Masi - Boscaini: "Italia del vino frammentata, la Francia è d'esempio"

Mr. Amarone ha lanciato un appello alle istituzioni. L'idea principale riguarda la forte riduzione del numero delle denominazioni: tra Doc, Docg e Igt, ce ne sono più di 550

Autore: Redazione
Masi_inaugurazione Monteleone_websim

Sandro Boscaini ha lanciato di recente alcune idee per sostenere il settore vitivinicolo italiano. Il presidente di Masi Agricola, che ha reso il suo Amarone tra le etichette più conosciute del vino tricolore nel mondo, lo ha fatto dalle colonne del Sole 24 Ore, appellandosi alle istituzioni. L'idea principale riguarda la forte riduzione del numero delle denominazioni: tra Doc, Docg e Igt, l’Italia del vino ne ha più di 550.

Secondo l'imprenditore - per anni presidente di Federvini e tra i "creatori" del Vinitaly - bisognerebbe arrivare con una cinquantina di Doc al massimo, solo quelle più note e riconoscibili all'estero, da raccogliere a loro volta sotto pochi cappelli territoriali: "Dovremmo prendere spunto dal modello francese - ha detto Boscaini - che da sempre rappresenta un esempio di lungimiranza: in oltre tre secoli, la Francia ha costruito un sistema basato su identità territoriali forti e riconoscibili, come Bordeaux e Borgogna, sotto cui si articola una struttura ordinata di sottozone e appellations".

In Veneto, ad esempio, "dovremmo creare un brand regionale ombrello e chiamarlo “Venezia”: chiunque, dall’Alaska alla Cina, oggi sa dove è Venezia. E sotto questo marchio ombrello dovremmo raccogliere tutte le singole sottozone". Invece, un caso virtuoso nostrano è la Toscana, "perché i suoi produttori sono riusciti a mantenere l’immagine complessiva alta, tra denominazioni che funzionano molto bene all’estero, come Brunello o Sassicaia, e altre più in difficoltà".

Per l'imprenditore veneto, in Italia ci sono "tanti piccoli imperi scollegati tra loro", ossia consorzi spesso nati per accontentare l’elettorato locale, "una moltiplicazione di poltrone non sempre giustificate dalle reali esigenze del tessuto produttivo". Boscaini ha ricordato che "solo 13 consorzi superano i 100 milioni di bottiglie".

Il suo appello potrebbe arrivare al governo italiano, che ha ripristinato il tavolo del vino per confrontarsi con gli operatori su come affrontare i temi aperti del settore, dai dazi americani al cambiamento climatico. E la proposta di Boscaini potrebbe essere un primo passo nella giusta direzione per supportare il comparto. 



Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.