COMUNICAZIONE DI MARKETING
Cash Collect Santander sull'Italia: 10% annuo e protezione fino a -50%
Da Santander, un nuovo Cash Collect difensivo sul basket composto da Enel, Eni, UniCredit e Intesa Sanpaolo. Cedole mensili con memoria pari al 10% annuo e protezione fino a -50%. Prezzo sotto la pari

Il rally del Ftse Mib continua con un ottimo +27% da inizio anno. Dopo un lungo periodo di bull market, chi ha investito pensa di monetizzare, mentre chi è rimasto alla finestra teme di entrare ora per paura di un ritracciamento. Come investire sull’Italia senza esporsi troppo al rischio? La risposta è scegliere strumenti che pagano cedole anche in mercati incerti e offrono protezione del capitale.
È il caso del Memory Autocall Cash Collect di Santander (ISIN IT0006772211), che punta su quattro big di Piazza Affari: Enel, Eni, UniCredit e Intesa Sanpaolo.
Il meccanismo è semplice: cedole mensili con memoria dello 0,8334% (10% annuo), condizionate a una barriera profonda al 50% degli strike, che consente di sopportare cali fino al -50% dei sottostanti. Prezzo attuale poco sotto la pari a 996 euro a certificato.
Cedole mensili del 10% annuo e protezione fino ad un -50%
Il certificato Memory Cash Collect di Santander con ISIN IT0006772211 è progettato per offrire un rendimento periodico anche in scenari di mercato negativi, grazie alla barriera protettiva. Questa barriera è fissata al 50% dei livelli iniziali (strike) e rimane valida fino alla scadenza per il rimborso del valore nominale di 1.000 euro.
In pratica, il certificato continuerà a pagare le cedole finché nessuno dei quattro titoli del basket “worst of” perderà oltre il 50% rispetto ai livelli iniziali, determinati alla chiusura del 4 dicembre.
Cedole mensili con effetto memoria
Le cedole sono mensili e pari allo 0,8334% del valore nominale, equivalenti a circa 10% annuo. Tutti i premi godono dell’effetto memoria, che consente di recuperare le cedole non pagate in precedenza se la condizione di pagamento torna a essere soddisfatta (tutti i sottostanti sopra la barriera del 50%).
Il vantaggio? Anche se alcune cedole non vengono pagate durante la vita del certificato, basterà che all’ultima data di osservazione (novembre 2028) tutti i titoli siano sopra la barriera per incassare tutte le 36 cedole. Con un valore nominale di 1.000 euro, ogni cedola vale 8,334 euro, per un totale di 300 euro di flusso cedolare.
Le cedole del certificato sono classificabili come "redditi diversi”, permettendo di compensare eventuali minusvalenze pregresse. È comunque consigliabile verificare con la propria banca le modalità di compensazione (immediata o a scadenza).
Durata di 3 anni e possibilità di rimborso anticipato
Il certificato ISIN IT0006772211 ha una durata di 3 anni, con scadenza prevista a dicembre 2028, ma può essere richiamato anticipatamente grazie al meccanismo di Autocall attivo da settembre 2026. Il trigger è fissato al 100% degli strike: se, nelle date di osservazione mensili, tutti i sottostanti sono pari o superiori ai livelli iniziali, il certificato viene rimborsato al valore nominale (1.000 euro), più la cedola del mese e quelle non pagate in precedenza.
Di seguito vediamo il calendario dei premi e le date in cui sarà possibile il richiamo anticipato:
Se il certificato (ISIN IT0006772211) non viene richiamato anticipatamente, alla data di osservazione finale (27 novembre 2028) si verificherà il rispetto della barriera al 50%. L’unico scenario negativo è quello in cui anche un solo titolo del paniere perde oltre il 50% dal livello iniziale: in tal caso, il rimborso sarà proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti.
Esempio: se il titolo peggiore perde il 70%, il rimborso sarà pari al 30% del nominale (300 euro), più le cedole già incassate.
Al contrario, se tutti i titoli si troveranno sopra la barriera al 50%, l’investitore riceverà 1.000 euro di rimborso più tutte le cedole, per un totale di 1.300 euro per certificato.
Focus sul basket ISIN IT0006772211
Come dicevamo, affinché l'investimento vada a buon fine nessuno dei quattro titoli deve subire una perdita a scadenza superiore al 50% dai rispettivi livelli di strike. Uno scenario molto poco probabile valutando la solidità dei titoli del basket e l'orizzonte temporale relativamente breve di tre anni.
Santander ha infatti scelto un basket di qualità, composto da Enel, Eni, UniCredit e Intesa Sanpaolo, quattro protagonisti del listino italiano e tra i titoli più presenti nei portafogli degli investitori.
Uno dei punti di forza di questo certificato è la bassa volatilità implicita dei sottostanti: Enel (16,84%), Eni (18,15%) e Intesa Sanpaolo (23,87%) si collocano su livelli moderati, mentre UniCredit (29,64%) è leggermente più alta ma bilanciata dagli altri titoli. Questo significa minore rischio di oscillazioni estreme, elemento chiave per strategie di investimento orientate alla stabilità.
