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Il nuovo Cash Collect Made in Italy da 11% p.a. di Unicredit

Tre nomi italiani, barriere al 50% e 2,75% trimestrale condizionato con memoria (11% p.a.) con il Low Barrier di Unicredit (DE000UG27K13).  Scadenza a tre anni e possibilità di Autocall con step down.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Il certificato Low Barrier Cash Collect di UniCredit (ISIN DE000UG27K13) punta a coniugare protezione del capitale e rendimento annuo a doppia cifra, offrendo un’interessante opportunità d’investimento. Questo strumento si basa su un basket di tre campioni italiani: Ferrari, Eni e Banca MPS, con una barriera a scadenza fissata al 50% dei valori iniziali. Il prodotto consente di ottenere coupon condizionati del 2,75% trimestrale (pari al 11% annuo), riconosciuti se i sottostanti restano sopra il 50% dello strike iniziale. Grazie al meccanismo di memoria, è possibile recuperare eventuali cedole non percepite. La scadenza è prevista per gennaio 2028, ma da ottobre 2025 il certificato prevede la possibilità di richiamo anticipato tramite Autocall con trigger decrescenti. Una soluzione che combina solidità difensiva e potenziale di rendimento su titoli leader del mercato italiano. Il certificato in apertura oggi si compra a sconto a 98,3.

La struttura

2,75% condizionato trimestrale (11% annuo)

Ogni trimestre il Low Barrier di Unicredit offre la possibilità di percepire coupon del 2,75% (pari al 11% annuo), condizionati ad una profonda barriera posta al 50% dei valori iniziali dei tre sottostanti. I coupon beneficiano del meccanismo di "memoria", che consente di recuperare eventuali cedole non pagate. In caso di mancato pagamento, infatti, per via di uno o più sottostanti registrati alla relativa data di osservazione al di sotto della barriera (prezzo inferiore al 50% del rispettivo fixing iniziale), il coupon sarà conservato e corrisposto alla prima data utile successiva in cui la condizione risulti soddisfatta, insieme alla cedola prevista per quella data. Importante anche sottolineare che i rendimenti generati da questo certificato saranno classificati fiscalmente come redditi diversi.

Possibilità di richiamo anticipato

A partire da ottobre 2025, ed a seguire alle stesse date di osservazione per il pagamento dei coupon, il certificato avrà anche la possibilità di essere richiamato anticipatamente. Tramite il meccanismo di Autocall se infatti ad una di queste date tutti i sottostanti verranno osservati con dei prezzi pari o superiori ai rispettivi trigger di rimborso anticipato, il certificato verrà rimborsato anticipatamente al valore nominale, a cui aggiungere ovviamente la precedente discussa cedola. I trigger di Autocall previsti partono dal 100% dei propri valori iniziali per poi decrescere, a partire dalla seconda osservazione ed a seguire ogni due osservazioni, di -5% fino ad assestarsi all’80%.

Qui di seguito uno specchietto del calendario eventi previsto per il titolo in questione:

Scenari a scadenza

Se il Low Barrier Cash Collect non dovesse essere rimborsato anticipatamente, arrivando quindi alla scadenza prevista per gennaio 2028, saranno previsti due possibili scenari:

  • Se alla data di osservazione finale tutti e tre sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista per il 50% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta la relativa cedola (e le cedole eventualmente non pagate).
  • Altrimenti il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. In tal caso, se ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre crolli del 70% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato a 30 euro (30% del valore iniziale).

Focus sul Basket

Ferrari

In attesa dei risultati dell’ultimo trimestre del 2024, Ferrari chiude l’anno solare confermandosi come uno dei migliori titoli tricolori e portando a casa una performance nell’anno pari a 2024. Restano positive anche le previsioni per il nuovo anno 2025 dove gli addetti ai lavori vedono per il titolo ancora margini di crescita (previsioni in analisi per il biennio 2025-2026). In particolare, c’è molta fiducia sul rinnovo della flotta che, grazie alla sua qualità, dovrebbe sopperire facilmente all’aumento dei costi dovuto all’inflazione, al contenuto tecnologico sempre più elevato (ibridazione) oltre ad altri svariati fattori. Il titolo scambia attualmente in area 422,6 EUR, sostenuto da due importanti supporti posti in area 400 EUR e 371 EUR su cui il titolo, nel corso dello scorso anno, si è più volte appoggiato proprio a dimostrazione della loro affidabilità. Da segnalare l’unica barriera prevista dal prodotto in analisi posta a 210,95 EUR, livelli toccati per l’ultima volta a fine 2022-inizio 2023.

Eni

Chiuso un 2024 non brillante (performance realizzata del -15,85%), Eni inizia questo 2025 con la voglia di rivalsa e l’attesa degli addetti ai lavori per la comunicazione dei dati dell’ultimo trimestre 2024, con aspettative comunque in linea a quelle del trimestre precedente. Dopo la volatilità macroeconomica dell’ultimo anno, uno dei fattori fondamentali ad aver contribuito alla performance registrata dal titolo, la società si è da subito mossa in più direzioni sia per rafforzare l’equilibrio della propria struttura finanziaria e soddisfare i fabbisogni generali del gruppo, tramite l’emissione di due nuovi bond ibridi, sia per ampliare la propria presenza sul mercato americano tramite l’acquisizione via Plenitude di due impianti fotovoltaici già operativi e di un impianto di stoccaggio di energia elettrica in costruzione in California. Il titolo scambia attualmente in area 13,738 EUR, sostenuto da due supporti individuati in area 12,70 EUR e 10,60 EUR. Unica barriera prevista dal prodotto fissata in area 6,946 EUR, livelli toccati per l’ultima volta a fine 2020.

 

Banca Monte dei Paschi

Uno dei titoli invece che l’anno scorso è salito alla ribalta, tornando dopo diverso tempo sotto la luce dei riflettori, è sicuramente Banca Monte dei Paschi. L’istituto senese infatti ha messo a segno un brillante +110% nel corso dello scorso anno, con gli ultimi risultati dell’anno ancora da comunicare ma comunque attesi con aspettative più che floride, a conferma della solidità della crescita che ha caratterizzato la banca. In questo scenario anche i diversi protagonisti del mercato non sono rimasti a guardare, a conferma del momento positivo che sta vivendo il titolo, come la holding Delfin (della famiglia Del Vecchio) che è salita al 9.78% di partecipazione, a conferma dell’aumentato appeal speculativo sul titolo in ottica di consolidamento bancario, all’interno del quale ovviamente BMPS ricopre un ruolo determinante. Il titolo scambia attualmente in area 6,968 EUR, supportato da un primo supporto in area 6,35 EUR, una seconda area di scambio importante per il titolo tra 5,4 EUR e 5 EUR ed un ultimo importante supporto in area 4 EUR. Anche qui l’unica barriera prevista dal prodotto fissata a quota 3,563 EUR.


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