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Difesa sotto i riflettori: il certificato per puntare al 38% in 3 anni
Per puntare sulla difesa, ecco il nuovo Fast Cash Collect di Vontobel (ISIN DE000VH2EZ33). 12,6% annuo con barriere al 55%. Durata 3 anni ma da dicembre è possibile l'autocall con step-down

Negli ultimi anni il settore della difesa è tornato inevitabilmente al centro dell’attenzione e, grazie all’aumento dei budget dedicati, continuerà a essere protagonista anche nei prossimi anni. Allo stesso tempo, però, i titoli del comparto hanno corso molto e oggi si trovano su livelli storicamente elevati, un aspetto che può frenare chi teme di entrare troppo tardi.
Per non rinunciare alle potenzialità di questo trend senza esporsi direttamente ai singoli titoli, i certificati di investimento offrono un’alternativa smart: strumenti flessibili che permettono di ottenere rendimenti molto interessanti anche in fasi di mercato laterali o ribassiste.
Un esempio concreto è il nuovo Fast Cash Collect firmato Vontobel (ISIN DE000VH2EZ33), che punta sul basket worst of composto dalle tre europee Leonardo, Rheinmetall, Saab e dall'americana Lockheed Martin.
Il certificato paga ogni mese una cedola con memoria dell'1,05% (12,6% annuo), condizionata ad una barriera ampia al 55%, e come vedremo tra poco, nonostante la durata di tre anni, si caratterizza per prevedere la possibilità di essere rimborsato anticipatamente già dai primi mesi di vita.
37,8% in tre anni per il Fast Cash Collect sulla difesa
Il nuovo prodotto sulla difesa (ISIN DE000VH2EZ33) è stato emesso su Borsa Italiana da Vontobel (rating: Moody’s A2) il 29 agosto e propone la struttura del Fast Cash Collect, un payoff ormai molto diffuso e apprezzato tra chi investe con i certificati. Si tratta in sostanza di un Cash Collect che si contraddistingue però per prevedere la possibilità di essere rimborsato anticipatamente in modo automatico (Autocall) già dai primi mesi di vita e con un livello trigger di autocall decrescente. L'autocall ravvicinata di questa struttura non fa altro che accorciare la maturity stimata, permettendo così all’emittente di offrire premi decisamente più alti di quanto riuscirebbe a pagare con un tradizionale Cash Collect, a parità di altre condizioni.
Il tutto si traduce in una struttura “win win”, perché se dovesse essere rimborsato anticipatamente nel giro di pochi mesi, il prodotto permetterebbe di incassare in poco tempo un premio difficilmente trovabile in altri prodotti sul mercato. Ma se al contrario anche solo uno dei titoli del basket dovesse perdere terreno dal suo prezzo di riferimento iniziale (nei limiti delle barriere), permetterà al prodotto di rimanere in vita e di continuare così a pagare le sue sostanziose cedole mensili per un periodo di tempo più lungo (fino a tre anni).
Nel caso specifico del certificato ISIN DE000VH2EZ33 le cedole mensili con memoria sono dell'1,05%, arrivando così ad offrire un rendimento annuo del 12,6%, ovvero il 37,8% nei tre anni di vita. Tali premi sono condizionati al rispetto di una barriera al 55% degli strike (valida anche a scadenza), un livello abbastanza ampio dato che permette all'investitore di sopportare un crollo dei titoli sottostanti fino al -45% dai livelli di riferimento iniziali (strike).
Sulle cedole è importante tener presente che sono con "effetto memoria", un meccanismo che permette di recuperare tutte le cedole non pagate in precedenza se tornano ad essere soddisfatte la condizioni per il pagamento delle cedole, ovvero se tutti i titoli tornano sopra la barriera al 55%. E quindi, se in una data di osservazione non vengono soddisfatte le condizioni per il pagamento della cedola, l'importo non sarà perso ma accantonato e recuperato alla prima data di osservazione in cui tutti i titoli torneranno a quotare sopra la barriera premi al 55%.
Grazie a questo meccanismo, per chiudere l’investimento in profitto e portarsi a casa tutti i premi previsti, basterà che all'ultima data di osservazione del 28 agosto 2028 tutti i quattro sottostanti quotino sopra o allo stesso livello della rispettiva barriera al 55%. Se così fosse l’investitore avrà portato a casa un flusso cedolare totale pari a 37,8 euro (valore nominale di 100 euro), con un rendimento a scadenza di quasi il 38%. Per nulla male considerando i fondamentali e l'andamento grafico dei titoli del basket che ricordiamo essere: Leonardo, Rheinmetall, Saab e Lockheed Martin.
Scadenza tra 3 anni ma è possibile l'Autocall dal 3° mese
La durata del Fast Cash Collect (ISIN DE000VH2EZ33) è di tre anni (scadenza al 04 settembre 2028) e all'ultima data di osservazione del 28 agosto 2028 si presenteranno due scenari alternativi per chi ha il certificato in portafoglio:
- Se tutti e quattro titoli si troveranno con una quotazione maggiore, o allo stesso livello, della barriera a scadenza al 55% degli strike, il certificato rimborsa il 100% del nominale (100 euro), più l’ultimo premio dell'1,05% e tutti gli eventuali premi non pagati grazie all’effetto memoria.
- Se al contrario, anche solo un titolo del basket si dovesse trovare sotto la sua barriera al 55%, il certificato rimborserà il valore nominale, meno la performance del peggiore. Quindi se ad esempio il titolo peggiore (worst of) perderà il -60% dal livello iniziale, il certificato rimborserà 40 euro.
Tuttavia, dobbiamo tenere in considerazione che il prodotto di oggi è anche possibile che non arrivi alla sua data di scadenza. Questo perché, essendo un Fast Cash Collect, prevede il rimborso anticipato automatico veloce già a partire da dicembre 2025 con il trigger Autocall che è decrescente dal 100% al 68% degli strike.
