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Il Maxi Cedola su Piazza Affari che sta per pagare il 18%. Ecco quando

Ultime ore per avere il diritto di incassare la maxi cedola incondizionata del 18% dell'ISIN XS2876286688 di Barclays. Dopo il premio inziale, 35 premi mensili con memoria da 0,34% e barriera al 50%.

Autore: Giulio Visigalli
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Sta per scadere il tempo utile per garantirsi la ricca cedola iniziale del 18% offerta dal Maxi Cash Collect con codice ISIN XS2876286688. Lunedì 25 novembre sarà infatti la Cum Date, ovvero l’ultimo giorno per acquistare il certificato e avere diritto al pagamento del suo premio iniziale incondizionato.

Il prodotto è stato emesso da Barclays sul mercato EuroTLX di Borsa Italiana lo scorso 25 ottobre e punta sul basket worst of composto da quattro titoli simbolo del mercato italiano: Terna, STM, Banco BPM e Banca MPS. Ma non solo, perché dopo la cedola iniziale e fino a scadenza (3 anni), prevede altri 35 premi mensili con memoria per arrivare al 4% annuo potenziale.

Un prodotto dunque ideale per chi ha l'esigenza di compensare alcune minusvalenze in scadenza entro la fine dell'anno, visto che tutte le sue cedole sono considerate "redditi diversi".

18% incondizionato subito e poi 35 premi mensili

La caratteristica distintiva di questo Maxi Cash Collect di Barclays (rating S&P’s A+) sta nella sua cedola iniziale incondizionata pari al 18% del valore nominale, ovvero 18 euro visto il prezzo di emissione di 100 euro. Tale cedola, essendo incondizionata, verrà pagata il 28 novembre indipendentemente dall’andamento dei tre titoli sottostanti. Tuttavia, per averne diritto bisognerà aver acquistato il certificato (ISIN XS2876286688) entro e non oltre la Cum Date che è prevista per lunedì 25 novembre.

Dopo il pagamento della maxi cedola, il certificato continuerà a offrire rendimenti interessanti grazie a 35 cedole mensili con memoria, pari allo 0,34% del valore nominale (4,08% annuo potenziale). A differenza della prima cedola, quelle successive saranno condizionate al rispetto di una barriera al 50% dei livelli iniziali (strike), un livello profondo che induce all'ottimismo visto anche dove si colloca sui sottostanti in questione. Sui premi è inoltre importante tenere in considerazione che sono dotati di "effetto memoria" e ciò permette di recuperare in futuro quelli non pagati in precedenza. Infatti, se in una data di osservazione non dovessero essersi verificate le condizioni per il pagamento della cedola (i.e uno o più sottostanti sotto barriera al 50%), questa non viene cancellata ma resterà "in memoria." Il premio sarà poi corrisposto alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti torneranno a quotare al di sopra della barriera.

Nella tabella qui sotto possiamo vedere le date di osservazione delle cedole mensili:

Autocall da luglio 2025 e scenari a scadenza

La scadenza naturale del certificato è fissata per il 1 novembre 2027, ma il prodotto potrebbe estinguersi prima grazie al meccanismo di Autocall. A partire da luglio 2025, se in una specifica data di osservazione (le stesse delle cedole) tutti e tre i titoli del basket avranno una quotazione sopra i rispettivi livelli iniziali (trigger Autocall al 100%), il certificato sarà rimborsato anticipatamente al valore nominale di 100 euro, includendo tutti i premi maturati fino a quel momento (effetto memoria).

Nel caso in cui il certificato XS2876286688 non dovesse andare in Autocall, allora arriverà alla sua scadenza dove si delineano due possibili scenari:

  • Se tutti i titoli del basket saranno sopra la barriera finale (50% dei valori iniziali), il certificato rimborserà il 100% del valore nominale più le cedole residue in virtù dell'effetto memoria.
  • Se al contrario anche solo uno dei titoli sarà al di sotto della barriera, il rimborso sarà proporzionale alla performance del titolo peggiore del basket.

Ad esempio, se il titolo peggiore registra un calo del 60%, il rimborso sarà pari al 40% del valore nominale e quindi 40 euro a certificato. In tal caso però, l'investitore avrà comunque già beneficiato della maxi cedola iniziale incondizionata. 

Focus sui sottostanti del basket

Nella tabella qui sotto possiamo vedere i livelli barriera e di fixing iniziali dei tre titoli del paniere, oltre che le relative distanze da questi.

