UNICREDIT - Alziamo il target price a 41,40 euro
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Fatto
Pubblichiamo una nota di commento ai risultati di Unicredit, relativi al secondo trimestre.
Il trimestre è stato migliore delle attese, con una top line circa flat (NII in leggero calo, ma molto meno rispetto a Euribor e volumi, e Fees in leggera crescita) e OPEX in continua discesa con un C/I ratio al 36%.
La sorpresa è arrivata dal CoR che si è attestato a 1bps (Eu15mn), rispetto a nostre attese per 10bps (Eu110mn). Nella voce risk provisions è stato inserito un accantonamento per gli asset sequestrati in Russia, portando a una bottom line di Eu2,679mn
Effetto
Abbiamo parzialmente aggiornato le nostre stime per riflettere i nuovi elementi emersi nella conference call sul FY24 e FY26.
Le modifiche riflettono: prospettive di crescita stabili per i ricavi da commissioni, grazie all'aumento degli AuM, nonché degli AuA e AuC, all'accelerazione dell'attività assicurativa e all'incremento delle commissioni di consulenza; un CoR ben gestito, che sembra essere strutturalmente basso (15-19 pb nelle nostre stime), ma accantonamenti per rischi più elevati, dovuti all'esposizione in diversi altri Paesi dell’UE.
Anche se il trimestre è stato buono e ha sorpreso leggermente in positivo, l'upside che vediamo rimane limitato, quindi confermiamo il NEUTRAL.
Inoltre, sebbene UCG stia facendo del suo meglio per azzerare l'esposizione domestica e transfrontaliera verso la Russia, riteniamo che possa avere un impatto negativo sul bilancio della banca (ancora circa 3 miliardi di euro di prestiti in bonis e circa 7 miliardi di euro di depositi commerciali).
Alziamo il target price a 41,40 euro.
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