UNICREDIT- Signa: una sua filiale porta i libri in tribunale
Probabile coinvolgimento, ma le coperture sono robuste
Fatto
Unicredit è sotto i riflettori.
Signa Real Estate Management Germany ha presentato istanza ufficiale di fallimento presso il tribunale distrettuale di Berlino Charlottenburg, come ha riportato il giornale tedesco Spiegel, mentre si aggrava la crisi del gruppo immobiliare di Rene Benko.
L'istanza coinvolge una filiale tedesca di Signa Prime Selection, dove il magnate Benko ha raggruppato le sue proprietà di maggior valore.
Il quotidiano austriaco Der Standard, citando una fonte, ha detto inoltre che martedì prossimo potrebbe essere presentata una richiesta di fallimento per il Gruppo Signa.
La Signa Real Estate Management Germany GmbH interessata è una società affiliata di puro servizio che controlla lo sviluppo di progetti immobiliari. Essa “non detiene alcun progetto immobiliare, ma fornisce solo servizi per società immobiliari”.
Nell’attivo patrimoniale si trovano quindi solo poco meno di dieci milioni di euro di beni materiali, probabilmente mobili per ufficio e simili. Recentemente ha registrato un fatturato di 54 milioni di euro con 139 dipendenti. L’azienda segue i cantieri del gruppo in Germania.
Questo è un ulteriore problema per il gruppo che fa capo a Benko. L’imprenditore si è mosso soprattutto nel Medio Oriente per trovare fondi necessari al salvataggio e si parla anche di una trattativa, per ora infruttuosa, con il PIF, il fondo d’investimenti pubblico saudita.
Effetto
La stampa riporta che Unicredit e altre banche tra cui Raiffeisen sarebbero esposte a Signa per complessivi 2.35 mld. Cifre che non hanno trovato riscontro ufficiale.
Il gruppo Signa sembra ritrovarsi in una situazione di stress finanziario e probabilmente si troverà in una situazione di rischio di default, finendo per diventare il più grande crack in Europa affossata da 27 mld di debiti finanziari.
Notiamo comunque che Unicredit dovrebbe poter usare una parte dei suoi overlay* per coprire le eventuali perdite derivanti dalla esposizione netta derivante dal Gruppo.
*Il comunicato di Unicredit in occasione della terza trimestrale così riporta: "le rettifiche su crediti (LLP) si sono attestate a fine terzo trimestre a 135 milioni di euro, determinando un costo del rischio strutturalmente basso (CoR) di 12 punti base. Questo dato, unitamente alla minore volatilità del CoR, riflette la buona qualità degli attivi del Gruppo ed è ulteriormente rafforzato da perdite attese costantemente basse, da un basso livello di esposizioni deteriorate con un'elevata copertura, da bassi tassi di insolvenza, oltre che dagli overlay in essere pari a 1,75 miliardi.
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