COMUNICAZIONE DI MARKETING
DNA Italiano nel Maxi di Unicredit da 20,5% incondizionato a settembre
Arriva oggi il nuovo Maxi da 20,50% incondizionato di Unicredit su MPS, Ferrari, Stellantis e STM con ISIN DE000UG83347. Successivamente coupon condizionati del 1% trimestrale con barriere al 50%.

L’estate è ormai inoltrata, ma i mercati finanziari non sembrano voler lasciar respiro per una (meritata) vacanza agli addetti ai lavori. Le crisi geopolitiche, le tensioni macroeconomiche ed i possibili scenari di consolidamento settoriale locale tramite operazioni di acquisizioni continuano a tener banco e a delineare in positivo o negativo l’andamento dei mercati, come ormai è consuetudine da diversi mesi.
In questo scenario si inserisce quindi il nuovo prodotto oggi sotto i riflettori di casa Unicredit. Stiamo parlando del Maxi Cash Collect con ISIN DE000UG83347, emesso da uno dei migliori emittenti del panorama italiano e che offre esposizione ad un basket al 100% Italiano: Banca MPS, Ferrari, Stellantis e STM.
Punto forte del prodotto è senza dubbio il coupon incondizionato del 20,50%, riconosciuto a settembre (pagamento previsto per il 25 settembre, ultimo giorno utile all’acquisto del prodotto per avere diritto al pagamento della cedola iniziale fissato per il 22 settembre), successivamente invece sono previste cedole condizionate trimestrali del 1% con barriera del 50%. A scadenza la stessa barriera capitale è prevista al 50%, con la possibilità di richiamo anticipato tramite meccanismo di Autocall mensile a partire dal nono mese (marzo 2026).
La struttura
A settembre 20,50%; a seguire 4% per anno
Come già anticipato, il tratto distintivo del prodotto insieme alla combinazione emittente – basket è il primo pagamento previsto a settembre, incondizionato, pari al 20,50%. Ricordiamo ancora che l’ultimo giorno utile per acquistare il certificato e avere diritto al suddetto flusso cedolare è previsto per il 22 settembre. Successivamente al primo pagamento incondizionato, il certificato prevede la possibilità di incassare coupon trimestrali pari al 1% (4,00% p.a.), condizionati ad una barriera profonda del 50% rispetto agli strike iniziali dei quattro sottostanti. Importante anche ricordare che la maxi cedola del 20,50%, così come le successive, sarà classificata fiscalmente come “redditi diversi”. Questa particolarità rende il prodotto la soluzione fiscalmente più efficiente tra i certificati d’investimento, permettendo di portare in compensazione tutti i flussi generati (quindi il maxi coupon iniziale, i successivi ed eventuali capital gain) con le eventuali minusvalenze accumulate nei 4 periodi d’imposta precedenti. È comunque bene verificare tramite la propria depositaria la tipologia di compensazione applicata: se immediata o a scadenza. Nel caso infatti di compensazione immediata, nel momento stesso in cui viene incassata la cedola, essa può essere portata a compensazione delle minus in portafoglio. D’altro canto, in caso di compensazione a scadenza, l’effettiva compensazione con le minusvalenze avverrebbe solo a scadenza, in caso di rimborso anticipato o in caso di chiusura dell’investimento da parte dell’investitore. Facile intuire come tra le due alternative la prima risulti decisamente più efficiente rispetto alla sua controparte a scadenza: in quest’ultima, infatti, se si decidesse di “forzare” il processo di compensazione disinvestendo appena dopo che la maxi cedola iniziale sia stata pagata, lo scorporo della stessa dal prezzo di mercato genererebbe nuove minusvalenze, spostando semplicemente il problema invece che risolverlo. Un metodo meno efficiente come detto rispetto alla compensazione immediata, ma che comunque permette di “guadagnare tempo”, dando così la possibilità all’investitore di programmare il recupero su un orizzonte temporale più ampio ed in maniera più qualitativa.
