Diasorin - Proposta di potenziamento del voto maggiorato

Per approvare la modifica statutaria necessaria, è stata convocata un' EGM il 28 febbraio 2025.

Autore: Redazione
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Fatto

il CdA ha proposto di rafforzare il voto maggiorato, in linea con la nuova "Legge Capitali".

Per approvare la modifica statutaria necessaria, è stata convocata un' EGM il 28 febbraio 2025.

La proposta prevede un potenziamento del voto maggiorato, che consentirebbe agli azionisti di lungo periodo di beneficiare di un massimo di 10 voti per azione.

Gli azionisti che si opporranno alla delibera o che non parteciperanno avranno la possibilità di esercitare il diritto di recesso, con un prezzo di liquidazione fissato a 103.05 euro per azione.

Una volta scaduto il periodo di 15 giorni, le azioni Diasorin in relazione alle quali sia stato esercitato il diritto di recesso saranno offerte in opzione e prelazione agli altri azionisti e ai detentori di obbligazioni convertibili della Società; successivamente, le azioni invendute potranno essere offerte a terzi.

Il diritto di recesso sarà soggetto a un limite massimo di Eu100mn per l'importo complessivo da liquidare agli azionisti recedenti.

Inoltre, la differenza massima tra il prezzo di liquidazione e il prezzo di chiusura dell’ultimo giorno del periodo di offerta in opzione moltiplicato per il numero di azioni oggetto di recesso in optate non dovrà eccedere complessivamente i Eu5mn.

Effetto

Dal punto di vista strategico, il potenziamento del voto maggiorato punta a rafforzare la struttura del capitale, sostenendo la crescita globale di lungo periodo in un "mercato fortemente competitivo e caratterizzato da una continua innovazione tecnologica", come puntualizzato dalla Società nel comunicato stampa.

Questo strumento potrebbe favorire acquisizioni tramite scambio azionario, alleanze strategiche e operazioni sul capitale, rafforzando la base azionaria nel lungo termine.

Allo stesso tempo, la proposta potrebbe agevolare eventuali futuri placement da parte dell'azionista di maggioranza, permettendogli di conservare un controllo più ampio sui diritti di voto rispetto all'attuale meccanismo di voto multiplo (2 voti per azione, se detenuta ininterrottamente per almeno due anni).

Vediamo quindi implicazioni pressoché neutrali sul titolo, mentre le possibili ripercussioni in ambito ESG sul fronte governance restano da valutare, ma non ci aspettiamo impatti significativi.

La Società è controllata per quasi il 60% da tre principali azionisti, che detengono complessivamente circa il 73% dei diritti di voto: la holding "Finde SS" della famiglia Denegri con il 44.976% (56.985% dei diritti di voto), il CEO Carlo Rosa con l’8.363% (10.540% dei diritti di voto) e il manager Even Chen con il 4.2% (5.265% dei diritti di voto).



Azioni menzionate

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