COMUNICAZIONE DI MARKETING

Il tris italiano che rende il 10%: UniCredit, Enel, Eni

Focus sul Cash Collect ISIN XS2395084994 di Societe Generale scritto su UniCredit, Enel e Eni. Premi mensili con memoria dello 0,834% (10% p.a.) e barriere profonde al 50%.

Autore: Giulio Visigalli
Italia_websim14

Mentre si avvicina la fatidica data delle elezioni politiche francesi, la situazione resta contrastata sui principali listini azionari di tutto il Vecchio Continente. Un contesto nel quale gli investitori, dopo le recenti e generalizzate prese di beneficio, potrebbero ancora essere spaventati ad esporsi direttamente sull'equity mediante l'acquisto dei singoli titoli azionari. Meglio da questo punto di vista puntare su strumenti alternativi che permettano di investire in modo non puramente direzionale, diversificando al tempo stesso il proprio portafoglio. 

Stiamo parlando dei certificati Cash Collect, e per chi volesse continuare a scommettere sui colossi della Borsa Italiana, in evidenza l'ISIN XS2395084994. Lo strumento è stato recentemente emesso da Societe Generale e si distingue per la sua classica struttura, oltre che per il suo ottimo bilanciamento tra rischio e rendimento. In due parole è semplice e performante. Riesce infatti ad offrire premi mensili con memoria dello 0,834% (10% annuo) a fronte di una buona protezione del capitale grazie al posizionamento delle barriere al 50% dai livelli strike. I sottostanti del basket worst of? UniCredit, Enel ed Eni, tre colossi italiani che come vedremo nel proseguo dell'articolo sono ben posizionati e molto distanti dai rispettivi livelli barriera. Basti pensare che al momento il titolo peggiore è Eni con una flessione di circa il 2% dal suo livello di fixing iniziale di maggio.

Un ottimo prodotto di investimento anche per chi sta programmando i portafogli per la compensazione fiscale. Infatti, il tris di titoli appare solido e il suo rendimento annuo del 10% risulta essere particolarmente allettante considerando anche le barriere profonde, tutte caratteristiche che contribuiscono a rendere il certificato di oggi vincente anche ai fini fiscali.

Borse incerte in attesa del verdetto francese 

La sensazione prevalente è che gli operatori di borsa siano tutti in attesa di sapere quale sarà il verdetto delle elezioni anticipate in Francia, in programma il 30 giugno e il 7 luglio, dopo che Macron ha deciso di sciogliere il Parlamento in seguito alla débâcle del suo partito alle elezioni europee.

In tal senso, secondo gli ultimi sondaggi, il partito di estrema destra RN (Rassemblement National) guidato da Marine Le Pen potrebbe raggiungere il 36% dei voti, mentre il Blocco Centrista del Presidente Macron è visto in netto svantaggio al 21%. Sullo sfondo continuano a pesare anche le tensioni geopolitiche, con la recente alleanza tra Russia e la Corea del Nord che non fa altro che riaccendere le preoccupazioni riguardo una temuta escalation del conflitto.

Intanto, secondo i dati diffusi dall'Istat, in Italia l'indice della fiducia dei consumatori di giugno ha raggiunto 98,3, balzando cosi dai 96,4 registrati a maggio, un dato oltre le attese degli economisti ferme a quota 97. L'indicatore di fiducia della manifattura invece scende, attestandosi 86,8 da 88,2 (rivisto da 88,4) di maggio, con il consensus che era pari a 88,7. 

Cresce l'attesa anche per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti dove si è tenuto da poche ore il primo faccia a faccia tra i due candidati Joe Biden e Donald Trump.

