Nexi - CDP e H&F restano unici soci del patto parasociale
L’uscita definitiva dei fondi di private equity e la conseguente riduzione del perimetro del patto segnano un passaggio rilevante nella governance

Fatto
Nexi ha comunicato l’aggiornamento del patto parasociale a seguito della riduzione delle partecipazioni detenute da AB Europe, Eagle, Neptune e Mercury UK al di sotto della soglia minima prevista, con conseguente cessazione automatica degli effetti del patto nei loro confronti.
Alla data del 16 febbraio 2026, le azioni apportate al patto risultano pari a 485,1 milioni, rappresentative del 41,37% del capitale, facenti capo esclusivamente a CDP Equity (19,14%) ed Evergood H&F (22,23%), rispetto al precedente 55,27%.
Consob ha inoltre segnalato la riduzione della quota di Eagle dal 6,085% al 3,58% al 9 febbraio, in un contesto caratterizzato da blocchi significativi scambiati sul mercato (ultimo il 9 febbraio per 50 milioni di azioni a €3,25).
Secondo indiscrezioni di stampa, la nuova configurazione del patto potrebbe attribuire a Hellman & Friedman il diritto di indicare fino a sei membri del CdA, incluso il Presidente, mentre CDP ha ribadito di considerare Nexi un investimento strategico e in passato sarebbe stata valutata l’ipotesi di un rafforzamento della propria partecipazione
Effetto
L’uscita definitiva dei fondi di private equity e la conseguente riduzione del perimetro del patto segnano un passaggio rilevante nella governance di Nexi, consolidando un assetto più polarizzato tra H&F e CDP.
Nel breve, non vi sono impatti operativi, ma sul piano strategico aumenta il peso relativo di azionisti stabili e di lungo periodo, con minore presenza di soci finanziari in uscita.
Questo riduce l’overhang tecnico legato ai collocamenti, ma accentua il tema dell’equilibrio tra investitore industriale-finanziario (H&F) e investitore istituzionale (CDP), che considera Nexi asset strategico.
In vista del CMD del 5 marzo, il mercato sarà focalizzato meno sulle dinamiche di governance e più sulla capacità del management di fornire visibilità su stabilizzazione dei margini, generazione di cassa e politica di remunerazione.
Tuttavia, un eventuale riassetto degli equilibri nel CdA potrebbe incidere indirettamente sulla flessibilità strategica futura, inclusa la gestione di operazioni straordinarie o di capital allocation.
Azioni menzionate
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