Poste Italiane - Potenziale rinvio tassa mini pacchi Extra -EU
L’ipotesi allo studio prevede l’entrata in vigore al 1° luglio 2026, in concomitanza con l’introduzione del dazio europeo sui mini-pacchi extra-UE.

Fatto
Il Governo valuta una possibile revisione dell’introduzione della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra-UE, inizialmente prevista a livello nazionale, alla luce delle segnalazioni degli operatori logistici circa fenomeni di triangolazione delle spedizioni verso altri hub europei per evitarne l’applicazione.
L’ipotesi allo studio prevede un possibile rinvio dell’entrata in vigore al 1° luglio 2026, in concomitanza con l’introduzione del dazio europeo sui mini-pacchi extra-UE.
Il dibattito coinvolge sia il tema della concorrenza “non fair”, sia l’impatto sulla logistica nazionale e sul gettito fiscale atteso, che potrebbe risultare inferiore alle stime iniziali in caso di rinvio o di elusione del contributo
Effetto
Per Poste Italiane, il rischio teorico associato ad una tassa sui pacchi extra-UE non riguarda la deviazione dei flussi logistici tra Italia e altri hub europei, dal momento che Poste opera prevalentemente sul last mile, bensì un potenziale effetto di elasticità della domanda qualora il contributo venisse trasferito dai merchant o dagli spedizionieri al consumatore finale.
Un aumento del costo “all-in” per i piccoli pacchi potrebbe infatti tradursi in una moderazione dei volumi.
Riteniamo tuttavia questo scenario poco probabile e di impatto limitato, soprattutto la natura strutturale della crescita dei volumi parcel.
Nelle nostre stime 2025 e 2026, il business parcel continua infatti a crescere a un ritmo mid-to-high single digit, restando il pilastro che compensa il declino strutturale della corrispondenza tradizionale.
Azioni menzionate
Advertisement

