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Investimento a capitale protetto su Oil. Ecco il nuovo Twin Win di BNP

Per investire sul petrolio con protezione del capitale ecco il Twin Win su WTI ISIN XS2959034062. A scadenza performance lineare in valore assoluto fino a +/-25% dallo strike. Poi rebate 11,5%

Autore: Team Soluzioni di Investimento
La città pulsa di energia, con ciminiere e serbatoi all’orizzonte.

Con il nuovo certificate di BNP (ISIN XS2959034062), l’investitore fa una scommessa sul prezzo del petrolio. Una scommessa in cui non solo chi investe ha il capitale protetto a scadenza al 100%, ma ha una doppia possibilità di successo: infatti si guadagna sia che il greggio salga, sia che il greggio scenda. Male che vada, se il prezzo del petrolio fra tre anni dovesse essere sulle stesse quotazioni di questi giorni (un’eventualità piuttosto difficile anche solo dal punto di vista statistico), l’investitore verrà rimborsato al 100% senza ottenere nessun guadagno.

Insomma, stiamo parlando di un prodotto decisamente difensivo, che in questo periodo di tremenda incertezza ha senso inserire in un portafoglio equilibrato.

Si guadagna sia che il petrolio salga, sia che il petrolio scenda

Il certificato che analizziamo oggi si chiama “WTI Crude Oil Twin Win” ed è stato lanciato sul mercato da BNP Paribas il 24 febbraio scorso a un prezzo di emissione di 100 dollari. Il sottostante è il future sul WTI (West Texas Intermediate), il petrolio di qualità americana scambiato al New York Mercantile Exchange (Nymex). Insieme al Brent e al Dubai Crude, il WTI è uno dei tre grezzi di riferimento del mercato mondiale degli idrocarburi.

Il prodotto ha un orizzonte di investimento di tre anni, con scadenza fissata al 24 febbraio 2028. Quel giorno verrà effettuato il confronto fra le due quotazioni del WTI: quella iniziale (strike), del 24 febbraio 2025, e quella finale. La differenza percentuale fra i due prezzi, in valore assoluto, diventerà il premio in percentuale per l’investitore, indipendentemente che la quotazione sia salita o scesa.

Un esempio aiuterà a capire. Ipotizziamo che alla scadenza risulterà che il WTI in tre anni è salito del 15%. L’investitore verrà rimborsato con il 100% del capitale investito (100 dollari), più 15 dollari. Se il rialzo sarà del 20%, il premio sarà di 20 dollari.

Gli stessi premi saranno pagati se il WTI sarà sceso del 15% o del 20%. Quindi, per guadagnare l’importante è che il prezzo in tre anni sia variato, non importa in quale direzione.

Barriere up e down al +/-25%

Ovviamente, con un simile meccanismo l’emittente deve proteggersi ponendo dei limiti (barriere), che sono un massimo di oscillazione del 24,9% al rialzo e del 24,9% al ribasso. Se l’oscillazione è pari al 25% o più, il rendimento diventa un premio fisso dell’11,5%, comunque invariato sia in caso di rialzo che di ribasso. L’11,5% in tre anni significa un rendimento del 3,8% all’anno, che non è niente male per un prodotto che offre una protezione del capitale al 100%.

Al momento attuale riuscire a calcolare le maggiori o minori probabilità dei tre scenari è impossibile. Il prezzo del petrolio è influenzato da un’infinità di variabili e anche i professionisti che operano nel settore difficilmente si lanciano in previsioni che superano i 12 mesi.

I riferimenti del certificate con ISIN XS2959034062

Intanto, l’investitore si può appuntare i dati fondamentali del certificato ISIN XS2959034062. Lo strike (valore iniziale) è il prezzo segnato dal future sul Wti lo scorso 24 febbraio, e cioè 70,7 dollari al barile.

Di conseguenza, il limite (barriera) all’insù per avere il rendimento massimo è 88,375 dollari/barile (+25%) e il limite all’ingiù è 53,025 dollari (-25%).

Da tenere presente che il certificate, quotato sul mercato EuroNext, è denominato in dollari, e quindi l’investitore si assume un rischio sul cambio (che può anche essere un’opportunità).

Rispetto al prezzo di strike, la quotazione di oggi del WTI (66,7 dollari) è scesa del 5,6%. Il valore di mercato del certificate è 101,23 dollari.

Le previsioni sul prezzo del petrolio

​Le previsioni sul prezzo del petrolio fino al 2027 variano tra diverse istituzioni finanziarie e analisti, riflettendo le incertezze legate a domanda, offerta e fattori geopolitici. Di seguito, una panoramica delle stime per il 2025 e il 2027.​

Previsioni per il 2025

  • Goldman Sachs: la banca d'investimento ha recentemente rivisto al ribasso le sue previsioni, stimando un prezzo medio del Brent di circa 76 dollari al barile nel 2025. Questo aggiustamento è attribuito a un previsto surplus di offerta di 0,9 milioni di barili al giorno nel 2026, che potrebbe portare il prezzo a scendere ulteriormente a 71 dollari al barile. ​
  • Citi: secondo le previsioni di Citi, senza ulteriori tagli alla produzione da parte dell'OPEC+, il prezzo medio del Brent potrebbe scendere a 60 dollari al barile nel 2025. Questo scenario è attribuito a una riduzione della domanda e a un aumento dell'offerta da parte dei paesi non appartenenti all'OPEC. ​
  • Morgan Stanley: la banca prevede che i prezzi del petrolio si muoveranno in un intervallo compreso tra 75 e 78 dollari al barile nel 2025, tenendo conto di fattori come l'aumento dell'offerta e le dinamiche della domanda globale. ​
  • UBS: prevede che nei prossimi mesi il prezzo del petrolio supererà gli 80 dollari al barile, nonostante una domanda debole da parte della Cina. La banca svizzera ritiene che il mercato rimarrà in una situazione di carenza di offerta a causa della domanda sostenuta da altri paesi. ​

Prospettive per il 2027

Le previsioni specifiche per il 2027 sono meno dettagliate, ma alcune tendenze possono essere delineate:​ secondo alcune analisi, il prezzo del petrolio potrebbe raggiungere un range tra 85 e 100 dollari al barile entro il 2030.

Goldman Sachs prevede che l'adozione dell'IA potrebbe influenzare negativamente i prezzi del petrolio nel prossimo decennio, migliorando le capacità di approvvigionamento attraverso una logistica più efficiente e un aumento delle risorse recuperabili. Questo potrebbe portare a una riduzione dei costi di produzione, con un impatto stimato di una diminuzione di 5 dollari al barile. ​


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