Possibilità di richiamo anticipato
A partire dal nono mese (marzo 2026), nelle stesse date previste per il pagamento dei coupon, il certificato potrà essere rimborsato anticipatamente. Se, in una di queste date, tutti i sottostanti verranno osservati ad un valore pari o superiore ai rispettivi valori iniziali il certificato sarà richiamato anticipatamente al valore nominale, a cui si aggiungerà la cedola corrispondente.
Qui di seguito uno specchietto del calendario eventi previsto per il titolo in questione:
Scenari a scadenza
Se il Maxi Cash Collect non dovesse essere rimborsato anticipatamente, arrivando quindi alla scadenza prevista per giugno 2028, saranno previsti due possibili scenari:
- Se alla data di osservazione finale tutti e quattro i sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista per il 50% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta la relativa cedola (e le cedole eventualmente non pagate).
- Altrimenti il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. In tal caso, se ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre crolli del 70% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato a 30 euro (30% del valore iniziale) a cui ricordiamo andrà aggiunta la maxi del 20,50% perché incondizionata, generando così un rimborso effettivo di 50,50 euro per certificato.
Focus sul Basket
MPS
Dopo essere stata al centro e protagonista per diversi mesi di numerosi botta e risposta o possibili scenari legati al trend di consolidamento bancario che sta prendendo piede nel panorama italiano, sia come target che acquirente, MPS ha iniziato ieri ufficialmente l’offerta nei confronti di Mediobanca, offerta che terminerà il prossimo 8 settembre e che, come già visto, promette di non lasciare nulla di intentato durante questo periodo da parte di nessuna delle due protagoniste. Il titolo da parte sua sembra voler continuare la scalata iniziata da qualche tempo (+40% circa YoY e +2,5% circa YTD), attestandosi ora in area 7,031 EUR con il valore iniziale (Strike) registrato per il prodotto a 6,913 EUR e la conseguente barriera a 3,4565 EUR.
Ferrari
Per Ferrari gli addetti ai lavori sono tutti senza dubbio in attesa per i risultati del 2Q25, previsti in uscita per la fine di luglio. Le aspettative sono comunque quelle di un trimestre più che solido, sostenuto da un mix favorevole (nello specifico trainato da modelli speciali e high-end), un buon contributo dalle attività non-auto e leggera crescita dei volumi, solo parzialmente compensati da FX e maggiori costi industriali e SG&A. Il titolo quota attualmente in area 419,7 EUR, con il valore iniziale (Strike) registrato per il prodotto a 421,60 EUR e la conseguente barriera a 210,80 EUR.
Stellantis
Titolo ormai al centro dell’occhio del ciclone da diverso tempo, sembra essere sempre più vicino a quello che potrebbe essere un punto di svolta. Punto centrale e nevralgico infatti sono senza dubbio i Dazi imposti dagli USA, che rappresentano come per tutti i player del business, una fetta più che importante. Da un lato infatti le politiche tariffarie hanno indotto l’azienda a sospendere alcune linee produttive, una su tutti la Dodge Hornet, dall’altra invece l’effetto della ripartenza delle vendite dei chip di Nvidia alla Cina ha avuto un effetto più che positivo, soprattutto per le società esportatrici come quelle dell’Automotive. Il titolo quota attualmente in area 8,633 EUR, con il valore iniziale (Strike) registrato per il prodotto a 8,586 EUR e la conseguente barriera a 4,293 EUR.
STMicroelectronics
Nonostante il trend negativo ormai imbarcato dalla seconda metà dello scorso anno e le notizie che, tra guerre tariffarie e nuovi accordi di produzione (su tutti l’accordo tra Mobileye e Taiwan Semiconductor per la priduzione di componenti e prodotti futuri che costituirebbe un ridimensionamento della fetta attuale totalmente detenuta da STM, unico provider al momento) che continuano a far muovere il titolo, la società è comunque riuscita a mettere a segno una performance più che positiva YTD, pari al +13,50% circa. Il titolo quota attualmente in area 27,525 EUR, con il valore iniziale (Strike) registrato per il prodotto a 27,66 EUR e la conseguente barriera a 13,83 EUR
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