TLC - Starlink punta ad espansione in Italia grazie al governo Meloni

Starlink intende sfruttare parte dei fondi PNRR

Autore: Team Websim Corporate
Interno di un data center con file di rack contenenti server e sistemi di raffreddamento.

Fatto

Secondo La Repubblica, Elon Musk punta a espandere Starlink in Italia con il sostegno del premier Giorgia Meloni, nonostante le riserve di Mimit, Infratel, KKR/FiberCop e TIM, che considerano Starlink un potenziale concorrente.

Starlink intende sfruttare parte dei fondi PNRR per estendere la connessione satellitare nelle aree rurali, dove Open Fiber, assegnataria di fondi PNRR per Eu3.4bn per la copertura delle aree grigie e bianche, sta affrontando difficoltà dovute anche ad errori di mappatura dei civici da coprire.

Il piano rivisto prevede la sostituzione di 96.000 numeri civici isolati con altri più accessibili, ma necessita dell'approvazione dell'UE e potrebbe incontrare opposizioni da parte di KKR/FiberCop.

Il futuro di Starlink dipenderà dall'esito di questo complesso contesto regolamentare e competitivo, mentre il governo intende scongiurare il fallimento di Open Fiber, partecipata al 60% da CDP. KKR potrebbe approfittare della situazione per evitare il pagamento a TIM dell’earnout previsto in caso di fusione tra OF e FiberCop a 30 mesi dal closing. 

Effetto

Starlink è già disponibile su tutto il territorio italiano, il che solleva dubbi sull'effettiva necessità di ulteriori finanziamenti pubblici. L'antenna può essere acquistata a 350 euro sul sito ufficiale e gli abbonamenti partono da 29 euro al mese (40 euro per velocità prioritarie), con prestazioni comparabili a una connessione FTTC.

Tuttavia, il servizio è indicato principalmente per le zone rurali prive di altre soluzioni tecnologiche. In queste aree, le reti FWA, come quelle di Eolo, offrono prestazioni simili a costi competitivi (circa Eu30/mese).  

La proposta di finanziare Starlink con fondi pubblici solleva poi legittimi interrogativi sull'effettivo tipo di investimento richiesto: si rischierebbe di fornire un sussidio a fondo perduto per ridurre i costi di abbonamento e installazione, senza migliorare la copertura complessiva. Inoltre, il finanziamento a un operatore extra-UE senza garantire un mercato wholesale aperto potrebbe inoltre violare i principi di concorrenza e trasparenza previsti nei piani di connettività nazionali.


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