Tim - Rumorus su break up di Vodafone Spain in Spagna

Uno spezzatino di Vodafone Spain in Spagna e di SFR in Francia, se dovesse concretizzarsi, implicherebbe un atteggiamento più accomodante da parte dell’autorità antitrust europea

Autore: Redazione
Telecom_websim3

Fatto

Telefonica e MasOrange hanno avviato colloqui informali su un possibile accordo per lo spezzatino di Vodafone Spagna, secondo quanto riportato da Bloomberg. Tra le ipotesi allo studio figurano la separazione delle attività fisse da quelle mobili o enterprise, per aggirare eventuali ostacoli antitrust, e l'acquisizione da parte di MasOrange del brand low-cost Lowi.

Vodafone ha già completato la cessione di Vodafone Spain a Zegona per Eu5.0bn (5.6x EBITDAaL, 13.0x OpFCF). Lo scorso anno, Telefónica e Zegona hanno inoltre siglato un accordo vincolante per la creazione di una joint venture FibreCo in Spagna (63% Telefónica, 37% Zegona), con la possibilità di aprire il capitale a un investitore finanziario: ciò consentirebbe a Telefónica di mantenere il controllo e a Zegona di ridurre la propria quota al 10%.

Effetto

Uno spezzatino di Vodafone Spain in Spagna e di SFR in Francia, se dovesse concretizzarsi, implicherebbe un atteggiamento più accomodante da parte dell’autorità antitrust europea, sulla scia di quanto già avvenuto nel Regno Unito con l’approvazione della fusione Vodafone/H3G. Al contrario, in caso di mancato break-up, il rischio principale per gli operatori incumbent sarebbe rappresentato dalla cessione degli asset a fondi di private equity, con la conseguente possibilità di ingresso sul mercato di nuovi operatori con strategie commerciali aggressive e potenzialmente disruptive (come DiGi, che in Portogallo offre piani in fibra FTTH a €10/mese).  

Orange, presente in entrambi i mercati, sarebbe chiamata a un duplice impegno finanziario per acquisire una quota degli asset in Spagna e in Francia.

Iliad potrebbe, invece, dover cedere le attività italiane per rafforzare la propria posizione sul mercato francese. Assumendo una valutazione di €20bn per SFR (circa 6x EV/EBITDA) e una possibile ripartizione degli asset tra Bouygues (40%), Iliad (40%) e Orange (20%), il ticket per Iliad ammonterebbe a circa €8bn, finanziabili in parte attraverso la cessione del business italiano, che stimiamo possa valere circa €2.5bn (7.5x EV/EBITDA, multiplo pagato da Fastweb per Vodafone Italia). Nonostante la crescita costante, Iliad Italia fatica a generare cassa se si considerando anche gli investimenti sostenuti per lo spettro. 



Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.