Poste Italiane - Risultati solidi, dividendo sopra la guidance

L'attenzione si concentra sulla riorganizzazione divisionale e sul nuovo Piano

Autore: Redazione
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Fatto

Poste Italiane ha chiuso il quarto trimestre 2025 con ricavi pari a 3,5 miliardi di euro (+4% su base annua), Adj. Operating Profit a 729 milioni (+7%), leggermente sopra le attese grazie al contributo dell’Insurance Services, e utile netto a 447 milioni (+7%).

Per il 2025, i ricavi si attestano a 13,1 miliardi, l’Adj. EBIT a 3,24 miliardi e l’utile netto a 2,22 miliardi, in linea con le attese.

Il dividendo proposto è pari a 1,25 euro per azione, superiore alla guidance implicita (1,18 euro), con payout al 73%.

Il Solvency II ratio si attesta al 304%, includendo il 100% di remittance dell’utile assicurativo alla capogruppo e 500 milioni addizionali come da Piano.

La guidance 2026 prevede ricavi a 13,5 miliardi, Adj. EBIT a 3,3 miliardi e utile netto a 2,3 miliardi.

E' stato inoltre annunciato un processo di riorganizzazione con creazione di un nuovo Financial Hub e completamento atteso entro inizio 2027.

Effetto

I risultati evidenziano la solidità del modello, con la divisione Insurance che si conferma il principale driver di redditività e una generazione di cassa che sostiene la politica dei dividendi.

Il dato chiave è la conferma di un remittance ratio al 100% da Poste Vita, con Solvency ancora sopra il 300% nonostante la distribuzione di 500 milioni addizionali, un elemento che rafforza la visibilità sulla remunerazione degli azionisti nel breve termine.

A nostro avviso, il messaggio centrale rimane la capacità strutturale di generazione di capitale del business assicurativo e l'evoluzione della dividend policy, soprattutto per comprendere quanto possa essere sostenibile una politica di distribuzione generosa anche dopo la fase di remittance >100% del triennio 2024-2026.

Il nuovo piano pluriennale atteso entro fine 2026 sarà quindi determinante per fornire maggiore visibilità sul percorso di crescita al 2028.

Riteniamo inoltre che la guidance 2026 rappresenti una “safe floor”: è in linea con il consensus e leggermente inferiore alle nostre stime, coerente con l’approccio storicamente prudente del management.

La riorganizzazione annunciata costituisce un elemento strategico rilevante: la maggiore integrazione tra pagamenti e servizi finanziari e il riposizionamento di Telco ed Energy in MP&D aumentano la flessibilità industriale del gruppo.

In questo contesto, la nuova struttura potrebbe risultare funzionale anche a operazioni straordinarie, inclusa una possibile valorizzazione o conferimento di PosteMobile a TIM, con potenziale accelerazione delle sinergie e ottimizzazione dell’allocazione del capitale.



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