
Intesa Sanpaolo
ISP
5,82€
-1,10%
Ultima variazione alle 17:26 del 27/02/2026
Dati forniti con 10 minuti di delay
Overview
Il grafico mostra prezzo, volumi di scambio e performance (%) del titolo nel tempo. È possibile analizzare l’andamento tramite grafico a linea oppure a candele. Posizionando il cursore sulla linea o sulla candela si visualizzano i dettagli per data; selezionando gli intervalli temporali (es. 1D, 1W, 1M, YTD, MAX) il grafico si aggiorna di conseguenza.
- Market Cap
- 101.346 milioni €
- Numero di azioni
- 17.413.389.613
- ISIN
- IT0000072618
- Target Price
- 7,20€
- Giudizio fondamentale
- OUTPERFORM
Intesa Sanpaolo SpA è una banca italiana fondata nel 1931 che offre prodotti finanziari e servizi bancari. Si divide in diversi segmenti, tra cui Banca dei Territori, IMI Corporate and Investment Banking, International Subsidiary Banks, Private Banking, Asset Management, Insurance e Corporate Centre.
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Dati finanziari
Analisi fondamentale
Intesa S.Paolo - Definire la nuova normalità
- Data studio
- Target di lungo termine
- €
- Potenziale upside
- %
- Giudizio
Data studio
03/02/26
Target di lungo termine
7.20€
Potenziale upside
20.4%
Giudizio
OUTPERFORM
Gli obiettivi del Business Plan di ISP risultano leggermente superiori alle attese e, come previsto, sono stati trainati da un forte focus sulla crescita organica e sull’efficienza. La società prevede per il FY29 un utile netto superiore a €11,5 mld (pari a €12,1 mld nelle nostre stime), abbinato a un payout totale del 95% (75% dividendo cash, 20% buyback annuale) e a un CET1 ratio del 13,2%, con la possibilità di ulteriori distribuzioni a partire dal 2027. Continuiamo a considerare ISP un chiaro vincitore in termini di crescita organica, redditività e remunerazione degli azionisti; pertanto confermiamo la nostra view positiva sul titolo, aumentando al contempo il target price a €7,2.
Analisi
Business Plan 2029 di ISP presenta una strategia di crescita resiliente e prudente, incentrata su un obiettivo di utile netto superiore a €11,5 mld. La crescita dei ricavi è sostenuta da un NII atteso a €16,3 mld, supportato da una crescita costante dei volumi di impieghi e dal contributo strutturale della copertura sui depositi, il tutto assumendo ipotesi macroeconomiche caute, tra cui un Euribor 1m piatto al 1,95%. Le commissioni sono previste in aumento fino a €11,6 mld, un target considerato particolarmente conservativo alla luce dell’espansione strategica nel Wealth Management e del potenziale upside sui ricavi derivante dalla piattaforma isywealth, attualmente contabilizzata esclusivamente sul fronte dei costi.
L’efficienza operativa rimane un elemento distintivo chiave, con la banca che punta a un Cost/Income ratio del 36,8% entro il 2029, grazie alla riduzione dei costi complessivi a €11,3 mld, ottenuta tramite digitalizzazione e un programma di ricambio generazionale che dovrebbe generare risparmi annui pari a €570 mln. La gestione del rischio resta disciplinata, con un CoR guidance tra 25 e 30 bps, fornendo una base solida per il rafforzamento della politica di remunerazione degli azionisti. La banca ha infatti incrementato il cash payout ratio al 75%, affiancato da un buyback del 20%, e ha alzato il target di CET1 ratio a oltre il 12,5%, con la possibilità di ulteriori distribuzioni di capitale in eccesso a partire dal 2027.
I risultati del 4Q25 hanno evidenziato una buona resilienza operativa, con una performance lievemente superiore alle attese grazie a ricavi da trading robusti, mentre gli OpEx si sono mantenuti in linea con le previsioni. La banca ha intrapreso azioni significative di pulizia del bilancio in vista del nuovo Business Plan, realizzando circa €0,9 mld di operazioni di de-risking. Sebbene tali interventi gestionali abbiano inizialmente portato l’utile ante imposte a risultare inferiore del 10% rispetto alle stime, l’impatto è stato interamente compensato da una rivalutazione positiva delle DTA. Sul fronte della remunerazione degli azionisti, la banca ha proposto un dividendo di saldo di €0,19 per azione, insieme a un programma di buyback da €2,3 mld, operazione che ha portato il CET1 ratio al 13,2%.
Variazione nelle stime
Abbiamo rivisto al rialzo le nostre stime per riflettere la solida performance dei ricavi core e della qualità degli attivi, nonostante OpEx più elevati rappresentino un freno parziale. La crescita del fatturato è trainata da un NII più alto, grazie all’espansione dei volumi, e da un cambio strategico nella generazione delle commissioni, con gli AuA destinati a migrare verso AuM a maggiore marginalità.
Pur a fronte di costi del personale in aumento, manteniamo una view sull’efficienza più ottimistica rispetto a quella del management di ISP. Inoltre, LLP e accantonamenti generici sono stati ridimensionati dopo una fase di de-risking particolarmente aggressiva nel 4Q25.
La view degli analisti
Valutazione: valorizziamo ISP utilizzando un GGM basato su P/TE implicito e stiamo ora rollando in avanti il modello di valutazione su una media dei fair value 2027 e 2028. Alla luce di proiezioni più favorevoli per il 2028, aumentiamo il target price a €7,20, confermando la raccomandazione OUTPERFORM. Il titolo tratta a 1,83x / 1,79x / 1,75x il TE FY26/27/28; al target price tratterebbe a 2,20x / 2,13x / 2,07x.
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Analisi tecnica
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Enrico Nicoloso
Responsabile Analisi Tecnica



