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Il tris d'élite di Piazza Affari in un Cash Collect di Morgan Stanley
Nuovo Cash Collect di Morgan Stanley (ISIN DE000MS0H0C0) su UniCredit, Intesa Sanpaolo ed Eni. Premi trimestrali del 2,36% e barriere al 55%. Autocall dal primo anno e durata di 4 anni.

Quando si parla dei grandi protagonisti di Piazza Affari, Unicredit, Intesa Sanpaolo ed Eni dominano la scena. Questi tre colossi rappresentano un pilastro fondamentale del listino italiano, con una capitalizzazione complessiva che supera i 170 miliardi di euro, pari a circa il 20% del totale del Ftse Mib!
Unicredit e Intesa Sanpaolo sono tra le banche più grandi d'Europa e in Borsa continuano a guidare il settore con performance stellari, tant'è vero che solo nell'ultimo anno hanno guadagnato rispettivamente il 53% e il 44%. Accanto a loro, Eni è un attore chiave del settore energetico italiano e negli ultimi anni sta dimostrando resilienza e capacità di innovazione con il suo approccio sempre più orientato alla transizione energetica.
Proprio su questo trio d’élite si basa il nuovo certificato Memory Autocall Cash Collect di Morgan Stanley (ISIN DE000MS0H0C0), una soluzione d'investimento che offre un’interessante combinazione di rendimento e protezione del capitale. Una scelta ideale per chi desidera rimanere esposto alle eccellenze italiane senza dover affrontare il rischio di una pura esposizione direzionale comprando direttamente i singoli titoli. Infatti, dopo due anni di crescita sostenuta molti investitori sono timorosi che il listino possa prendersi una pausa. Ma il certificato in questione, grazie alla presenza di una barriera ampia al 55% degli strike, permette di continuare a pagare cedole agli investitori anche in caso di andamento negativo o laterale dei titoli sottostanti!
Un emittente di alto profilo
Un grande punto di forza del Cash Collect ISIN DE000MS0H0C0 è rappresentato dal suo emittente: Morgan Stanley. La banca d'affari statunitense è infatti una delle istituzioni finanziarie più solide e riconosciute a livello globale e vanta un ottimo rating: S&P A- / Moody's A1 / Fitch A+. Tale prestigio offre un maggior senso di sicurezza anche per gli investitori più avversi, visto il rischio emittente fortemente limitato.
Cedole trimestrali del 2,36% e barriera al 55%
Oltre alla scelta mirata dell'emittente e dei titoli sottostanti, il prodotto di oggi si distingue anche per la sua semplicità e per il suo ottimo mix tra rischio e rendimento. Questo perché presenta premi trimestrali con memoria del 2,36% (il 9,44% annuo potenziale), condizionate ad una barriera al 55% dei livelli iniziali (strike). Detto in altri termini, il certificato continuerà a remunerare gli investitori fin tanto che i tre titoli del basket worst of non perdano oltre il 45% dai rispettivi livelli iniziali, fissati alla chiusura della seduta del 4 dicembre.
I premi è importante ricordare che sono provvisti del cosiddetto "effetto memoria", una proprietà del payoff che permette all'investitore di recuperare tutte le cedole eventualmente non percepiti in precedenza, se tornerà ad essere soddisfatta la condizione per il pagamento: tutti i tre sottostanti del basket sopra il livello barriera. Il vantaggio? Basterà che all'ultima data di osservazione di dicembre 2028, tutti i titoli saranno osservati con un prezzo sopra la barriera al 55%, per incassare tutte le 16 cedole previste dal prodotto. Visto il valore nominale di 1.000 euro, ogni premio trimestrale vale 23,6 euro, arrivando così ad un flusso cedolare complessivo è di 377,6 euro.
Teniamo anche presente che dal punto di vista fiscale le cedole dei certificati sono assoggettabili come “redditi diversi”, una peculiarità di questi prodotti che permette agli investitori di compensare eventuali minusvalenze pregresse in portafoglio. Su questo ricordiamo comunque di informarsi con la propria depositaria sul tipo di compensazione che applica, se a scadenza o immediata.
Possibile il rimborso anticipato dal primo anno di vita
Il prodotto propone quindi un rendimento del 37,76%, ovvero il 9,44% annuo considerando la sua durata prevista di 4 anni.
Dico prevista perché l'ISIN DE000MS0H0C0 potrebbe non arrivare alla sua data di scadenza, visto che da settembre 2025 potrà essere rimborsato anticipatamente con il meccanismo dell'Autocall con trigger al 100% degli strike.
Ciò significa che se nelle stesse date di osservazione dei coupon trimestrali, tutti i sottostanti avranno un prezzo pari o superiore ai rispettivi valori inziali (trigger al 100%), allora il certificato sarà rimborsato automaticamente al valore nominale (100 euro). A questo sarà ovviamente aggiunta la relativa cedola prevista per quella data, oltre a quelle eventualmente non pagate grazie all'effetto memoria.
Di seguito vediamo il calendario dei premi e le date in cui sarà possibile il richiamo anticipato:
Scadenza a dicembre 2028
Nel caso in cui il certificato di Morgan Stanley non dovesse andare in Autocall, alla data di osservazione finale del 4 dicembre 2028 sarà osservato, come per i premi trimestrali, il rispetto di una barriera ampia al 55% dei valori iniziali. Va da sé che l’unico scenario in cui l’investitore subisce una perdita del capitale si verifica se, a scadenza, anche un solo titolo del paniere registra un prezzo inferiore al livello di barriera. Se così fosse il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ad esempio, se il titolo peggiore dei tre fosse crollato a scadenza del 70%, allora il certificato sarà rimborsato al 30% del valore iniziale, ovvero 300 euro a certificato.
Al contrario, se all'appuntamento finale i tre titoli avranno un prezzo pari o superiore alla barriera, allora l'investitore incasserà il rimborso del valore nominale di 1.000 euro, più tutte le cedole per un totale di 1.377,6 euro a certificato.
Tre titoli di qualità
Come abbiamo visto, affinché l'investimento vada a buon fine nessuno dei tre titoli deve subire una perdita a scadenza superiore al 45% dai rispettivi livelli di strike. Uno scenario molto poco probabile valutando la solidità dei titoli del basket e l'orizzonte temporale relativamente breve di quattro anni.
Nei grafici qui sotto possiamo vedere l'andamento dei tre titoli del basket (Eni, UniCredit e Intesa Sanpaolo) su time frame settimanale.
UniCredit e Intesa Sanpaolo sono saldamente incanalate in un trend rialzista avviato dai minimi del 2022, una tendenza amplificata nell'ultimo anno dove hanno raggiunto i rispettivi massimi dal 2011 e dal 2008.
UniCredit ha fissato il suo prezzo strike a 37,565 euro con la barriera di protezione al 55% che è dunque situata a quota a 20,66 euro, prezzi di settembre 2023. I principali supporti statici per UniCredit sono a 35 € - 30 € e 25 €.
Anche su Intesa Sanpaolo la barriera al 55% offre un certo senso di sicurezza all'investitore dato che cade intorno a 2 euro ad azione, prezzo che il colosso bancario guidato da Messina non rivede da dicembre 2022. Intesa ha infatti fissato il suo prezzo inziale a 3,7315 euro, con la barriera al 55% che è così posta a 2,052 euro.
Sull'ultimo titolo del basket ISIN DE000MS0H0C0, Eni, la barriera al 55% è a 7,41 euro (prezzi di fine 2020) visto il suo prezzo strike a 13,48 euro.
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