TIM - Il Tribunale annulla il sequestro fondi per presunta frode VAS
Si tratta di 249 milioni di euro

Fatto
Il Tribunale di Milano ha annullato il provvedimento di sequestro preventivo dell'importo di Eu249mn imposto a TIM nell'ambito di un'indagine per presunta truffa nei servizi a pagamento.
Tra il 2017 e il 2019 - secondo l'accusa - tanti clienti di Tim avrebbero subìto l'addebito di somme non dovute in bolletta con l'esca di questi servizi aggiuntivi (VAS) come giochini, suonerie, meteo, oroscopi, gossip.
In particolare, i servizi commercializzati dalle aziende di contenuti (CSP), e poi attivati da Tim coadiuvata dalle società di piattaforme tecnologiche (Hub), con un sovrapprezzo sulla scheda SIM di utenti che però non li avevano mai richiesti, ingannati da fraudolenti banner pubblicitari.
Il ricavato sarebbe andato secondo l'accusa tra il 50% a Tim, il 5%-7% all'hub tecnologico di turno (come Engineering che ieri si è vista dissequestrare 8 milioni), e il resto a aggregatori di contenuti. TIM ha impugnato il procedimento e ora il Tribunale ha annullato il decreto di sequestro preventivo, annunciando la motivazione entro 30 giorni.
Sempre presso il Tribunale di Milano il 21 maggio, scrive La Repubblica, si terrà la prima udienza sul ricorso di Vivendi contro la cessione di NetCo ai prezzi concordati con KKR e approvata senza la convocazione di un’EGM. Il CEO di Vivendi si augura che la causa sia chiusa entro il 2025. Nel corso dell’AGM di ieri di VIV, Arnaud de Puyfontaine si è anche augurato di poter scrivere un nuovo capitolo di VIV in Italia, senza più TIM, già entro il 2025.
Effetto
Positiva la notizia sull’annullamento del sequestro relativo alla presunta frode VAS, su cui ci riserviamo di conoscere le motivazioni che saranno depositate dal giudice. Ricordiamo che la stessa TIM sin dal 2019 non appena ha avuto contezza di irregolarità ha segnalato i fatti alla Procura di Roma che, ad esito del procedimento, ha qualificato i fatti come truffe ai danni della stessa TIM.
In seconda battuta, TIM ha tempestivamente adottato ogni iniziativa per tutelare la propria clientela, provvedendo, tra il 2019 e il 2020, al rimborso di tutte le attivazioni irregolari di cui ha avuto contezza e al blocco dei servizi a valore aggiunto risultati interessati da attivazioni irregolari. In merito alla exit futura di VIV da TIM, molto dipenderà anche dall’esito del contenzioso contro la cessione di VIV.
Allo stato attuale, le accuse relative alla presunta irregolarità dell’iter autorizzativo seguito dal CdA TIM ci sembrano poco accoglibili, sia in base ai diversi pareri legali raccolti da TIM che alla giurisprudenza italiana. Non escludiamo che il contenzioso possa rientrare in una strategia negoziale più ampia di VIV per trattare un’improbabile exit futura a prezzi superiori a quelli di mercato.
Azioni menzionate
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