Nella tabella sotto trovate il calendario delle cedole e del rimborso anticipato previste dal certificato ISIN DE000VH2EZ33:
I quattro titoli del basket ISIN DE000VH2EZ33
Il Fast Cash Collect di Vontobel punta sul paniere worst-of composto dai quattro titoli della difesa. Stiamo infatti parlando dell'italiana Leonardo, della tedesca Rheinmetall, della svedese SAAB e dell'americana Lockheed Martin. Andiamo ad analizzarli e a vedere sui grafici dei prezzi dove si va a collocare il prezzo strike e la relative barriere di protezione al 55%.
Leonardo
Il colosso italiano dell’aerospazio Leonardo sta beneficiando di un contesto storico particolare, caratterizzato dall’aumento delle spese per la difesa dell’UE e per gli accordi presi dai paesi membri della NATO, impegnati ad aumentare il budget militare al 5% del Pil nel giro di un decennio.
Esiste una sensibilità alle notizie geopolitiche del titolo, tuttavia, anche nel caso di accordi di tregua in Ucraina, la traiettoria del comparto della difesa resterà in crescita. Difatti, l’Europa dovrà comunque rendersi più indipendente dallo “scudo” americano per poter avere, in caso di ulteriori tensioni con la Russia o future minacce, un effetto deterrenza autonomo.
La fiducia in casa Leonardo ha portato al varo di un piano industriale ambizioso: nel periodo 2025-2029 si prevedono ricavi cumulati per 106 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo (CAGR) del +7%.
Alcune agenzie di rating hanno migliorato la view sulla solvibilità del gruppo italiano (Fitch upgrade a BBB, outlook stabile), indicando inoltre, tra le opportunità, un portafoglio prodotti diversificato (elicotteri, elettronica, sistemi) e un buon posizionamento in programmi chiave in ambito aerospaziale.
Bloomberg segnala 15 BUY, 5 HOLD e zero SELL.
Nel grafico settimanale qui sotto vediamo il trend rialzista messo a segno da Leonardo negli ultimi 2 anni di negoziazione. Nel certificato ISIN DE000VH2EZ33, Leonardo ha fissato il suo prezzo strike a quota 48,51 euro ma attualmente quota intorno a 49,2 euro. La barriera di protezione al 55% si colloca a 26,68 euro, ovvero sotto i minimi di aprile 2025 (linea rossa sul grafico).
Rheinmetall
Anche la tedesca Rheinmetall è focalizzata sulla produzione per la difesa (veicoli, munizioni e armamenti), sostenuto anche dalla volontà del governo tedesco di sostenere il comparto anche ricorrendo al deficit.
Nel primo semestre 2025, il gruppo tedesco ha registrato vendite e utili record, nonché un backlog molto elevato (circa 63 miliardi di euro) e crescita a doppia cifra nel business Difesa. Anche se risultano possibili ritardi sul piazzamento di alcuni ordini, Rheinmetall ha confermato la guidance attuale. In particolare, la società stima che nel 2025 i ricavi cresceranno del 25–30% rispetto al 2024, anno in cui si sono attestati a circa 9,75 miliardi di euro.
Gli analisti di Jefferies ritengono che Rheinmetall possa registrare un CAGR (crescita annua composta) di circa il 45% nei ricavi tra il 2024 e il 2027, trainata principalmente da armi, munizioni e veicoli (l’area automotive civile è passata in secondo piano).
Bloomberg segnala 20 BUY, 2 HOLD e zero SELL.
Come vediamo dal grafico settimanale qui sotto, Rheinmetall ha fissato il suo prezzo iniziale (Strike) a 1.631,5 euro, con la sua barriera premi e scadenza al 55% che si va dunque a posizionare a 897,33 euro (linea rossa sul grafico).
SAAB
Molti la conoscono per le auto, ma la storia di Saab è profondamente radicata nel settore della difesa e dell’aerospazio. La società svedese è un protagonista chiave nel mercato europeo della difesa, con prodotti avanzati come il caccia Gripen e sistemi di difesa aerea altamente tecnologici. Recentemente Saab ha registrato una crescita solida, con utili trimestrali superiori alle aspettative e una previsione di aumento delle vendite tra il 16% e il 20% per il 2025, grazie all’incremento dei budget militari globali e agli ordini per sistemi di difesa. Saab investe anche in intelligenza artificiale, come dimostra il suo jet Gripen con AI integrata, e continua a rafforzare la sua posizione strategica nel contesto geopolitico europeo e globale. Questi fattori la rendono un'opzione interessante per chi desidera investire in un comparto della difesa in espansione e innovativo.
Lockheed Martin
Lockheed Martin è il colosso statunitense della difesa noto per essere il più grande appaltatore militare al mondo, con ricavi che superano quelli dell’intero settore difesa europeo. Oltre ai famosi caccia F-35, l’azienda sta consolidando la propria leadership tecnologica con progetti innovativi, come il nuovo aereo supersonico “Son of Blackbird”, che dovrebbe iniziare i test di volo entro fine 2025 e promette velocità doppia rispetto al predecessore SR-71. Inoltre, Lockheed sta ampliando la propria presenza industriale in Europa, accelerando partnership strategiche per rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza del continente. Recentemente ha ottenuto un contratto da 720 milioni di dollari per la produzione di missili avanzati e sta esplorando anche l’estrazione di minerali critici per la difesa, dimostrando una visione a tutto tondo sul futuro del settore. Tutto questo rende Lockheed Martin una delle realtà più solide e promettenti su cui puntare in un investimento legato alla difesa globale e ai nuovi scenari geopolitici.
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