COMUNICAZIONE DI MARKETING
Il certificato sui tesori d’Italia di Unicredit dal 15% incondizionato
Il 15% incondizionato di Unicredit con il Maxi su Saipem, Intesa e Bper con ISIN DE000HD9GJD0. Poi coupon condizionati del 0,30% p.m. con barriere al 50%, scadenza a 3 anni e autocall da luglio 2025.

Con l'autunno, oltre alle castagne, le zucche e le piogge, da ormai diversi anni c'è uno strumento finanziario che è protagonista delle discussioni e delle giornate degli addetti ai lavori. Stiamo parlando dei Maxi Cedola, un particolare payoff estremamente versatile e fiscalmente efficiente.
In questo periodo, quindi, non è assolutamente difficile trovare molte soluzioni di questo tipo, su svariate combinazioni basket-emittente. Quello però su cui vogliamo porre oggi i riflettori è, a nostro parere, un’ottima soluzione che non troppo spesso si vede nei cataloghi d’offerta dei mercati EuroTLX-Sedex. Stiamo parlando del Maxi Cash Collect con ISIN DE000HD9GJD0, emesso da uno dei migliori emittenti del panorama italiano, Unicredit, e che punta su un basket al 100% Italiano, con 3 dei migliori performer degli ultimi anni: Saipem, Intesa e Bper.
Il prodotto offre un coupon incondizionato del 15% dopo appena un mese (pagamento previsto per il 8 novembre, con l'ultimo giorno utile per l’acquisto del prodotto e avere diritto al pagamento della cedola iniziale fissato per il 5 novembre), successivamente riconosce cedole mensili dello 0,30% condizionate ad una barriera del 50% dei valori iniziali dei tre sottostanti. A scadenza la stessa barriera capitale è prevista al 50%, con la possibilità di richiamo anticipato tramite meccanismo di Autocall mensile a partire dal nono mese (luglio 2025).
Subito 15%; a seguire 3,60% per anno
Come già anticipato, il tratto distintivo del prodotto, oltre alla combinazione tutta italiana emittente – basket, è il primo coupon previsto già dopo un mese (8 novembre), incondizionato e pari al 15% del valore nominale (100 €). Ricordiamo ancora che l’ultimo giorno utile per acquistare il certificato e averne diritto è il 5 novembre 2024. Successivamente al primo pagamento incondizionato, il certificato prevede la possibilità di incassare coupon mensili pari allo 0,30% (3,60% p.a.), condizionati ad una barriera profonda del 50% rispetto agli strike iniziali dei tre sottostanti.
Efficienza fiscale
La maxi cedola del 15%, così come le successive, sarà classificata fiscalmente come “redditi diversi”. Questa particolarità, che lo rende come già detto la soluzione fiscalmente più efficiente tra i certificati d’investimento, permette di portare in compensazione tutti i flussi generati (quindi il maxi coupon iniziale, i successivi ed eventuali capital gain) con le eventuali minusvalenze accumulate nei 4 periodi d’imposta precedenti.
È comunque bene verificare tramite la propria depositaria la tipologia di compensazione applicata: se immediata o a scadenza. Nel caso infatti di compensazione immediata, nel momento stesso in cui viene incassata la cedola, essa può essere portata a compensazione delle minus in portafoglio. D’altro canto, in caso di compensazione a scadenza, l’effettiva compensazione con le minusvalenze avverrebbe solo a scadenza, in caso di rimborso anticipato o in caso di chiusura dell’investimento da parte dell’investitore. Facile intuire come tra le due alternative la prima risulti decisamente più efficiente rispetto alla sua controparte a scadenza: in quest’ultima, infatti, se si decidesse di “forzare” il processo di compensazione disinvestendo appena dopo che la maxi cedola iniziale sia stata pagata, lo scorporo della stessa dal prezzo di mercato genererebbe nuove minusvalenze, spostando semplicemente il problema invece che risolverlo. Un metodo meno efficiente come detto rispetto alla compensazione immediata, ma che comunque permette di “guadagnare tempo”, dando così la possibilità all’investitore di programmare il recupero su un orizzonte temporale più ampio ed in maniera più qualitativa.
Possibilità di richiamo anticipato
A partire dal nono mese (luglio 2025), nelle stesse date previste per il pagamento dei coupon, il certificato potrà essere rimborsato anticipatamente. Se, in una di queste date, tutti i sottostanti verranno osservati ad un valore pari o superiore ai rispettivi valori iniziali il certificato sarà richiamato anticipatamente al valore nominale, a cui si aggiungerà la cedola corrispondente.
Qui di seguito uno specchietto del calendario eventi previsto per il titolo in questione:
Scenari a scadenza
Se il Maxi Cash Collect non dovesse essere rimborsato anticipatamente, arrivando quindi alla scadenza prevista nell’ottobre 2027, potranno verificarsi due possibili scenari:
- Se alla data di osservazione finale tutti e tre sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista per il 50% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta la relativa cedola (e le cedole eventualmente non pagate).
