INTERPUMP: ANALISI FONDAMENTALE

Interpump [ITPGI.MI], uno dei principali produttori mondiale di pompe a pistoni professionali ad alta pressione, ha terminato i primi sei mesi dell’anno con risultati in forte crescita.
Le vendite nette nella prima metà del 2019 sono state pari a 703,2 milioni di euro, superiori del 9,3% rispetto alle vendite dell'analogo periodo del 2018 quando erano state pari a 643,4 milioni di euro. Le crescite organiche, a parità di area di consolidamento e di cambi, sono state pari al 7,3% per il settore Olio, 1,3% per il settore Acqua, e 5,3% sul totale delle vendite.
L'EBITDA è stato pari a 162,2 milioni di euro (23,1% delle vendite) a fronte dei 146,8 milioni di euro del primo semestre 2018, che rappresentava il 22,8% delle vendite, con una crescita del 10,5%. Dal 1° gennaio 2019 è entrato in vigore IFRS 16, che ha comportato la registrazione degli affitti passivi assimilandoli alla contabilizzazione dei leasing finanziari. L'EBITDA 2019, omogeneo con i principi
contabili applicati nel 2018, sarebbe stato pari a 154,6 milioni di euro.
Il risultato operativo (EBIT ), non influenzato significativamente dall'adozione di IFRS16, è stato pari a 128,3 milioni di euro (18,2% delle vendite) a fronte dei 121,7 milioni di euro del primo semestre 2018 (18,9% delle vendite), con una crescita del 5,4%.
L'utile netto del primo semestre 2019 è stato di 92,2 milioni di euro (94,3 milioni di euro nel primo semestre 2018, comprendente un provento una tantum di 11,6 milioni di euro legato all'acquisizione di GS Hydro). La variazione rispetto al dato normalizzato è pari a +11,6%.
L'utile per azione base è passato da euro 0, 766 (normalizzato come sopra) del primo semestre 2018 a euro 0,867 del primo semestre 2019, con una crescita del 13,2%.
La liquidità netta generata dalla gestione reddituale è stata di 144,2 milioni di euro (113,7 milioni di euro nel primo semestre 2018) con una crescita del 26,9%. Il free cash flow è stato di 39,2 milioni di euro (35,8 milioni di euro nel primo semestre 2018).
La posizione finanziaria netta è pari a 391,0 milioni di euro rispetto ai 287,3 milioni di euro al 31 dicembre 2018. La maggior parte della variazione è dovuta all'adozione del nuovo principio contabile IFRS 16 che ha comportato l'iscrizione di un debito pari all'importo attualizzato dei canoni di affitto previsti dagli impegni contrattuali pari, al 1° gennaio 2019, a 68,4 milioni di euro.
Al 30/6/2019, il Gruppo aveva inoltre impegni per acquisizione di partecipazioni in società controllate valutati complessivamente 40,2 milioni di euro (44,5 milioni di euro al 31/12/2018).
Il capitale investito è passato da 1.200,1 milioni di euro al 31 dicembre 2018 a 1.357,7 milioni di euro al 30 giugno 2019, a seguito dell'acquisizione di Hydra Dyne Tech, della rettifica per adozione IFRS16, e dell'aumento del circolante, fisiologico nella prima parte dell'anno . Il ROCE non annualizzato è stato del 9,4% (10,6% nel primo semestre 2018). Il ROE non annualizzato è stato del 10,0% (10,2% il dato normalizzato del primo semestre 2018).
Al 30 giugno 2019 Interpump Group S.p.A. aveva in portafoglio n. 3.903.489 azioni proprie pari al 3,585% del capitale, acquistate ad un costo medio di 21,8740 euro.
Acquisizione Reggiana Riduttori.
Interpump Group ha sottoscritto un accordo per l’acquisto di Reggiana Riduttori. Per la totalità di Reggiana Riduttori, Interpump cederà 3.800.000 azioni ordinarie, prelevate dal portafoglio di azioni proprie, al prezzo di 28,74 euro, oltre ad un conguaglio da calcolarsi in base all’enterprise value di 125 milioni di euro. Reggiana Riduttori è uno dei leader mondiali nella progettazione e costruzione di sistemi per la trasmissione di potenza. L’operazione permetterà un radicale ampliamento delle attività del settore trasmissione di Interpump, già leader mondiale nella produzione di prese di forza per l’oleodinamica mobile. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2019 ed è subordinato all’esito positivo delle procedure di due diligence.
Sebbene il multiplo pagato per l’operazione (7,1 volte l’EV/EBITDA sui numeri 2018) sia leggermente superiore al multiplo medio pagato per operazioni di M&A negli ultimi anni (5,5 volte l’EV/EBITDA), siamo sotto i multipli a cui tratta attualmente la società (10,5 EV/EBITDA sul 2019). L’operazione dovrebbe avere un impatto positivo sull’EPS del 3%/4%. Da un punto di vista industriale, l’acquisizione permetterà un ampliamento dell’offerta nel settore trasmissioni di Interpump, già leader mondiale nella produzione di prese di forza (PTO) per l’oleodinamica mobile.
Raccomandazione NEUTRALE, target price 29 euro.
Interpump è uno dei titoli più remunerativi di Piazza Affari degli ultimi anni grazie a un trend di crescita costante, dovuto a una attenta politica di acquisizioni/integrazioni. Crediamo che la tendenza positiva verrà mantenuta anche nei prossimi anni. I dati del primo semestre sono stati in linea alle nostre aspettative. Alla luce del quadro macro incerto, manteniamo un approccio prudente.
Di seguito i dati storici e prospettici elaborati da Websim/Intermonte
www.websim.it
Azioni menzionate
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