Banco BPM

Continua la cavalcata rialzista di Banco BPM che la settimana scorsa ha aggiornato il suo massimo dal 2016. Il titolo da inizio 2024 mostra un progresso del +40%, portando così il suo bilancio ad un ottimo +520% dai minimi del 2020. Solidità mostrata anche dagli ultimi risultati trimestrali con il Banco che ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto in aumento di circa l'80% rispetto al 2023 a quota 1,696 miliardi di euro.

Il colosso bancario guidato da Castagna è inoltre fiducioso di superare la guidance di circa 0,95 euro in termini di utile per azione per il 2024 e questo nonostante il trend in discesa dei tassi di interesse.

Sostengono gli acquisti sul titolo anche il risiko bancario con l'istituto milanese che ha partecipato al placement del 15% di Banca Monte dei Paschi di Siena, acquisendo una quota pari al 5%. Un deal che si inserisce nel contesto dell’OPA su Anima, anch’essa partecipante al placement salendo al 4% di Banca MPS.

Come vediamo nel grafico su time frame settimanale qui sotto, il prezzo strike (linea blu) del certificato ISIN XS2876286688, ci offre la possibilità di avere una barriera di protezione su livelli di prezzo molto profondi. In particolare, la barriera al 50% è in area 3 euro (linea rossa), prezzo che BPM non rivede da novembre 2022.

Le principali aree supportive per il titolo sono a: 5,8-6 € / 5,4 € / 4,5 € / 3,4 €.

Banca MPS

Risultati solidi e all'insegna dell'ottimismo anche per l'altro colosso bancario del certificato, Banca MPS. La banca ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile di 1,57 miliardi di euro, in crescita del 68,6% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il titolo è cresciuto del +94% da inizio 2024 vs +9,5% del FTSEMIB.

Il margine di interesse è risultato in ripresa rispetto al trimestre precedente con una crescita dell'1,8%, nonostante il calo dei tassi.

Come vediamo dal grafico su time frame settimanale qui sotto, il titolo si trova sopra il suo fixing iniziale poco sotto a 5 euro. La barriera al 50% è intorno a 2,5 euro, livelli di novembre 2023. Le principali aree di supporto per il titolo sono prima a 5,4 €, poi intorno a 4 €.

Terna

Ottimo prezzo Strike anche per il leader nel settore energetico italiano, Terna, che nel certificato ISIN XS2876286688 ha prezzo iniziale pari a 8 €, un livello vicino ai suoi massimi. Ciò permette di fissare il posizionamento della sua barriera di protezione a quota 4 euro, un livello mai più raggiunto da novembre 2016. I principali supporti per il titolo sono prima a 6 € e poi verso i 5,3-5 €.

STM

Merita più attenzione invece l'ultimo titolo del certificato di oggi, STM. Come vediamo dal grafico settimanale qui sotto, STM dopo aver raggiunto i suoi massimi di periodo a luglio 2023 ha invertito la direzione, perdendo da lì circa il -53%. In ogni caso, il certificato ha fissato il suo prezzo iniziale dopo gli ultimi ritracciamenti visti sul titolo e così la barriera di protezione al 50% si trova a 13 €, livelli del 2019.

Le cedole sono redditi diversi ma occhio alla depositaria

Come dicevamo, secondo l'attuale normativa possono essere compensate solo le minusvalenze realizzate nei quattro anni successivi dalla loro maturazione, e solo ed esclusivamente utilizzando prodotti in grado di generare redditi diversi. Ed è qui che risiede uno dei grandi vantaggi dei certificati, strumenti che essendo derivati, le loro plusvalenze (cedole e capital gain) rientrano nella categoria dei “redditi diversi" e dunque compensabili. 

Ricordiamo però che è sempre buona norma verificare con la propria depositaria che tipologia di compensazione applica, se immediata o a scadenza. Se la compensazione è immediata, nel momento stesso in cui viene incassata la cedola, questa va direttamente a compensazione delle minus in portafoglio. Nel caso invece della compensazione a scadenza, questo meccanismo avverrà solo a scadenza, in caso di rimborso anticipato o in caso di chiusura dell’investimento da parte dell’investitore. In quest’ultimo caso, chiudendo il prodotto appena dopo l’incasso della maxi, si compenseranno le vecchie minus ma se ne genereranno di nuove, di fatto posticipando di quattro anni la scadenza delle minusvalenze.


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