UNICREDIT: ANALISI FONDAMENTALE
Unicredit [CRDI.MI] ha battuto le stime nel terzo trimestre e ha migliorato la guidance dell'utile netto sull'intero anno: ora vede per il 2022 un utile netto superiore a 4,8 miliardi contro i circa 4 miliardi indicati a fine luglio.
Nel terzo trimestre l'utile netto si è attestato a 1,7 miliardi, includendo la Russia, e a 1,3 miliardi escludendo la Russia.
Ricavi netti pari a 4,2 miliardi di euro, in aumento del +6,8% anno su anno. Escludendo l'impatto negativo una tantum legato al TLTRO III, il gruppo ha registrato ricavi netti pari a 4,6 miliardi, in aumento del 14,6% anno su anno. Questo dato riflette l'elevata redditività aggiustata per il rischio in tutte le aree geografiche, sostenuta dalla crescita anno su anno del margine d'interesse attestatosi a 2,2 miliardi e dalla diminuzione delle rettifiche su crediti, grazie alla solida qualità dell'attivo.
Esclusa la Russia, nel terzo trimestre i costi operativi sono ridotti del 3,1%, a conferma della disciplina del gruppo nel gestire metodicamente la base costi garantendo al contempo la generazione di ricavi.
"UniCredit ha ottenuto ancora una volta risultati finanziari eccezionali. Questo è il nostro settimo trimestre consecutivo di crescita e i migliori primi nove mesi dell'anno, da almeno un decennio. Siamo in netto anticipo sugli obiettivi del piano, nonostante il prudente
consolidamento delle linee di difesa". Lo sottolinea nella nota sui conti, il Ceo Andrea Orcel.
"Sono fiducioso che UniCredit sia ben posizionata per affrontare qualsiasi contesto economico, garantendo una crescita di qualità, una distribuzione sostenibile del capitale e creazione di valore per i nostri stakeholder in tutta Europa" ha aggiunto.
Unicredit ha annunciato che, a seguito delle modifiche da parte della BCE dei termini e delle condizioni dell’operazione TLTRO III, la guidance sull'intero 2022 per il margine di interesse (escludendo la Russia) è stata rivista in meglio a >9.7 mld (da >9.6 mld), cifra che include un contributo positivo per l’intero anno pari a 0.4 mld.
Per quanto concerne il 2023 (escludendo la Russia), Unicredit ha confermato la guidance di 10.1 mld, grazie all’effetto tassi. La società ha confermato che il cambio della remunerazione delle riserve obbligatorie ha un impatto trascurabile.
Ricordiamo che la guidance sul 2023 è basata su uno scenario che incorpora un Deposity Facility Rate pari all’1.5%. Pensiamo che la notizia non avrà un impatto tangibile sulle stime di consensus. Per il 2022 potremmo alzare leggermente la stima di margine d’interesse con un impatto leggermente positivo sull’Eps (+2/3%).
Buyback al 3% del capitale. Unicredit, nell'ambito del programma di acquisto di azioni proprie, al 28 ottobre 2022, ha acquistato complessivamente 60.652.918 azioni, pari al 3,00% del capitale sociale, per un controvalore complessivo di 658.248.316,54 euro.
Su Unicredit [CRDI.MI] raccomandazione NEUTRALE, target price 14,30 euro.
L'utile netto trimestrale di 1,7 miliardi risulta nettamente migliore delle nostre stime di 951 mln e di quelle del consenso ferme a 1 mld, sostenuto da un andamento migliore delle attese del trading income e dal basso livello degli accantonamenti per rischi su crediti.
C'è spazio per migliorare le stime. Alziamo il target price a 14.30 euro. Confermiamo la nostra raccomandazione neutrale, visto lo scenario di fondo ancora sfidante.
Nella tabella i principali indicatori di bilancio storici (A) e prospettici (E), stime Websim/Intermonte.

www.websim.it
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