Iren - Le nostre proiezioni in attesa della trimestrale
ll gruppo pubblica i conti del terzo trimestre il prossimo 13 novembre

Fatto
Sul fronte macro, nel 3Q25 sia i prezzi dell’elettricità che quelli del gas hanno registrato un calo YoY (ma il PUN e’ risultato in leggera crescita QoQ), mentre i prezzi della CO2 sono stati in leggera crescita.
Nel mercato domestico il PUN ha registrato una media di Eu110/MWh (+8% QoQ, -7% YoY), mentre il PSV si è attestato a Eu35.8/MWh (-6.6% QoQ, +14.4% YoY).
Dal lato della produzione, il termoelettrico ha mostrato volumi in calo del 10% YoY, l’idroelettrico in calo del 17%, mentre solare ed eolico hanno mostrato crescite YoY del 21.5% e del 22.4%, rispettivamente.
Effetto
In questo contesto ci aspettiamo che Iren mostri una solida performance operativa in calo del 3.5% a livello di Ebitda reported e del 7% circa a parità di perimetro e caratterizzata da:
1) un calo deciso nei risultati della generazione da fonti rinnovabili impattata da minori volumi nel comparto idroelettrico;
2) una performance stagionalmente molto marginale per la generazione termoelettrica;
3) un’area Mercato caratterizzata da una normalizzazione delle marginalità ma comunque in crescita grazie al contributo di Egea;
4) una leggera crescita delle attività regolate grazie alla crescita delle RAB e nonostante la riduzione degli allowed returns nei settori energetici;
5) una discreta performance dell'area Ambiente grazie al recupero di costi nella componente Collection e ad una miglior utilizzazione degli impianti di trattamento.
Sotto la linea operativa, maggiori D&A dovrebbero portare l'utile netto in area Eu30mln, un dato in calo del 36% rispetto a quello del 3Q24. Per quanto riguarda la generazione di cassa, ci aspettiamo un leggera espansione del circolante che unita a Eu200mn di capex dovrebbe portare il debito netto in area Eu4.26bn.
Sulla base delle nostre stime riteniamo che la guidance sull’anno possa essere confermata: EBITDA nella forchetta Eu1,340-1,360mn, un NFP/EBITDA a 3.2x con net debt in area Eu4.3bn incluso l’impatto dell’ibrido e capex a Eu1.4bn di cui Eu500mn per M&A.
Assieme ai risultati il 13 novembre verrà presentato anche l’aggiornamento del piano industriale al 2030 nel quale ci attendiamo una sostanziale conferma dello scenario, una revisione al ribasso dei capex (significativa riduzione degli investimenti nella RES e riduzione dei capex nel waste treatment in parte controbilanciata da maggiori capex sulle reti e potenzialmente dalla mancata cessione dell’impianto termoelettrico di Turbigo) che dovrebbe portare ad un taglio del margine operativo in uscita di piano (rispetto ai precedenti Eu1.8bn).
Al contempo riteniamo che la crescita delle bottom line possa mostrare una resilienza maggiore rispetto all’Ebitda restando non lontana dall’obiettivo del precedente piano (Cagr del 7%) in modo da permettere anche una sostanziale conferma dell’attuale dividend policy (+9% Cagr al 2027 e 60% payout ratio negli anni successivi che potrebbe forse scendere in area 55-60%).
Da verificare dove andrà ad atterrare la leva 2030 alla luce della riduzione degli investimenti e dell’EBITDA visto comunque che la società parte da un ratio NFP/EBITDA superiore alla media del peer group (sul 2025E ci attendiamo un ratio di 3.5x adj. per l’ibrido vs 2.7x per i closest peers).
Azioni menzionate
Advertisement

