euro (vs. 141 milioni previsti), corrispondente a un margine sui ricavi del 20.4% (nostra stima 20.5%, consensus 20.3%).

Guidance confermata in un contesto di incertezza e scarsa visibilità. Pur riconoscendo che la visibilità nello scenario attuale rimane molto bassa, il management ha confermato le precedenti aspettative di una moderata crescita organica delle vendite per l’esercizio 2025 e un margine EBIT rettificato organico piatto. Come indicato in precedenza, la performance dell’EBIT rettificato dovrebbe essere più concentrata nella seconda metà dell’anno, a causa della stagionalità sfavorevole. L’impatto dei dazi sulla redditività è ora previsto a circa 25 milioni di euro rispetto ai 35 milioni precedenti (prima di qualsiasi mitigazione), e non è incluso nella guidance. Il management resta focalizzato sugli “elementi controllabili”, ovvero: riduzione del debito, gestione dei costi, esecuzione del marketing e commerciale, disciplina dei prezzi, oltre all’ottimizzazione del portafoglio, che resta una priorità.

Variazione nelle Stime

Aggiornamento stime. Sulla base dei risultati e, soprattutto, della volatilità attuale, aggiungiamo un po’ di cautela sulle previsioni di crescita organica delle vendite per l’anno, che ci aspettiamo ancora positive a +1.9% anno su anno, rispetto al +3.5% precedentemente previsto. Stiamo inoltre riducendo le nostre ipotesi sui costi, basandoci sull’attenzione del management all’esecuzione commerciale, che riteniamo più difficile da implementare senza il supporto di attivazioni o investimenti in A&P.

La view degli analisti

Giudizio: OUTPERFORM confermato: TP da €8.50 a €8.0. Continuiamo ad apprezzare la resilienza di Campari. Nonostante i fattori contingenti e gli effetti macroeconomici, i trend sottostanti si sono dimostrati solidi grazie a uno dei portafogli di marchi più bilanciati e riconosciuti del settore, che presenta ancora un potenziale significativo non sfruttato. Inoltre, l’azienda può mantenere una forte disciplina sui prezzi grazie all’elevata esposizione all’on-premise, al forte slancio dei marchi sui mercati e a un posizionamento premium, sicuramente un vantaggio nel contesto attuale. Riconfermiamo quindi la nostra raccomandazione OUTPERFORM, continuando a vedere il de-rating del titolo come un’opportunità alla luce dei futuri sviluppi. Il profilo high-end dell’azienda e la performance migliore rispetto alla concorrenza giustificano una valutazione almeno in linea con la media storica (EV/EBITDA a 12 mesi storicamente intorno a 14x, contro circa 11x attuali; P/E a 12 mesi storicamente intorno a 25x, contro 19x attuali).



Azioni menzionate

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