Telefónica annuncia un taglio del 37% del personale in Spagna
Il piano fa seguito alle perdite dei primi nove mesi
Fatto
Telefónica ha comunicato ai sindacati un piano di 5,319 esuberi nelle sue principali società in Spagna, pari al 37% dei 14,457 dipendenti coinvolti. L’azienda motiva la misura con esigenze organizzative, tecniche e produttive. Secondo la stampa spagnola, ulteriori tagli in altre controllate potrebbero portare il totale a 6,000–7,000 uscite.
Effetto
Il piano fa seguito alle perdite dei primi nove mesi, superiori a Eu1bn, e a una guidance sul free cash flow inferiore del 20% alle attese, che ha determinato un crollo del titolo del 13% nel giorno dei risultati (-20% nell’ultimo mese).
Con il nuovo programma, il gruppo punta a conseguire risparmi per Eu3bn, a ridurre il leverage e a razionalizzare l’organico, anche grazie ai progressi dell’automazione dei processi e alla dismissione della rete in rame.
Diversamente da Telefónica, che sta concentrando gli sforzi principalmente sulla riduzione del personale, TIM – che oggi conta circa 17k dipendenti in Italia (vs 37k prima della cessione di FiberCop), di cui 11k in TIM Consumer e 6k in TIM Enterprise – sta puntando su maggiori efficienze attraverso l’internalizzazione dei processi, il miglioramento della produttività e l’automazione del call center (circa 4k addetti, di cui 1.6k potenzialmente oggetto di esternalizzazione, in base ai recenti rumours), anche grazie all’utilizzo dell’AI e il ricorso al contratto di solidarietà (dal nuovo accordo firmato a luglio stimiamo benefici per circa Eu40mn, già incorporati nelle ipotesi di piano).
Ai prezzi correnti, Telefónica tratta a 5.2x EV/EBITDAaL’26E (TIM 5.3x, settore 5.5x) e a 10.7x EV/OpFCF (TIM 10.4x, settore 11.2x), ma continua ad essere uno dei titoli piu levereggiati nel settore (2.9x Net Debt/EBITDAaL, vs settore a 2.1x e TIM 1.9x o 1.7x post Sparkle).
Azioni menzionate
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