Risultato? Un certificato difensivo, con sottostanti liquidi e stabili, capace di affrontare volatilità contenuta e offrire cedole interessanti in un contesto di rischio controllato.
Enel
Enel conferma la sua leadership globale nelle rinnovabili e nella distribuzione elettrica, chiudendo i primi nove mesi del 2025 con ricavi in crescita a 59,7 miliardi (+3,6%) e utile netto ordinario a 5,7 miliardi (+4,5%). L’EBITDA ordinario si attesta a 17,3 miliardi, mentre il management ha deliberato un acconto sul dividendo di 0,23 euro per azione (+7%), in pagamento a gennaio 2026. Il Piano Strategico 2025-2027 prevede investimenti per 43 miliardi, focalizzati su reti resilienti e transizione energetica, anche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il titolo Enel si muove vicino ai suoi massimi dal 2021 mostrando un solido +27% da inizio anno.
Eni
Un buon terzo trimestre anche per il colosso petrolifero Eni che ha chiuso il periodo con un utile netto adjusted a 1,2 miliardi e un aumento della produzione a 1,76 milioni barili/giorno (+6% rispetto allo scorso anno). Il gruppo ha alzato la guidance sulla produzione e incrementato il buyback a 1,8 miliardi (+20%), confermando anche il dividendo a 1,05 euro per azione (+5%). Sul fronte strategico, Eni accelera sulla transizione con progetti di bioraffinazione e CCUS, mentre Plenitude ha raggiunto 4,8 GW di capacità rinnovabile, in linea con l’obiettivo di 5,5 GW entro fine anno. Nella giornata di ieri Eni ha siglato un'importante accordo a lungo termine per la fornitura di gas naturale liquefatto (Gnl) con Gulf Development Company, un attore chiave nel settore energetico thailandese. Un accordo che prevede la fornitura di 0,8 milioni di tonnellate di Gnl all'anno per un decennio. Positivo anche l'andamento a Piazza Affari con il titolo che ha superato i 16 euro ad azione sui livelli più alti dal 2018.
UniCredit
UniCredit ha chiuso il terzo trimestre con utile netto record di 2,6 miliardi e 8,7 miliardi nei nove mesi (+13%), confermando la guidance per l’anno a 10,5 miliardi. I ricavi trimestrali salgono a 6,1 miliardi (+1,2%), con costi in calo e un RoTE al 19,1%, tra i più alti in Europa. Il CET1 ratio si attesta al 14,8%, a riprova della solidità patrimoniale. La banca ha già deliberato distribuzioni agli azionisti per almeno 9,5 miliardi, tra dividendi e buyback, con un acconto di 1,43 euro per azione pagato a novembre. I vertici della banca puntano a un utile netto superiore agli 11 miliardi di euro nel 2027 e una crescita a doppia cifra di utile per azione e dividendo per azione nel periodo 2024/2027. Il titolo si muove sui massimi dal 2011 con una performance del +70% da inizio anno.
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo registra i migliori nove mesi di sempre, con utile netto di 7,6 miliardi (+5,9%), di cui 2,4 miliardi nel terzo trimestre, e conferma la prospettiva di chiudere l’anno “ben oltre i 9 miliardi”. Il ROE annualizzato è al 20%, mentre il CET1 ratio si mantiene solido al 13,9%. La banca ha già maturato 5,3 miliardi di dividendi e completato un buyback da 2 miliardi, con un acconto di 0,186 euro per azione pagato a novembre. La strategia punta su commissioni e assicurazioni, riducendo la dipendenza dai tassi e garantendo stabilità e crescita sostenibile. Da inizio anno il colosso bancario guidato da Messina ha guadagnato il 44% tornando così sopra i 5,6 euro ad azione, prezzi del 2007.
Il certificato ISIN IT0006772211 ha fissato i suoi prezzi di riferimento inziale alla chiusura del 4 dicembre:
PRODOTTO IN SINTESI:
- Emittente: Santander (rating: S&P A+ / Moody's A1 / Fitch A)
- ISIN: IT0006772211
- Sottostanti: Enel - Eni - UniCredit - Intesa Sanpaolo
- Cedole: 0,8334% mensile con memoria (10% annuo)
- Barriere: 50% per i premi e per il rimborso a scadenza
- Rimborso anticipato: Autocall da settembre 2026 con trigger fisso al 100%
- Scadenza: 4 dicembre 2028
- Prezzo: 997 euro
Un emittente di alto profilo
Uno degli elementi distintivi del Cash Collect con ISIN IT0006772211 è il suo emittente: Banco Santander. Fondata nel 1857 a Santander, in Spagna, la banca è cresciuta fino a diventare uno dei principali gruppi bancari a livello mondiale, con una forte presenza in Europa e America Latina. Oggi Santander è riconosciuta per la sua solidità finanziaria, la diversificazione geografica e l’attenzione all’innovazione. Il gruppo vanta un rating, S&P A+ / Moody's A1 / Fitch A, tra i migliori del settore bancario europeo, confermando la sua affidabilità e capacità di operare in contesti complessi. Tale prestigio offre un maggior senso di sicurezza anche per gli investitori più avversi, visto il rischio emittente fortemente limitato.
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Il Certificato ISIN IT0006772211 è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.
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