COMUNICAZIONE DI MARKETING
Due filosofie opposte, un solo obiettivo: due All Coupon Cash Collect
Due nuovi All Coupon Cash Collect con focus sul mercato italiano: 10,92% annuo con BNP e 12,36% annuo con Barclays. Se vanno in rimborso anticipato pagano tutti i premi futuri!

Nell’ottimo rialzo del mercato azionario italiano ci sono molte realtà che si muovono a velocità diverse. Nel 2025 le banche e il comparto Difesa hanno trainato il Ftse Mib, mentre automotive e lusso hanno rallentato. Questa divergenza crea opportunità non solo per le azioni, ma anche per i certificati, dove la volatilità dei sottostanti è una risorsa preziosa per creare rendimento.
È in questo scenario che arrivano sul mercato due nuovi All Coupon Cash Collect, identici nella struttura ma agli antipodi nella filosofia. Il primo, di BNP Paribas (ISIN XS3199496665), punta su quattro “Cenerentole” del Ftse Mib, titoli che nel 2025 hanno sottoperformato nettamente il principale indice italiano.
Il secondo prodotto, di Barclays (ISIN XS3189237285), punta invece su quattro “lepri”, ovvero blue chip che a Piazza Affari hanno corso in maniera straordinaria trainando la crescita dell’intero listino.
I due certificati, entrambi disponibili sul mercato dall’8 dicembre, funzionano nello stesso modo. In entrambi un ruolo molto importante è giocato dall’Autocall All Coupon: se scatta il rimborso anticipato, l’investitore ha diritto a incassare tutti premi previsti dal prodotto, anche quelli futuri non ancora maturati. Stesso meccanismo, due storie opposte. Vediamole.
BNP Paribas XS3199496665 – Le Cenerentole che potrebbero sorprendere
L'All Coupon di BNP Paribas costruisce il suo rendimento sul ritardo di quattro blue chip italiane: Brunello Cucinelli, Ferrari, Stellantis e STMicroelectronics. Sono nomi prestigiosi, eppure in questo 2025 sono rimasti indietro: –10%, –16,8%, –17% e –6% dall’inizio dell’anno.
Rendimento potenziale del 10,92%
Il certificato paga premi mensili con memoria dello 0,91% al mese, cioè 10,92% l’anno. Le cedole sono condizionate da una barriera al 55%. Ciò vuol dire che i premi sono pagati se alle date di osservazione tutti e quattro i sottostanti hanno quotazioni pari o superiori al 55% del valore iniziale (strike). La stessa barriera al 55% protegge il capitale a scadenza.
A dicembre 2028 il certificato ISIN XS3199496665 sarà rimborsato al 100% del valore di emissione (100 euro) anche con sottostanti sotto strike, a patto che nessuno accusi una perdita superiore al 45%. Se invece anche solo uno dei sottostanti finisce sotto la barriera, il rimborso sarà proporzionale alla performance del sottostante peggiore. Per chiarire meglio facciamo un esempio: se il sottostante peggiore finisce con un ribasso del 60% dal valore iniziale (strike), il rimborso sarà pari al 40% del valore di emissione, cioè a 40 euro.
Va ricordato che i premi sono dotati dell’effetto memoria, per cui le cedole che non saranno pagate a una determinata scadenza non saranno cancellate, ma resteranno nella memoria del prodotto e verranno corrisposte alla prima scadenza successiva in cui tutti e quattro i sottostanti saranno tornati sopra la barriera.
La vera chicca: l’Autocall All Coupon
Il rimborso anticipato sarà possibile solo a due date precise e a condizione che tutti e quattro i sottostanti avranno quotazioni pari o superiori ai rispettivi livelli strike.
- 8 dicembre 2026
- 8 dicembre 2027
Se le condizioni richieste sono soddisfatte, succederà qualcosa di raro: all’investitore verrà rimborsato il 100% del capitale e in più saranno pagate tutte le cedole future non ancora maturate, più tutte le cedole passate eventualmente non corrisposte e conservate nella memoria del prodotto.
Se l’autocall dovesse scattare fra un anno, nel dicembre 2026, chi compra oggi il prodotto andrebbe a chiudere l’investimento con l’incasso di 32,76 euro di cedole in soli 12 mesi (rendimento annuo del 32,7%).
Se l’autocall scattasse invece nel dicembre 2027, sarebbero sempre 32,76 euro di cedole, ma in 24 mesi, pari a un rendimento annuo del 16,3%.
Perché puntare proprio su chi è rimasto indietro?
Come dicevamo, il prodotto di BNP Paribas (ISIN XS3199496665) scommette su quattro blue chip che nel 2025 hanno sottoperformato l’indice Ftse Mib. Titoli solidi, ma zavorrati da trimestri opachi o outlook più prudenti. Proprio questo li rende interessanti: hanno già scontato le cattive notizie e potrebbero beneficiare di una rotazione settoriale nei prossimi mesi.
Focus sui sottostanti
Qui sotto una breve analisi dei singoli titoli:
- Brunello Cucinelli: dall’inizio dell’anno perde il 10%, ma negli ultimi cinque anni è salita del 166%. Il titolo oggi è scambiato a 47 volte gli utili attesi per il 2025. Su 14 analisti, otto raccomandano di comprare le azioni Cucinelli e cinque hanno un giudizio neutrale. La media dei target price, pari a 108 euro, indica un potenziale di rialzo del 14%.
