Igd - Risultati solidi, target price alzato a 4,1 euro

Giudizio Outperform confermato. Gli analisti alzano le stime 

Autore: Redazione
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Fatto

Igd ha pubblicato i conti del terzo trimestre 2025, che sono risultati poco sopra le attese.

In dettaglio: 

- I ricavi totali sono saliti del 2,9% su base annua a 35,3 milioni di euro (+2,3% rispetto alle stime);

- l’EBITDA si è attestato a 25,4 milioni (+6,8% su base annua, +3,8% rispetto alle attese) includendo -0,1 milioni dall’attività di trading;

- l’utile netto è stato di 7 milioni e l’FFO di 11,3 milioni (+41% su base annua, +5% rispetto alle attese);

- L’indebitamento netto ammonta a 792 milioni (rispetto ai 793 milioni attesi).

Guidance

- La guidance 2025 è stata confermata e prevede FFO a 39 milioni (+9,4% su base annua), includendo l’impatto delle dismissioni previste in Romania (circa 20 milioni nel 2025).

Durante la conference call, il management ha segnalato che anche nello scenario più conservativo l’utile netto 2025 dovrebbe comunque superare 39 milioni.

Per le valutazioni, sono attesi miglioramenti grazie alla crescita degli affitti e a un mercato delle transazioni più attivo, con possibile compressione dei rendimenti; i tagli ai tassi di sconto non si sono ancora materializzati ma sono attesi.

Sul costo del debito, IGD prevede di rifinanziare nel primo trimestre 2026 la scadenza del bond 2028 (circa 150 milioni di euro) allungando la duration e portando il costo medio sotto il 5%.

Dividendo

L’utile dei primi nove mesi (17 milioni) è quasi interamente generato in Italia e quindi esente sotto il regime SIIQ.

Se l’utile 2025 raggiungesse circa 20 milioni, la distribuzione obbligatoria sarebbe di circa 14 milioni (13 cent/azione), ma il management considera 15 cent “il numero magico”. 

Per approfondire: Igd Siiq - Utile netto in deciso miglioramento su base annua

Effetto

L'opinione degli analisti di Intermonte

Confermiamo le stime 2025 e miglioriamo l’FFO 2026-2027 in media dell’11%, grazie a un costo del debito inferiore alle attese.

Il nostro FFO 2026 raggiunge in anticipo di un anno il target del business plan di 48 milioni di euro.

Amento del target price 

Il target price sale da 3,70 a 4,1 euro, basato su una combinazione di NAV, FFO e DCF, e riflette anche la riduzione del tasso risk-free al 3,5% (dal 4%).

Riteniamo che i risultati del terzo trimestre 2025 confermino il solido momentum operativo del gruppo e che il titolo resti interessante, con uno sconto del 36% rispetto al GAV e un multiplo di 8,1 volte P/FFO 2026E, in un contesto di stabilizzazione delle valutazioni immobiliari e progressiva riduzione del costo del debito.

Nei prossimi trimestri, una maggiore visibilità sulle valutazioni potrebbe favorire non solo il NAV ma anche la crescita del dividendo, mentre l’andamento dei tassi di interesse continuerà a rappresentare un driver chiave per il titolo. 



Azioni menzionate

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