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Il Fast su banche europee: premi mensili del 1,5% e barriere profonde

Cedole del 1,5% mensili e barriera al 50% a scadenza. Si presenta molto bene il nuovo Fast Cash Collect ISIN DE000VD7KB94 di Vontobel su banche europee.

Autore: Michele Fanigliulo
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Per chi cerca alto rendimento il piatto è servito con il nuovissimo Fast Cash Collect ISIN DE000VD7KB94 di Vontobel che investe su basket worst of composto da quattro banche europee: Banco BPM, BBVA, Deutsche Bank e Banca MPS. Il certificato paga premi mensili con memoria del 1,5%, pari ad un rendimento annuo del 18% e condizionati ad una barriera al 55%. La barriera a scadenza (maturity 21 dicembre 2026) è invece al 50%. Come tutti i Fast Cash Collect prevede la possibilità di rimborso anticipato dal secondo mese di vita con Step Down del 1% mensile, dal 100 al 73%. La scadenza è a due anni e mezzo.

Banche in fase correttiva ma la macro è dalla loro parte

Il contesto per le banche europee rimane positivo. La BCE ha sì cambiato gradualmente atteggiamento divenendo più colomba, con l’inizio del taglio dei tassi, ma allo stesso tempo ha chiaramente detto che non c’è nessuna fretta di tagliare e che la politica monetaria dipenderà dall’inflazione e dai dati macro. Aggiungiamo, anche da come si comporterà la Fed. Difficile, infatti, pensare a tanti tagli senza che la Fed faccia qualcosa. Equivarrebbe a indebolire troppo l’euro, importando inflazione con le materie prime che sono espresse in dollari. Ricordiamo infatti che da ben sei tagli attesi ad inizio anno, il mercato ora ne sconta solo due fino a fine anno e siamo ben lontani da un livello dei tassi tale da giustificare il calo del margine d’interesse e invertire il quadro attualmente favorevole per le banche.

Considerate che per avere un impatto forte sulla marginalità del settore, i tassi dovrebbero scendere sotto il 2%. Attualmente uno scenario abbastanza improbabile, visto anche la tenuta delle economie mondiali e, di contro, i rischi legati a rigurgiti inflattivi. Anche le attese del mercato si sono decisamente ridimensionate. In Europa, per i mercati, la BCE dovrebbe fare al massimo un altro taglio nel 2024. Non si percepiscono recessioni all’orizzonte e anche se dovesse arrivare qualche crisi economica, come dicevamo, le banche sono ora attrezzate molto bene. In particolare, quelle italiane sono quelle con i capital ratio migliori in Europa. Non solo, anche considerando il taglio dei tassi della BCE, le banche si stanno attrezzando per effettuare uno switch epocale, spostando la liquidità dei clienti dai governativi alla bancassurance (distribuzione di prodotti assicurativi tramite filiali bancarie), wealth management (gestione patrimoniale) e asset management. Cosa che il calo dei tassi faciliterà parecchio. Ecco come le banche intendono sopperire alla riduzione eventuale dei margini d’interesse. Migliorando l’attività commissionale e quindi il margine d’intermediazione, ovvero la parte di business che non genera capital consumption e non fa fare rettifiche sui crediti nella fase di difficoltà economica.

Un futuro ancora roseo per le banche italiane

Quindi è vero che le banche hanno corso tanto, ma mantengono buone prospettive di crescita, anche sui mercati azionari. I driver principali della futura crescita sono quindi l’implementazione di strategie volte ad accrescere i margini d’intermediazione e ridurre il peso di quello d’interesse. Ricordiamo poi che pagano dividendi altissimi ed effettuano buyback a secchiate, attirando il favore degli investitori. Infine, rimangono assolutamente a buon mercato sui multipli.

