Tim - Valuta il rinvio dell’AGM da aprile a giugno
Accogliamo con favore un eventuale rinvio dell’AGM se funzionale a una pacificazione nella governance

Fatto
Secondo la stampa, oggi si terrà un CdA in cui l’Azienda potrebbe valutare di posticipare l’AGM dal 10 aprile a giugno per consentire ai nuovi assetti azionari, con Poste Italiane entrata al 9.8% al posto di CDP, di trovare un equilibrio con Vivendi (23.75%), evitando tensioni sul bilancio. La decisione potrebbe essere formalizzata nel CdA del 5 marzo, in concomitanza con l’approvazione dei risultati FY24. Il posticipo darebbe tempo anche per modifiche statutarie, operazioni straordinarie e la riduzione del capitale, oltre a facilitare l’ingresso di un rappresentante di Poste nel CdA, con Giuseppe Lasco tra i possibili candidati, secondo La Repubblica.
Parallelamente, secondo Il Messaggero, proseguono le manovre di CVC e Iliad: il fondo britannico punta ad acquistare la quota di Vivendi e diventare partner della divisione Enterprise di TIM, mentre Iliad, supportata da Mediobanca e sponsorizzata dalla presidente di TIM, Alberta Figari, punterebbe a integrarsi con la divisione Consumer.
Il CdA di oggi potrebbe anche esaminare il progetto di realizzare una rete in fibra in Kuwait, già discusso in due precedenti riunioni e anticipato da Il Messaggero il 14 febbraio. L’investimento rientrerebbe nella strategia di espansione internazionale di TIM e potrebbe coinvolgere partner locali o istituzioni governative, ma resta da definire il modello di business e l’entità dell’impegno finanziario richiesto.
Effetto
Accogliamo con favore un eventuale rinvio dell’AGM se funzionale a una pacificazione nella governance, precondizione per approvare operazioni di creazione di valore.
Le modifiche statutarie richiedono maggioranze qualificate e il supporto di Vivendi, che detiene una minoranza di blocco in EGM. Inoltre, non escludiamo che l’eventuale ingresso di un rappresentante di Poste nel CdA dovrà passare al vaglio dell’Antitrust, considerando che Poste e TIM sono anche concorrenti nel mercato della telefonia. Il posticipo dell’assemblea potrebbe quindi risultare utile anche per gestire questo passaggio.
Nessun aggiornamento dalla stampa, invece, sulla possibilità (improbabile a nostro avviso) che TIM prenda altro tempo per negoziare con il governo un eventuale accordo extragiudiziale tombale sul canone 1998 prima della sentenza della Corte di Cassazione (attesa non prima del 2026).
Un’intesa di questo tipo potrebbe rendere immediatamente fruibile per TIM l’incasso (Eu1bn, da noi incorporato al 75% nella nostra SOP), generando una sopravvenienza attiva nel P&L della Parent Company, con cui potrebbero essere pagati i dividendi arretrati ai risparmisti (esborso stimato in €0.5bn).
Azioni menzionate
Advertisement

