Zest - Buy e target price a 0,32 euro al leader del venture capital
Per Websim Corporate Research, il titolo rappresenta “un’opportunità unica per investire nel venture capital italiano”, accedendo con una sola mossa a “un portafoglio composto da oltre 250 startup"

“Un’opportunità unica per investire nel venture capital italiano”, che consente con un solo colpo di accedere a “un portafoglio composto da oltre 250 startup attive su diversi settori digitali e beneficiando di una valutazione di mercato a sconto di oltre il 60% rispetto al fair value”. Lo scrive Websim Corporate Research parlando del titolo dell’acceleratore Zest, a cui ha assegnato un rating Buy (molto interessante), con target price di 0,32 euro.
Parliamo quindi di un potenziale upside di circa il 100% sulla chiusura di venerdì scorso.
L'acceleratore è giovane ma al contempo di lunga esperienza, poiché è nato nell’aprile 2024 dall’unione tra due società con oltre 20 anni di operatività nel settore, ovvero Digital Magics e LVenture Group. Zest è così diventato “il primo operatore italiano di dimensione europea per investimenti in venture capital early-stage, accelerazione startup, scale-up e programmi di open innovation e corporate venturing”.
Tra i punti di forza dell’acceleratore, dunque, un "know-how consolidato". E una "rete di relazioni di lungo termine con una moltitudine di attori, sia sul lato corporate, sia sul lato investitori e partner". Senza dimenticare che "i due principali azionisti, TIP Group (13,7%) e LUISS (11,7%), e il maggiore co-investitore, CDP Venture Capital, rappresentano ulteriori bollini di garanzia".
Exit e ricavi
Zest non è un'azienda tradizionale e pertanto non va trattata come tale. Un elemento fondamentale delle sue performance sono le Exit, che non finiscono nel conto economico ma nello stato patrimoniale. Nel 2024, ne ha realizzate tre, "tutte di successo (Futura, Cardo AI e Fitprime), per un controvalore complessivo di 6,2 milioni", rispetto ai 2 milioni generati da Digital Magics e LVenture nel 2023.
In prospettiva, l'acceleratore punta a espandere anche le attività classiche, quelle che portano fatturato, come le consulenze, programmi di sviluppo per startup, affitto spazi e organizzazione eventi. Queste "dovrebbero generare nel 2025 circa 11 milioni di ricavi", arrivando a oltre 13 milioni stimati nel 2027. Tornando all'anno in corso, è previsto un "EBITDA vicino al break-even", che dovrebbe essere pienamente raggiunto nel 2026.
Mercato del venture capital
Il mercato italiano del venture capital rappresenta un tema delicato: il suo peso è ancora inferiore al 3% a livello europeo, secondo l'ultimo report di Growth Capital. Tuttavia, il nostro Paese sta mostrando "una forte dinamicità" e il settore "dovrebbe raggiungere nel 2028 un volume di investimenti di 5,5 miliardi rispetto agli 1,5 miliardi del 2024".
Inoltre, "significative opportunità di business potranno derivare nei prossimi anni dal piano nazionale Transizione 5.0, finanziato con 6,3 miliardi di fondi PNRR, e dal piano di investimenti di CDP Venture Capital 2024-2028 da 8 miliardi".
Il portafoglio
Gli analisti ricordano l'importanza di un portafoglio ampio e diversificato, per mitigare i rischi e ottimizzare le potenzialità di successo. Delle oltre 250 partecipazioni in startup, circa 40 sono state acquisite nel solo 2024, "con un fair value che al terzo trimestre 2024 ammontava a 57,6 milioni di euro, pari a circa 2,2x i valori di carico, ed un IRR (tasso interno di ritorno, ndr) implicito intorno al 22%".
Il filo conduttore, conclude Websim Corporate Research, "è rappresentato dalla digitalizzazione e dall’innovazione tecnologica, con presenza nei settori Lifestyle & Culture (23%), Data & Digitization (19%), Smart City & Factory (19%), Fintech & Insurtech (18%), Cleantech (9%), Food & Agricolture (6%) e Health & Lifescience (6%)".
Azioni menzionate
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