Poste Italiane - Introdotto un canone annuo per il servizio SPID
In termini potenziali, 20mn di SPID a 6 euro ciascuno implicherebbero fino a 120 mln di euro di ricavi annui

Fatto
A partire dal 1° gennaio 2026 il servizio SPID offerto da Poste Italiane è diventato a pagamento, con un canone annuo di €6 applicato al momento del primo rinnovo utile dell’identità digitale.
Il pagamento non è immediato per tutti gli utenti, ma scatterà alla scadenza dell’annualità in corso.
Sono previste esenzioni per alcune categorie, tra cui minorenni, cittadini over 75, residenti all’estero e utenti che utilizzano lo SPID per finalità professionali.
In caso di mancato rinnovo, il servizio viene sospeso (non cancellato) e può essere riattivato entro due anni pagando il canone.
Gli utenti possono inoltre evitare il pagamento utilizzando la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o trasferendo gratuitamente la propria identità digitale presso altri provider eventualmente ancora gratuiti.
Poste gestisce ~20mn di identità SPID, rappresentando il principale operatore del sistema in Italia.
Effetto
Dal nostro punto di vista, l’attesa introduzione del canone rappresenta un passaggio strutturalmente positivo per Poste, coerente con la progressiva monetizzazione dei servizi digitali e con quanto già osservato presso altri identity provider.
In termini potenziali, 20mn di SPID a €6 ciascuno implicherebbero fino a €120mn di ricavi annui.
Tuttavia, riteniamo prudente assumere un impatto inferiore, considerando possibili rinunce al servizio a favore della CIE e le categorie esentate.
Nelle nostre stime abbiamo già incorporato un contributo incrementale di ~€100mn di EBIT a partire dal 2026, che riteniamo una stima realistica e sostenibile.
Questo contributo rafforza la visibilità sulla crescita dei profitti e si inserisce in un quadro di leve digitali più ampie (SuperApp, servizi a valore aggiunto), senza richiedere investimenti materiali significativi.
In prospettiva, la monetizzazione dello SPID è inoltre coerente con il rafforzamento dell’ecosistema digitale di Poste e con le sinergie industriali in corso c on TIM, in particolare nei servizi cloud e di identità digitale.
La nostra attuale stima di EBIT 2026 pari a €3.37bn risulta in linea con il consensus (€3.38bn), confermando la nostra visione di Poste come piattaforma diversificata e caratterizzata da un p rofilo rischio -rendimento difensivo.
Azioni menzionate
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