- Ferrari: dall’inizio dell’anno perde il 17%, la performance a cinque anni è +92%. Oggi la società capitalizza 66,1 miliardi di euro, vale a dire 38 volte gli utili attesi per il 2025. Il titolo è coperto da 16 analisti con 10 raccomandazioni Buy e cinque neutrali. La media dei target price è 402 euro (+18% sul prezzo attuale).
- Stellantis: dall’inizio del’anno segna un pesante ribasso del 17% e in cinque anni ha perso il 20%. Secondo il consensus, il 2025 dovrebbe chiudersi con una perdita di 1,4 miliardi di euro. Su 26 analisti, 10 raccomandazioni Buy e 14 neutrali. La media dei target price è 9,8 euro, più bassa del 5% rispetto alla quotazione attuale.
- STM: dall’inizio dell’anno la performance è -5%, che diventa -23% in cinque anni. La market cap è pari a 20 miliardi di euro, ovvero 51 volte l’utile atteso per quest’anno. Nonostante un P/E così alto, gli analisti sono fiduciosi e la media dei target price, pari a 24,6 euro, indica un potenziale di rialzo del 10%. Su 18 broker che coprono il titolo, 9 Buy e otto neutrali.
Barclays XS3189237285 – Le lepri che non vogliono rallentare
Il certificato Barclays con ISIN XS3189237285 punta sulle locomotive del Ftse Mib, titoli che nel 2025 hanno corso più di tutti: Unicredit, Fincantieri, Leonardo e Moncler.
Il certificato utilizza la stessa struttura del prodotto visto in precedenza di BNP Paribas, ma con cedole più elevate per compensare la maggiore volatilità dei titoli sottostanti, tutti protagonisti di un 2025 eccezionale:
- Unicredit +69% nel 2025
- Fincantieri +154%
- Leonardo +81%
- Moncler +14%
Proprio le performance stellari rendono questi titoli più esposti a possibili correzioni, il che giustifica premi mensili superiori.
Rendimento potenziale annuo del 12,36%
Il certificato offre cedole mensili con memoria pari all’1,03%, ovvero 12,36% all’anno.
Le barriere sono identiche al prodotto BNP: 55% per le cedole e 55% a scadenza
Autocall con incasso totale premi
Le date sono:
- 7 dicembre 2026
- 6 dicembre 2027
Per chi compra adesso il certificato, un eventuale rimborso anticipato fra un anno vorrebbe dire chiudere l’investimento dopo 12 mesi con un rendimento del 37%. Il rimborso anticipato a dicembre 2027 porterebbe a un rendimento in due anni del 18,5%.
Focus sui sottostanti
Proprio per le loro brillantissime performance, questi titoli sono più esposti al rischio di eventuali correzioni del mercato.
Vediamoli in dettaglio:
- Unicredit: vanta un rialzo del 69% dall’inizio del 2025 e mostra una fantastica performance di +731% negli ultimi cinque anni. Con 103 miliardi di euro di market cap è il titolo di maggior valore della Borsa di Milano. Attualmente è scambiato a un P/E forward di 9,4 volte, in linea con i multipli delle principali banche europee. Su 17 analisti, nove raccomandano di comprare le azioni e sei hanno un giudizio neutrale. La media dei target price è 71 euro (+9% sul prezzo attuale).
- Fincantieri: la regina della cantieristica europea sta beneficiando dei programmi di investimento europei nel settore Difesa. Il titolo è salito nel 2025 del 154% (+265% in cinque anni). Al prezzo attuale la società vale ben 49 volte gli utili previsti per il 2025. Il multiplo può sembrare caro, ma gli analisti guardano alle prospettive positive dei prossimi anni e indicano un target price medio di 22,5 euro (+27% sul prezzo attuale). Su otto broker, cinque raccomandazioni Buy e tre neutrali.
- Leonardo: è una delle principali aziende europee del settore Difesa. Così si spiega in questi tempi cupi di crescenti tensioni geopolitiche il rialzo dell’81% dall’inizio dell’anno e del 694% in cinque anni. Oggi la società vale 24 volte gli utili futuri. Su 18 analisti, 10 Buy e otto neutrali. Il target price medio è 55,6 euro (+18% sul prezzo attuale).
- Moncler: il titolo ha tenuto bene in questi anni difficili per il comparto del lusso: +14% dall’inizio dell’anno e +22% in cinque anni. Oggi Moncler è scambiata a 26 volte gli utili forward e su 23 analisti 10 raccomandano di comprare le azioni e 12 sono neutrali. La media dei target price, pari a 58 euro, è in linea con la quotazione attuale.
In conclusione, questi due certificati con Autocall All Coupon permettono di puntare su due visioni opposte del mercato:
- il BNP Paribas (XS3199496665) mira al recupero dei ritardatari, con rendimento interessante e rischio relativamente contenuto.
- il Barclays (XS3189237285) monetizza la volatilità delle star del Ftse Mib, offrendo cedole più alte ma con maggior probabilità di oscillazioni.
In entrambi i casi, l’investitore non si affida solo al rialzo dei sottostanti: la barriera al 55% e la memoria delle cedole sono due cuscinetti strategici, mentre l’Autocall All Coupon aggiunge una potenziale accelerazione sui rendimenti.
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