A2A - DL Energia, potenziali interventi per ridurre le bollette

Alcune misure sul funzionamento del mercato elettrico sarebbero complesse da implementare, poiché devono necessariamente l'approvazione a livello europeo

Autore: Redazione
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Fatto

C'è una nuova bozza del Decreto Legge Energia/Bollette, con all’interno l’intervento sulla formazione dei prezzi dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso, su cui ieri hanno iniziato a circolare le prime indiscrezioni.

Le principali novità riguardano:

  • l’articolo 2 sullo “spalma incentivi” FV (fotovoltaico, cioè energia prodotta da impianti solari), che rispetto alla prima ipotesi diventa volontario;

  • l’articolo 5 sulla formazione dei prezzi all’ingrosso.

Nell’articolo 5 si prevede di sterilizzare l’impatto dell’Ets (Emission Trading System, il sistema europeo che impone alle imprese di acquistare permessi per emettere anidride carbonica) - misura che richiede il via libera dell’Ue - e di alcuni oneri legati alla tariffa di trasporto gas sulla formazione dei prezzi dell’energia elettrica in borsa, trasferendone il peso su componenti applicate ai prelievi di energia elettrica.

L’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, l’ente pubblico che regola i mercati dell’energia in Italia) dovrà agire affinché i relativi rimborsi ai produttori termoelettrici siano riflessi nelle offerte all’ingrosso delle centrali. All’Autorità viene inoltre dato mandato per adottare entro 3 mesi “uno o più provvedimenti per la valutazione delle condotte di trattenimento economico di capacità degli operatori”, ossia eventuali comportamenti con cui gli operatori potrebbero limitare volontariamente l’offerta di energia per influenzare i prezzi.

Effetto

Continuiamo a ritenere che potenziali interventi sul funzionamento del mercato elettrico siano molto complessi da implementare, poiché devono necessariamente essere discussi e approvati a livello europeo, eventualmente nell’ambito di una più organica riconsiderazione dei costi della CO2 su tutti i settori industriali.

Un’ipotetica riduzione dei costi del gas e della CO2 nel meccanismo di formazione dei prezzi sul mercato elettrico porterebbe chiaramente a una riduzione del PUN (Prezzo Unico Nazionale, cioè il prezzo di riferimento dell’energia elettrica scambiata sul mercato all’ingrosso italiano), con impatto negativo per i generatori rinnovabili come Erg, Enel, A2A e Iren.



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