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Cedole garantite e barriera al 50% in un certificato su big cap Italia
Un certificato con cedole fisse vicine dello 0,93% mensile e barriera 50% a scadenza. Focus sulla nuova emissione di Vontobel che punta su STM, Stellantis e Banco BPM. ISIN: DE000VM64YM7

La garanzia delle cedole fisse e tanti punti di forza
Quali sono i punti di forza del nuovo certificato? Procediamo con ordine. In primis, senz’altro le cedole fisse, pari ad un ricco 0,93%, che viene quindi pagato indipendentemente dalle prestazioni delle tre azioni sottostanti. Complessivamente nell’arco di due anni si incassano oltre 22 punti percentuali di cedole.
Un secondo punto di forza, forse anche più rilevante del precedente, è legato al livello barriera a scadenza, posizionato al 50% dei prezzi di osservazione iniziale. Da notare, poi, come si tratti di barriera discreta, ossia con osservazione soltanto alla scadenza dei certificates. Pertanto, eventuali temporanee discese sotto tale livello non influirebbero sul risultato finale dell’operazione, a patto che i sottostanti a scadenza si trovino sopra le rispettive barriere.
Un terzo elemento interessante è rappresentato dai sottostanti: tre big cap di Piazza Affari. Si tratta di Banco BPM, Stellantis e STMicroelectronics, tre titoli azionari che si trovano ancora sotto i target medi degli analisti e paiono ben impostati anche dal punto di vista tecnico.
Mettiamo in risalto anche il comportamento del prodotto durante la sua vita. Infatti, i certificati Fixed Cash Collect sono molto più resilienti alla volatilità rispetto ai cugini Memory Cash Collect. Il prezzo tende a muoversi molto meno proprio perché scontano i premi fissi che verranno pagati. Questo è ottimale per chi vuole stabilizzare il PTF e abbassarne la volatilità.
Infine, ricordiamo che un prodotto si fatto è ottimo per chi vuole costruire un portafoglio a cedola, quindi a reddito ovviamente inserendolo all’interno di un PTF ben diversificato per sottostanti, emittenti e settori/area geografica.
Barriere ampie per fronteggiare l’incertezza
Perché le cedole fisse e le barriere ampie, al 50%, sono particolarmente interessanti oggi? Focalizziamoci sullo scenario attuale. Dopo la lunga serie di rialzi dei tassi di interesse degli ultimi due anni gli investitori puntano ora su banche centrali decisamente più accomodanti nel 2024. Per la Federal Reserve le aspettative sono par addirittura sei ribassi entro fine 2024, stando ai numeri del CME Fedwatch Tool. Al momento i tassi di interesse sono al 5,50%, i mercati li prezzano intorno al 4,00% per fine 2024, ossia 150 punti in meno rispetto ai valori attuali. Su valori decisamente più bassi, quindi, rispetto a quelli emersi dall’ultimo dot plot del FOMC.
Scenario simile in Europa, con Miss Lagarde che ha spiegato che la BCE non ha discusso di tagli ai tassi di interesse, mentre il mercato prezza tagli per oltre 100 bps entro la fine del 2024.
Questo certificato offre quindi un ricco flusso di cedole, che appare ancora più ricco se consideriamo le aspettative per tassi in ribasso. Inoltre, nel caso in cui – per ragioni al momento non prevedibili – le banche centrali dovessero essere meno accondiscendenti del previsto i mercati potrebbero essere delusi. Ecco, quindi, che il mix barriere ampie e cedole garantite rappresenta un interessante connubio per chi investe in borsa in questa fase. Il tutto, poi, puntando su tre sottostanti che hanno mostrato di essere molto apprezzati dagli investitori in tempi recenti.
I sottostanti del certificato: Banco BPM, Stellantis e STMicroelectronics
Le tre azioni cui fa riferimento il certificato appartengono al paniere centrale del FTSE Mib.
Stellantis è volata oltre quota 21 euro, confermando il trend rialzista degli ultimi mesi. Da inizio 2023 il titolo ha guadagnato circa il 50%, trascinata dai buoni numeri aziendali e dal trend positivo per il settore. Da notare come JP Morgan abbia recentemente alzato il target price da 21 a 23 euro, confermando il giudizio “buy”. Complessivamente la media del target price raccolta da MarketScreener è ancora più alta, risultando pari a 24,37 euro. La barriera, posizionata a 10,523 euro, pertanto, al momento appare decisamente lontana.
Banco BPM, uno dei migliori titoli a Piazza Affari in questi ultimi anni, ha fatto strike dopo la frenata che ha seguito le riunioni di dicembre di Federal Reserve e BCE. Di fatto, la barriera del 50% è calcolata partendo da uno strike di 4,835 euro e non dai prezzi oltre quota 5 euro cui ci eravamo abituati recentemente. La barriera per la Banca guidata da Giuseppe Castagna è posizionata a 2,418.
STMicroelecrotronics è senz’altro stato sotto i riflettori in questi ultimissimi anni, segnati dalla scarsità di microchips, spesso collo di bottiglia in vari comparti economici. Le azioni hanno più che triplicato il loro valore negli ultimi cinque anni ed anche da inizio anno la performance è positiva, con un rialzo che supera il 30%. Recentemente il titolo ha costruito un solido supporto in area 40 euro, rimbalzando verso i 45 euro. Ci troviamo ancora sotto il target medio di 53 euro riportato su Market Screener (che mette insieme l’analisi di ben 21 analisti).
Focus sul funzionamento del certificato ISIN DE000VM64YM7
Sono previste cedole mensili fisse pari allo 0,93% del valore nominale. L’investitore, pertanto, in ciascuna finestra cedolare incassa premi pari a 0,93 euro per certificato. A partire dal nono mese di vita del prodotto in poi, ossia dal 30 settembre 2024, è presente l’opzione del richiamo anticipato automatico. La soglia per l’attivazione dell’autocall è dapprima fissata al 100% dei prezzi di osservazione iniziale. Scende poi progressivamente fino al 90%. Si parla quindi di effetto Step Down.
Alla scadenza sono possibili due scenari (dicembre 2025). Nel caso in cui i tre titoli, Banco BPM, Stellantis e STMicroelectronics si trovino sopra il 50% dei prezzi di osservazione iniziale, il certificato rimborserà il valore nominale (100 euro) più l’ultimo premio, pari a 0,93 euro. Si ottiene quindi un profitto sia in caso di movimenti rialzisti, che se i tre titoli si muovessero in laterale o anche se dovessero scendere, a patto che alla scadenza non facciano registrare perdite del 50% o superiori rispetto ai prezzi iniziali.
Viceversa, nel caso in cui uno o più titoli si trovassero sotto la barriera del 50%, l’investitore riceverebbe un rimborso pari al valore nominale decurtato della perdita fatta registrare dal worst of, cui si sommerebbe l’ultima cedola fissa prevista dal certificato (con importo dello 0,93%).

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