- Altrimenti il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. In tal caso, se ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre crolli del 70% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato a 30 euro (30% del valore iniziale) a cui ricordiamo andrà aggiunta la maxi del 15% perché incondizionata, generando così un rimborso effettivo di 45 euro per certificato.
Focus sul Basket
Passiamo ora ad approfondire quelli che sono i sottostanti che andranno a comporre il basket WO del certificato, formato da una selezione di titoli italiani che cercano di rappresentare e intercettare al meglio il momento positivo che sta investendo la nostra borsa locale. Il FTSE MIB, infatti, nonostante i diversi momenti di correzione che hanno investito il mercato, continua a far segnalare una particolare resilienza e solidità continuando a viaggiare stabilmente ormai da diversi mesi ad un +10,60% circa di performance realizzata da inizio anno. Come si nota dal grafico , il trend attuale è sostenuto da 2 importanti supporti posti rispettivamente in area 33.000 e 32.600. Successivamente troviamo l’ultimo importante scalino in area 31,000 che va a delimitare una zona di assestamento già vista nei precedenti mesi tra 29,990 e 31,000.
Intesa Sanpaolo
Passiamo ora ad analizzare il primo dei tre titoli che andranno a comporre il basket, ovvero Intesa Sanpaolo. Intesa ormai rappresenta uno dei colossi del panorama italiano, fiore all’occhiello del settore finanziario tricolore caratterizzata ormai da una solidità e qualità riconosciuta allo stesso modo a livello europeo, come dimostra la notizia diramata alla fine dello scorso mese dell’entrata del titolo nel paniere componente l’indice Stoxx Europe 50, che raccoglie le prime 50 blue chip di 18 paesi europei (UK e Svizzera compresi) e che garantirà visibilità e liquidità al titolo. Intesa rappresenta uno dei top performer del Ftse Mib, spicca con una performance da inizio anno del +42,30% circa ed una resilienza dimostrata anche dopo le correzioni di fine agosto ampiamente recuperate. Attesa per i risultati dei primi nove mesi del 2024, la cui comunicazione è programmata per la fine di ottobre.
La performance annuale del terzo trimestre dovrebbe presentare un insieme positivo di numeri, al netto della solita stagionalità, fornendo anche visibilità sul 2024 e 2025. Le prospettive sembrano ampiamente condivise e positive, come conferma un target price mediano previsto al 4,40 € (+16% rispetto all’ultimo prezzo osservato del 3,78€). Dal punto di vista tecnico il titolo è sostenuto da un solido supporto posto in area 3,67€ e da un altro, più profondo, in area 3,35 €.
Bper
Il secondo titolo che troviamo nel basket è quello dell’istituto bancario modenese Bper. Bper risulta essere uno dei migliori performer dell’anno in corso tra i componenti dell’indice di riferimento italiano Ftse Mib, facendo registrare una performance positiva da inizio anno del +72% circa, stabilizzandosi ormai da diverso tempo su livelli che in precedenze si erano visti circa 10 anni fa.
Notizia di ieri sono i nuovi target di Business Plan al 2027, che vedono un aumento delle commissioni a 2,3 bn €, una discesa meno drastica rispetto alle aspettative del NII, un cost/income pressoché invariato ed un aumento generale della profittabilità. Punto focale è stato la nuova payout policy, che si allinea alle competitor e che permetterà di distribuire dal 2025 il 75% dell’utile. La qualità e l’ottima performance è stata riconosciuta ampiamente anche dagli addetti ai lavori, che vedono per Bper un target price mediano al 6,40 € (+22% rispetto all’ultimo prezzo osservato del 5,24€). Dal lato di analisi tecnica il titolo è sostenuto da due diversi supporti già testati negli scorsi mesi in area 4,718 € e 4,339 €.
Saipem
L’ultimo titolo a prendere parte al basket è il colosso dell’ingegneria e della costruzione Saipem. Anche Saipem partecipa attivamente e contribuisce all’uptrend che caratterizza il panorama nazionale facendo registrare da inizio anno un +35% circa. I risultati del 2Q24 hanno mostrato una solida performance nel core business Asset Based Serv., d’altro canto l’Energy Carriers ha continuato a essere penalizzato da contratti ereditati.
Nonostante l'assenza di sorprese positive sugli utili/miglioramenti della guidance, il sentiment degli addetti ai lavori rimane positivo, grazie a prospettive di mercato robuste come anche dimostrato dal target price mediano in area 3 € (+50% rispetto all’ultimo prezzo osservato del 1,99€). Dal lato di analisi tecnica il titolo è sostenuto da due diversi supporti già testati negli scorsi mesi in area 4,718 € e 4,339 €. Dal punto di vista tecnico saipem dal 2022 è riuscita ad inventire una tendenza negativa che ormai perdurava da diverso tempo. Attualmente il titolo scambia nell’area supportiva del 2€, importante supporto prima dei successivi posti a 1,9€ e 1,74€, ultimi appigli prima dei minimi storici.
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