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In arrivo il maxipremio del 13% su banche, ultimi giorni per beneficiarne

Ultimi giorni per acquistare il certificate sulle banche di BNP Paribas ISIN XS2638620158 per incassare la supercedola incondizionata del 13%, utile per compensare eventuali minusvalenze.

Autore: Carola Taglianetti
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Oggi torniamo a parlare del certificato codice ISIN XS2638620158 emesso da BNP Paribas che punta su tre big del comparto bancario europeo: Banco BPM, BBVA e Credit Agricole.

Giovedì 30 novembre 2023 sarà la data di pagamento del maxipremio incondizionato del 13%, ovvero che verrà pagato indipendentemente dall’andamento dei tre sottostanti. Ricordiamo che l’ultimo giorno utile per acquistare il prodotto beneficiando del maxipremio è venerdì 24 novembre, compreso. Sia il maxipremio, sia tutti i premi che vengono riconosciuti durante la vita del certificato possono essere compensati con le minusvalenze in portafoglio, quindi meglio giocare d’anticipo e non aspettare le emissioni di fine anno.

Vediamo perché investire sul settore bancario e perché scegliere questo strumento d’investimento.

Investire sul settore bancario

La decelerazione dell'inflazione in Europa sta consolidando l'opinione degli investitori sul fatto che la stretta monetaria abbia raggiunto il suo punto massimo. Eurostat ha confermato la stima dell'inflazione di ottobre al 2,9%, registrando un calo rispetto al 4,3% di settembre. Nell’Unione Europea i prezzi sono saliti del 3,6% su base annua, in ribasso rispetto al 4,9% di settembre.

In Italia, il costo della vita è sceso all'1,8% rispetto al 5,6% di settembre. I servizi hanno contribuito in modo significativo (-1,97%), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (+1,48%), beni industriali non energetici (+0,90%) ed energia (-1,45%).

Il parere tra gli investitori, per la prima volta, è che i mercati monetari hanno cominciato a scontare un taglio complessivo dei tassi di interesse, nel 2024, pari a un intero punto percentuale da parte della Banca Centrale Europea.

La revisione delle aspettative è legata sia alla frenata dell’inflazione, che alla debolezza dell’attività economica emersa dagli ultimi report macro e dalle stime della Commissione europea. Nel terzo trimestre, il Pil della zona euro ha riportato una contrazione dello 0,1%, mentre l’Ue ha limato le proiezioni sulla crescita del 2023 e del 2024 rispettivamente a +0,6% e +1,2% (da +0,8% e +1,3%).

Ma è presto per cantare vittoria.

Nagel ha ribadito che i tassi “devono rimanere su livelli elevati per un periodo sufficiente”, ed è “impossibile prevedere quanto durerà” questo lasso di tempo, sebbene sia “altamente improbabile che finisca presto”. Anzi, il numero uno della Bundesbank non ha nemmeno escluso ulteriori rialzi, affermando che non è chiaro se il costo del denaro abbia raggiunto il picco, poiché la crescita dei prezzi al consumo, attualmente al 2,9%, potrebbe ancora essere influenzata da fattori geopolitici.

Il settore bancario ha beneficiato di questo continuo rialzo dei tassi d’interesse raggiungendo il top di utili con un anno record. Da capire ora quando e quanto impatterà il costo della raccolta. Perché è chiaro che le banche, che fino ad ora hanno gestito bene questa questione, dovranno prima o poi adeguare anche il costo della raccolta e questo impatterà sul margine d’interesse ad oggi molto alto. Ecco perché anche se i tassi dovessero mantenersi alti, probabilmente la marginalità andrà a calare.

Visione positiva quella di James Macdonald, Senior Portfolio Manager di RBC BlueBay Asset Management e specialist sui titoli finanziari investment grade, in quanto riflette sulla capacità di tenuta del settore bancario europeo e prevede che ci siano pochi fattori in grado di far “deragliare” l’ottimismo sul settore. “Con i numeri del secondo trimestre, i risultati degli stress test e le prospettive aggiornate del management, guardiamo ora al resto dell'anno e continuiamo a essere estremamente ottimisti per il settore per i prossimi 12-18 mesi”.

Macdonald sottolinea che “in linea con le nostre aspettative, i risultati del secondo trimestre sono stati particolarmente solidi, con il 95% delle banche che ha battuto le aspettative di guadagno del consensus per il decimo trimestre consecutivo”.