Le quattro protagoniste del basket

Le quattro banche del basket sono tutte con buoni fondamentali. Banco BPM è uno dei gruppi più solidi italiani e insieme a Banca MPS potrebbero diventare prede di operazioni di consolidamento in Italia. Banco BPM poi ha una politica di remunerazione molto importante tra dividendi e buyback e un’ottima asset quality. BBVA è uno dei principali gruppi bancari spagnoli. Anche in questo caso la banca non presenta criticità particolari, mentre potrebbe avere un po’ più di volatilità se dovesse diventare protagonista di un’operazione di consolidamento bancario. Sarebbe comunque un’operazione carta contro carta con impatto in teoria limitato sulle quotazioni (no aumento di capitale). Barriere al 50% sembrano adeguate. Deutsche Bank viene da una storia difficile, ma ormai si presenta come una banca nuova, snellita dopo la vendita di tanti asset, ormai è una banca d’affari a tutti gli effetti. Anche in questo caso, i fondamentali sembrano buoni, anche se la visibilità tipica di questo business è inferiore a quella delle banche commerciali e le cattive notizie possono arrivare con maggior facilità e senza preavviso. Sicuramente dei quattro titoli è quello più rischioso, anche se i fondamentali per ora sono buoni e le barriere al 50% unite alla maturity breve, trasmettono una certa sicurezza.

Il Fast ad alto rendimento e barriere profonde

Se è chiaro quanto scritto sopra, appare difficile pensare a cali dei titoli del settore di oltre il 50% nel prossimo futuro e visti i top segnati dal comparto e i tassi che saranno gradualmente in calo, la scelta del certificato d’investimento su questo settore appare interessante. Si continua a estrapolare rendimento senza però essere direzionali. Si possono applicare ottime strategie di equity substitution per chi ha già ottenuto ottimi risultati sul comparto bancario.

La struttura Fast Cash Collect ci piace perché presenta un meccanismo win win se si conferma la tenuta del settore. O meglio, l’investitore verrà comunque premiato sia che i titoli salgano che se rimangono laterali o scendono entro i limiti della barriera a scadenza (50% degli strike). Infatti, se i titoli dovessero proseguire al rialzo nei prossimi mesi, il certificato andrebbe in rimborso anticipato dopo due mesi, pagando comunque il 3%. Oggettivamente un ottimo rendimento e avendo sempre la possibilità poi di comprare un altro Fast Cash Collect. Infatti, il meccanismo insito in questa tipologia di prodotti, ovvero la maturity stimata molto breve del prodotto, permette di strutturare anche con volatilità basse prodotti ad alto rendimento. Insomma, si riesce sempre a trovare un Fast Cash Collect con un buon profilo di rendimento. D’altra parte, se i titoli dovessero mantenersi laterali o ribassisti, per tutto il tempo in cui staranno sotto il trigger autocall, il certificato darà il suo massimo contributo pagando cedole importanti del 1,5% a fronte di una barriera di protezione a scadenza al 50%.

Venendo a noi, il Fast Cash Collect ISIN DE000VD7KB94 di Vontobel investe su un basket worst of di banche europee: Banco BPM, BBVA, Deutsche Bank e Banca MPS. Il certificato paga 1,5% mensile con memoria (18% annuo, 36% in due anni), condizionato ad una barriera al 55%. Il prodotto prevede la possibilità di rimborso anticipato a partire dal secondo mese con step down del 1% mensile. Questo significa che il 22 agosto 2024, se i quattro titoli saranno sopra lo strike (livello iniziale fissato in data 20 giugno), il certificato verrà rimborsato al 100% del nominale, più il pagamento dell’ultimo premio. Da settembre il trigger per il rimborso comincerà a scendere del 1% quindi sarà al 99% dei livelli iniziali dei quattro titoli, poi 98% e via così fino al 73%, rendendo dunque sempre più probabile il rimborso anticipato.

La scadenza è piuttosto a breve per questi prodotti, ovvero due anni e mezzo (21 dicembre 2026). Come tutti i Cash Collect saranno due le possibilità. Se i quattro titoli saranno al di sopra della barriera posta al 50% degli strike, il certificato rimborserà il 100% del nominale (100 euro), più l’ultimo premio del 1,5%, più eventuali premi non pagati grazie all’effetto memoria. Se anche solo un titolo sarà sotto barriera il certificato rimborserà il valore nominale, meno la performance del peggiore. Quindi con un -60% del worst of, il certificate rimborserà 40 euro.


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