TIM - Criticità nello sviluppo delle reti in Italia
Riteniamo che eventuali interventi da parte del regolatore debbano proteggere il valore degli investimenti

Fatto
Due articoli del Sole 24Ore evidenziano criticità nello sviluppo delle reti in Italia.
Il primo articolo sottolinea come l'Europa abbia incassato $170bn dalla vendita delle frequenze radiomobili dal 1999, con alti costi che potrebbero rallentare lo sviluppo del 4G e 5G.
In Italia, il governo ha incassato circa Eu4bn dalle aste 4G tra il 2011 e il 2013 e Eu6.5bn le aste per il 5G.
Entro il 2029, con la scadenza delle licenze, si dovranno definire nuove politiche per evitare ulteriori costi agli operatori.
Il secondo articolo si concentra sui timori espressi da Open Fiber per la consultazione sulle aree grigie del Piano Italia 1 Giga, che potrebbero ritardare i lavori, da completare entro il 2026, mettendo a rischio anche la rinegoziazione del debito da Eu3bn.
OF ha chiesto ad Infratel che la consultazione possa esser avviata subito, escludendo i civici entro 50 metri da una rete esistente.
Effetto
TIM e Vodafone hanno speso circa Eu2.4bn ciascuno per l’acquisizione dello spettro 5G (700Mhz e 3.7GHz) a cui sono seguiti altrettanti significativi investimenti nel rollout delle reti, senza la possibilità per gli operatori di monetizzare questi investimenti con aumenti di prezzo .
Riteniamo che eventuali interventi da parte del regolatore debbano proteggere il valore di questi investimenti, promuovendo una maggiore armonizzazione nelle politiche di gestione dello spettro con altri paesi europei, ad esempio uniformando e allungando le scadenze senza ulteriori oneri o tramite pagamenti rateali e incentivando maggiormente il RAN sharing tra operatori per condividere i costi degli apparati attivi.
Un esempio virtuoso di gestione dello spettro è rappresentato dal Brasile dove il governo in occasione dell’asta 5G anzichè concentrarsi sulla massimizzazione degli introiti, si è dato come obiettivo quello di favorire gli investimenti nell'inclusione digitale e in innovazione.
Questo approccio ha permesso agli operatori di pagare gran parte del lo spettro attraverso obblighi di copertura o impegni di investimento legati a piani infrastrutturali in linea con la politica nazionale di accesso universale, consentendo al Paese di raggiungere in poco tempo oltre il 90% della popolazione.
Azioni menzionate
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