TIM - Vivendi frena sull'azione contro TIM, valuta tutte le opzioni per valorizzare la quota

Avanzano intanto i lavori per arrivare al closing con KKR a metà dell'anno prossimo, secondo quanto riportato dal Sole24Ore.

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

In un'intervista a Les Echos, Yannick Bollorè, presidente di Vivendi (VIV), ha dichiarato che ad oggi VIV non ha avviato alcun procedimento legale contro la cessione di NetCo e sta ancora considerando diverse opzioni. VIV - ha spiegato - è concentrato sul suo piano per diventare un gruppo nel settore dei media, della comunicazione e dell'intrattenimento e ha riclassificato la propria partecipazione in TIM come partecipazione finanziaria».

Tra le opzioni sul tavolo Bolloré non sembra escludere quella della vendita del 24% di TIM: «La sfida per noi, come azionisti, è che TIM si sviluppi e cercare così di massimizzare il valore della partecipazione»

Ieri Moody's - che ha messo di recente il rating di TIM sotto osservazione per un possibile miglioramento - ha fatto sapere che potrebbe alzare il rating, oggi a B1, di uno o due gradini se la transazione sarà completata come programmato.

Avanzano intanto i lavori per arrivare al closing con KKR a metà dell'anno prossimo, secondo quanto riportato dal Sole24Ore.

Questa settimana dovrebbe essere costituito il ramo d'azienda della rete, con l'attribuzione di un organico superiore alle 20mila unità.

Se ne parlerà anche domani all'incontro tra il direttore delle risorse umane, Paolo Chiriotti, e il coordinamento nazionale dei sindacati (RSU) di TIM.

Effetto

Di recente il CEO di TIM, Pietro Labriola aveva ribadito la necessità di un dialogo con tutti i soci, VIV compresa. I dubbi di VIV sulla necessità di procedere con un’azione legale ci inducono a pensare che ci siano ancora margini per trovare un accordo, senza mettere in discussione la cessione di NetCo a KKR/MEF. Se questa lettura dovesse essere confermata, ci aspettiamo una reazione positiva del titolo, penalizzato nelle scorse settimane dai timori di un’azione legale di VIV in grado di far fallire l’intera operazione.

Quanto al dialogo con i francesi, la strada da percorrere è ancora lunga se Vivendi ha effettivamente interesse a valorizzare la quota almeno a €0.50 ad azione (controvalore di c. Eu1.8bn rispetto ai Eu0.9bn ai prezzi correnti di mercato).

Se la strategia di VIV fosse quella di uscire in tempi brevi ad un prezzo circa il doppio rispetto alle valutazioni di mercato, per assurdo sarebbe nell’interesse stesso di VIV supportare l’operazione NetCo: questo potrebbe infatti determinare un significativo recupero del titolo nel breve termine e contribuirebbe a ridurre il bid-ask spread rispetto agli attuali prezzi di mercato, consentendo a VIV di trovare più facilmente compratori potenziali per la sua posizione.

Se invece la strategia di VIV resta quella di contrastare la cessione di NetCo contribuendo a far fallire l’operazione senza avere controproposte credibili per abbattere strutturalmente il debito di TIM nel breve termine, l’alternativa che si prospetta è quella di un aumento di capitale iperdilutivo per TIM che aggiungerebbe significativa pressione al titolo, allontanando l’opportunità di una exit a prezzi decisamente superiori a quelli di mercato.



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