Il contesto macroeconomico rimane ancora difficile. Annunciata la tregua di quattro giorni nella guerra in Israele, la quale rilascerà 150 palestinesi, principalmente donne e bambini e Hamas libererà 50 israeliani catturati all'inizio del mese scorso. Ma ciò, purtroppo, non esclude ulteriori sorprese che potrebbero cambiare gli scenari futuri come nuove fiammate rialziste sul prezzo del petrolio e del gas. In Ucraina la guerra continua su un terreno attraversato da gasdotti e di fianco alla più grossa centrale nucleare europea.

Sul settore bancario incombe anche il rischio dell’immobiliare commerciale. Il settore è in forte difficoltà rappresentando di fatto un possibile amplificatore nel caso in cui si verificasse una situazione di stress. Dopo gli avvertimenti agli istituti lanciati nelle scorse settimane dal capo della Vigilanza Ue, Andrea Enria, ad alzare il livello d’allarme questa volta è la stessa Banca centrale europea.

“Anche se le banche hanno esposizioni minori, le perdite nel segmento potrebbero fare da amplificatore in caso di uno shock più ampio”, è la sintesi del documento lanciato dalla Financial Stability Review sul mercato del real estate in un contesto di tassi elevati. Per gli analisti di Francoforte, infatti, uno scenario in cui queste società subiscano perdite molto forti coinciderebbe probabilmente con tensioni in altri settori. Così come appare quasi inevitabile che tali turbolenze finiscano per aumentare la probabilità di perdite rilevanti a livello sistemico nell’industria del credito e nelle altre parti “significativamente esposte” del sistema finanziario, come fondi d’investimento e assicurazioni.

Il settore bancario, quindi, da un lato è favorito dal mantenimento dei tassi alti e dall’altro il contesto geopolitico e il rischio immobiliare potrebbero portare volatilità sui mercati finanziari.

Ecco perché riteniamo interessante puntare su questo settore con l’utilizzo di certificati, forse meno per operazioni di stock picking. Si eliminano i rischi di volatilità di breve e medio termine e si continua a estrarre valore sotto forma di certificati. Uno strumento, che combina le esigenze di protezione e profitto, è il certificato d’investimento codice ISIN XS2638620158 emesso da BNP Paribas che punta su tre big del settore: Banco BPM, BBVA e Credit Agricole.

Maxi Premio del 13% del valore nominale

Punto di forza del prodotto è il maxipremio incondizionato pari al 13% del valore nominale con data di pagamento il 30 novembre 2023. Il maxipremio verrà pagato indipendentemente dall’andamento dei tre sottostanti. Ricordo che il maxipremio può dare la possibilità all’investitore di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

Premi trimestrali condizionati

Ogni trimestre il prodotto stacca coupon pari a 1 eu se i sottostanti, nelle date di valutazione, non perderanno oltre il 50% dal livello iniziale (barriera al 50% dello strike). I premi godono dell’effetto memoria, ovvero se a una determinata scadenza non ci saranno le condizioni per pagare il premio, la cedola verrà accantonata e sarà corrisposta alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti avranno di nuovo quotazioni superiori al 50% del livello iniziale. Con l’effetto memoria basterà che la barriera venga rispettata all’ultima scadenza per avere la certezza di ricevere tutti i premi.

Rimborso anticipato trimestrale

Il certificate gode della possibilità di rimborso anticipato che sarà attivo da luglio 2024, e che scatterà se i tre sottostanti si riporteranno, nelle date di valutazione trimestrali, ad un valore superiore a quello iniziale. Se la condizione, nelle date di autocall trimestrali, non sarà soddisfatta, il prodotto continuerà a quotare fino alla scadenza naturale fissata al 20 ottobre 2026.

Rimborso a scadenza

Alla scadenza finale si potranno verificare due scenari.

Se tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera al 50%, il certificate pagherà l’ultima cedola e tutte le cedole eventualmente non pagate e accantonate per l’effetto memoria. Il prodotto viene rimborsato a 100 euro, pari al 100% del valore nominale.

Se anche solo uno dei sottostanti accuserà un ribasso del 50% o più dal valore iniziale, non verrà pagata l’ultima cedola e nemmeno le cedole eventualmente accantonate in memoria. Il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti.

Qui di seguito i riferimenti e le distanze aggiornate.

sottostanti

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