Pharma - Angelini investe negli Usa, cerca un partner per crescere

L’operazione consolida la posizione di Angelini Pharma nelle neuroscienze, settore in cui è già leader europeo

Autore: Redazione
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Fatto

Il Sole24Ore riporta che Angelini Industries ha chiuso il 2024 con ricavi in crescita del 3% a €2.2bn e un EBITDA in aumento del 17%. Con l’adozione degli standard IFRS, i ricavi risultano pari a €1.6bn e l’EBITDA a €238mn.

La differenza tra i due valori di fatturato è legata principalmente a due elementi: da un lato, la joint venture Fater (controllata al 50% con Procter & Gamble) non viene più consolidata proporzionalmente, ma con il metodo del patrimonio netto; dall’altro, gli IFRS impongono di dedurre sconti e promozioni dal fatturato. Il CEO Sergio Marullo di Condojanni ha annunciato un investimento da $115mn in Grin Therapeutics (di cui $65mn in equity e $50mn upfront) per lo sviluppo della molecola radiprodil, destinata a forme genetiche rare di epilessia.

L’operazione consolida la posizione di Angelini Pharma nelle neuroscienze, settore in cui è già leader europeo.

Dopo il mancato accordo con Recordati, il gruppo continua a cercare un’operazione di scala nel pharma, puntando a mantenere il controllo, mentre cresce in modo organico nella tecnologia industriale, soprattutto negli USA.

Qui valuta l’impatto delle tariffe e possibili contromisure, in attesa di maggiore chiarezza dalle negoziazioni USA-UE. 

Effetto

La profittabilità di Angelini Industries, pari a circa il 15%, risulta significativamente inferiore rispetto a quella di Recordati, che nel FY24 ha registrato un EBITDA margin del 37%.

Anche ipotizzando che Angelini Pharma – principale asset del gruppo – sotto i nuovi principi contabili mantenga una marginalità in linea con il FY23 (circa 20%), il gap con Recordati resta molto ampio.

Questo divario potrebbe aver rappresentato un elemento critico per la fattibilità di un merger tra le due Società di cui si è parlato in passato sulla stampa.

Dopo il placement di febbraio, con cui Rossini – veicolo controllato al 63% dal fondo CVC – ha ridotto la propria partecipazione in Recordati dal 51.8% al 46.8%, e con il lock-up scaduto a maggio, riteniamo vi siano i presupposti per CVC per riconsiderare eventuali scenari di aggregazione industriale, rafforzando l’appeal speculativo sul titolo.

L’appeal M&A è sostenuto anche dall’elevata frammentazione del mercato farmaceutico e dal posizionamento distintivo di Recordati nel segmento dei farmaci orfani, segmento che, secondo le nostre stime, dovrebbe contribuire per circa il 45% all’EBITDA di gruppo quest’anno (52% nel FY27) e caratterizzato da un’elevata redditività (41-45%) superiore rispetto a quella della divisione Specialty & Primary Care (34–35%).


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