Sul fronte macro, dopo il dato sul Pil del primo trimestre pubblicato ieri in aumento dell'1,4% t/t, dal +1,30% precedente, nella seduta di oggi l'attenzione del mercato si sposterà in particolare sui dati chiave dell’inflazione statunitense, la cui lettura potrebbe rivelare ulteriori indicazioni sui tassi di interesse e le altre decisioni di politica monetaria. In tal senso, l'indice dei prezzi PCE, l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve, è stimato in rallentamento a +2,6% dal +2,7%.

Una volta chiarito il contesto macroeconomico non ci resta che analizzare l'andamento e il newslflow dei tre titoli su cui punta il certificato selezionato oggi ISIN XS2395084994.

UniCredit 

Occhi puntati sul colosso bancario UniCredit che nelle ultime ore ha presentato un'offerta per l'acquisto della banca estone Luminor. In particolare, secondo quanto riporta Bloomberg, il gruppo guidato da Orcel avrebbe presentato già una proposta lampo per acquistare Luminor, la terza banca più grande dei Paesi Baltici e che attualmente è in mano per l'80% dal private equity americano Blackstone. Questo è un chiaro segnale di come UniCredit si stia guardando attorno per accrescere il suo potenziale di sviluppo.

In borsa, dopo le prese di beneficio viste nella settimana del 10 giugno (-11%), il titolo ha rimbalzato dall'area supportiva in area 33 euro e ora sta consolidando i 34,5 euro. In ogni caso, il certificato di oggi ha fissato per UniCredit il suo prezzo strike a 34,2 euro, livello in linea con i prezzi attuali a Piazza Affari. Strategico il posizionamento della barriera di protezione al 50% dato che si trova a 17,1 euro, livello al di sotto le importanti aree supportive a 30 - 25 e 20 euro. 

Eni

Nelle ultime ore Eni ha beneficiato dell'accordo vincolante con Hilcorp, una delle maggiori società private americane operanti in Alaska, per la vendita del 100% degli asset upstream di Nikaitchuq e Oooguruk detenuti da Eni in Alaska. Eni è infatti operatore in 27 blocchi di esplorazione e sviluppo e partecipa in 1 blocco in Alaska. Qui i principali giacimenti sono Nikaitchuq e Oooguruk con una produzione complessiva nel 2023 pari a circa l’1.2% della produzione complessiva Eni (1,700kboed). Tale operazione potrebbe essere in linea con la strategia Eni di ottimizzazione delle attività upstream tramite un ribilanciamento del proprio portafoglio e la dismissione di asset non strategici.

Questa notizia arriva a pochi giorni dall'annuncio della volontà di Eni di cedere una quota delle sue proprie attività upstream della Costa d'Avorio in un potenziale accordo che potrebbe, secondo le persone vicine alla vicenda, valere circa 1 miliardo di euro. Teniamo presente che potenziali vendite di quote potrebbero rientrare nel quadro più ampio della strategia di Eni che mira a raccogliere circa 8 miliardi di euro dalle cessioni di asset.

In settimana Redburn Atlantic ha promosso il giudizio su Eni a Buy, da Neutral, con il target price che è stato aumentato a 17,30 euro da 16,0 euro. Intanto, il consensus su Bloomberg per il titolo registra 19 Buy, 8 Neutral, 1 Sell, con il target price medio a 17,27 euro. Il titolo da inizio anno si trova ancora in rosso di circa il 7%, motivo per cui è il worst of del paniere ISIN XS2395084994. In ogni caso, le prospettive positive sul titolo lasciano ben sperare per i prossimi mesi  non raggiunga la sua soglia barriera al 50% a quota  7,35 euro, area di prezzo mai più rivista dal 2020 e distante ancora oltre il 40% dai prezzi attuali.

