SETTORE TLC - L'Italia testerà Starlink a gennaio 2025
A metà ottobre, il ministro dell'Innovazione ha annunciato che il governo sta collaborando con Starlink per testare il servizio nelle aree remote per colmare i ritardi nel piano di banda ultralarga

Fatto
Secondo Reuters, l'Italia testerà Starlink a gennaio 2025 per potenziare Internet ad alta velocità nelle aree remote e raggiungere gli obiettivi del Recovery Plan dell'UE di velocità di 1 Gbps entro giugno 2026.
Su 3,4 milioni di edifici mirati, solo un terzo è cablato, con 450.000 in luoghi difficili da raggiungere. Il progetto esplora la combinazione di satellite e fibra per colmare le lacune, con i gateway di Starlink che aiutano le connessioni dell'ultimo miglio.
I risultati sono attesi entro marzo 2025, tra preoccupazioni sulla sicurezza informatica per il coinvolgimento di un'entità extra-UE.
Effetto
A metà ottobre, in un'intervista a Il Sole24Ore, il ministro junior dell'Innovazione Alessio Butti ha annunciato che il governo stava collaborando con Elon Musk e Starlink per testare l'uso del satellite nelle aree remote per colmare i ritardi nel piano di banda ultralarga all'interno del NRRP, con test pianificati in tre regioni.
All'epoca, Asstel (associazione degli operatori telco italiani) aveva sollevato preoccupazioni circa le disparità normative a favore dei provider satellitari, i potenziali conflitti di spettro che ostacolano l'implementazione del 5G e la necessità di misure di sicurezza dei dati per garantire la conformità alle normative nazionali sullo storage, sottolineando l'importanza di un campo di gioco equo e salvaguardando la sovranità nell'espansione della banda larga. In questo contesto, le richieste di Asstel appaiono legittime e appropriate.
Notiamo che Starlink è già disponibile in tutta Italia, il che solleva dubbi sull'effettiva necessità di ulteriori finanziamenti pubblici o aiuti governativi per portare questa tecnologia nelle zone bianche, il che sul fronte legale richiederebbe anche la riscrittura dei bandi pubblici per l'assegnazione dei fondi NRRP.
In queste aree, le reti FWA, come Eolo, offrono prestazioni simili a Starlink e a costi competitivi (circa Eu30/mese). La proposta di finanziare Starlink con fondi pubblici solleva legittimi dubbi sull'effettiva tipologia di investimento richiesto: il rischio è quello di fornire un sussidio a fondo perduto per ridurre i costi di abbonamento e installazione, senza migliorare la copertura complessiva. Inoltre, finanziare un operatore extra-UE senza garantire un mercato all'ingrosso aperto potrebbe violare i principi di concorrenza e trasparenza nei piani nazionali di connettività.
Azioni menzionate
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