Enel

Newsflow incoraggiante anche per l'ultimo titolo del paniere, Enel che l'altro ieri ha annunciato di aver perfezionato la cessione al fondo Sosteneo del 49% di Enel Libra Flexsys, società costituita per la realizzazione e la gestione di un portafoglio di 23 progetti di stoccaggio di energia a batteria (Battery Energy Storage Systems, BESS). L’accordo prevede il riconoscimento di un corrispettivo per l’acquisto del 49% di circa 1 miliardo di euro. L’Enterprise Value riferito al 100% di Enel Libra Flexsys riconosciuto nell’operazione è pari a circa Eu2.5bn, al completamento del ciclo di investimenti previsto dal progetto. L'operazione in questione era stata precedentemente annunciata a marzo e potrebbe avere un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto del Gruppo di oltre 1 miliardo di euro.

Per Enel la barriera al 50% è posta a 3,13 euro, prezzi che il colosso energetico non vede da ben il 2013.

Nella tabella qui sotto possiamo vedere i livelli di riferimento del nuovo strumento con ISIN XS2395084994:

10% di rendimento annuo e barriere profonde al 50%

Come dicevamo in apertura dell'articolo, nell'attuale contesto di mercato potrebbe essere una buona mossa inserire in portafoglio prodotti a cedola con barriere profonde in modo da limare l’impatto della volatilità di breve e medio termine. Ma vediamo ora tutte le caratteristiche dell'ISIN XS2395084994:

Si tratta di uno strumento che si caratterizza, oltre che per la scelta sottostanti di qualità (UniCredit, Enel ed Eni) anche per il suo profilo rischio/rendimento. In tal senso, la presenza di barriere profonde al 50% protegge anche da scenari di volatilità importante. Ma nonostante il buon livello di protezione, il prodotto di SG strizza l'occhio anche al rendimento dato che riesce ad offrire un premio mensile con memoria dello 0,834%, per arrivare così a pagare un rendimento annuo di tutto rispetto del 10%. Ricordiamo che la presenza dell'effetto memoria sui premi implica che se in corrispondenza di una data non si sono verificate le condizioni per il pagamento (titoli sopra le barriere), il bonus non sarà cancellato, ma resterà in memoria e sarà poi pagato alla prima scadenza successiva in cui nuovamente tutti e quattro i sottostanti quoteranno sopra la barriera (o allo stesso livello).

Inoltre, come dicevamo, lo strumento potrà essere richiamato anticipatamente a discrezione dall'emittente (Callability), a partire da novembre 2024.

Le opzioni di rimborso a scadenza:

Se lo strumento (ISIN XS2395084994) non sarà rimborsato anticipatamente e dunque arriverà alla sua data di scadenza finale (10/05/2027), per l’investitore ci saranno due possibili scenari:

  • Se tutti e tre i sottostanti si presentano con quotazioni non inferiori alla barriera e quindi nessuno dei tre titoli sarà crollata oltre il 50% dal suo valore iniziale, l’investitore riceverà l’ultima cedola mensile e gli verranno pagate anche le cedole eventualmente trattenute nella memoria. Il certificate verrà quindi rimborsato al 100% del valore nominale (1.000 euro).
  • Al contrario, se anche solo uno dei tre titoli sottostanti arriva alla data finale con la quotazione al di sotto della barriera al 50%, allora non sarà pagata l’ultima cedola e nemmeno le cedole eventualmente ancora trattenute nella memoria dello strumento. Il certificate sarà così rimborsato proporzionalmente alla performance del peggiore dei sottostanti (worst of). Quindi, ipotizzando per il peggior titolo un calo del 55% dallo strike, allora il rimborso sarà pari al 45% del valore nominale (450 euro).

Infine, teniamo presente che lo strumento, essendo un certificato, permette tutti i vantaggi dell’efficienza fiscale dato che le sue cedole mensili sono compensabili con eventuali minus in portafoglio. Per le sue caratteristiche quindi ben si inserisce in un portafoglio per la compensazione fiscale.

 

COMUNICAZIONE DI MARKETING



Disclaimer

Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente e, in generale, ad eventi di credito delle reference entity. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: Clicca qui.

Per maggiori informazioni, leggere attentamente la pagina relativa alle avvertenze. Clicca qui.

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.