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La Cina spinge sull’acceleratore. Ecco il capitale protetto dedicato
La Cina annuncia importanti stimoli politici e monetari per la crescita nel 2025. In evidenza il certificato a capitale protetto ISIN XS2883777745 pensato per affrontare questo mercato complesso

Notizie molto positive dalla Cina, dove il governo ha annunciato "politiche fiscali più attive e politiche monetarie moderatamente allentate". Si tratta di una svolta importante, perché è la prima volta da 14 anni che la politica monetaria della Banca Centrale Cinese passa da una politica monetaria "prudente" ad una "moderatamente espansiva". Come se non bastasse, il Governo ha aggiunto un carico di politiche fiscali proattive, attraverso straordinari aggiustamenti anticiclici e la Consob cinese sprona le banche a quotare le start up del Paese del Dragone.
Un mix di notizie che rendono più appetibile un mercato complesso. La Cina, infatti, è terra di opportunità per gli investitori, ma presenta anche forte volatilità, rimanendo un mercato per profili con maggiore esperienza sui mercati finanziari. Quest’anno si chiude comunque con un bilancio positivo. Il CSI 300, il vero protagonista di queste manovre (anche dichiarato dalle autorità cinesi come vedremo), ha realizzato una performance circa del 16%, contro un 14% del Ftse Mib, un 11% dell’Euro Stoxx 50 e un 27% dell’S&P 500.

Il capitale protetto pensato per affrontare il turbolento mercato azionario Cinese
La congiuntura economica si dimostra dunque favorevole agli investimenti sulla Cina. Per chi vuole essere direzionale con il mercato, la soluzione degli ETF o fondi è piuttosto ricca, ma per tutti coloro che non vogliono portare nel proprio portafoglio i rischi tipici dell’investimento direzionale su questo mercato, appunto volatile, un certificato a capitale protetto può rappresentare un’ottima alternativa. Si investe sulla Cina ma con un maggior grado di sicurezza.
Oggi, in particolare, vi parliamo del certificato di BNP Paribas ISIN XS2883777745 che investe sull’indice CSI 300 che, come abbiamo detto (e lo approfondiamo più avanti), è il vero protagonista di queste manovre. Il certificato vanta una struttura innovativa pensata appositamente per puntare su questo mercato. Di base, è un capitale protetto 95% in dollari della durata di 5 anni. Dunque, a scadenza, replica linearmente l’andamento dell’indice CSI 300 con cap ai rialzi al 140% e massima perdita del 5% (anche qualcosina meno trattando a 99,8 dollari). Non è però di certo questa la novità che caratterizza il prodotto che invece risiede nella possibilità di autocall. Infatti, se nelle date di osservazione per l’autocall, che sono semestrali, l’indice realizza almeno una performance del 5% dallo strike (4.039,62 punti), si attiva il rimborso anticipato con pagamento della performance dell’indice. Performance che prevede un cap crescente dal +10% al +40% della scadenza (vedi tabella sotto). Questo rende il prodotto uno strumento pensato per affrontare questo mercato molto nervoso che alterna forti bull market ad altrettanto rapide fasi di volatilità.
Come al solito, però partiamo dal contesto di mercato per poi soffermarci sul prodotto.
Sorpresa dalle autorità cinesi: massimo stimolo ad economia e mercati finanziari
Questa settimana (mercoledì 11 dicembre) c’è l’incontro annuale del Central Economic Work Conference dove un comitato di 24 persone dovrà definire i target per l’anno prossimo e dunque quanto la Cina dovrà crescere.
A sorpresa, intorno alle 8.45, i listini cinesi hanno accelerato (vedi Hang Seng) e i Titoli di Stato si sono ripresi dopo la lettura del resoconto della riunione del Politburo (ufficio politico del Partito Comunista Cinese) che ha fatto uscire sull’agenzia di stampa cinese Xinhua (nuova Cina) news importanti. La Cina si appresta a manovre espansive da parte della banca centrale e manovre fiscali anticicliche per sostenere la domanda da parte del Governo. In più, la Consob cinese (Csrc), stimola le banche a quotare nuove aziende sulla piazza finanziaria di Hong Kong.
In breve, il programma cinese è abbastanza chiaro. Aumentare gli stimoli perché devono difendersi dai dazi previsti dagli USA, e probabilmente mercoledì 11 dicembre confermeranno anche per il 2025 una crescita del 5%. Allo stesso tempo sostenere i listini azionari interni (non le multinazionali) per consentire alle aziende medio piccole di quotarsi. Perché? Perché se loro vogliono essere i leader della tecnologia mondiale, va bene avere a bordo i giganti, ma c’è bisogno delle start up e piccole aziende che spesso sono le vere portatrici di innovazione. Queste società però hanno bisogno di soldi per crescere. Quindi il Governo intende sostenere i listini tramite la banca centrale che presta soldi a determinati investitori affinché questi comprino azioni (specificatamente CSI 300 che meglio di tutti impersonifica questa esigenza). Danno dunque soldi alle banche affinché li prestino alle società per fare buyback di azioni, così con un mercato più sostenuto è più facile per le start up quotarsi e raccogliere ulteriori soldi per investire in innovazione.
Protezione al 95% e Autocall dal 6° mese per monetizzare gli spike
Come avete giustamente intuito, il certificato di oggi non è un capitale protetto qualsiasi, ma un prodotto studiato esclusivamente per affrontare al meglio gli scossoni tipici del mercato azionario cinese. Un'ottima soluzione per chi vuole investire e diversificare sulla Cina, ma con un approccio prudente e potenzialmente molto remunerativo; ma analizziamo il prodotto nel dettaglio.
Il certificato ISIN XS2883777745 è stato emesso sul mercato EuroTLX di Borsa Italiana il 15 novembre e punta sul CSI 300 offrendo una protezione del capitale al 95% a scadenza. Ma non solo, perché la caratteristica saliente di questo prodotto è che già a partire dal sesto mese di vita prevede la possibilità di essere rimborsato anticipatamente con cadenza semestrale. In questo caso il trigger che fa scattare l'Autocall è posto per tutte le date di osservazione al 105% dal livello di riferimento iniziale (strike). Ciò significa che per essere rimborsato anticipatamente sarà necessario che, nella relativa data di osservazione, l'indice sottostante, ovvero il Shanghai Shenzhen CSI 300 Index, dovrà avere una quotazione pari o superiore al 5% del livello iniziale (4.039,62 punti).
Se ciò si verifica allora il certificato sarà estinto anticipatamente e l’investitore riceverà il rimborso del valore nominale di 100 dollari, più l'eventuale performance dell'indice sottostante limitata da un cap che è comunque via via crescente. Ed è proprio questo meccanismo di Autocall con cap crescente il vero vantaggio competitivo di questo strumento che in caso di rimborso anticipato pagherà una performance fino al +40%. Il tutto combinato alla protezione quasi totale a scadenza.
Scenari di rimborso
Come vediamo dalla tabella qui sotto, la prima data in cui il certificato (ISIN XS2883777745) potrà andare in Autocall è a maggio 2025 e in tal caso la performance sarà limitata al +10%. Tale cap salirà di anno in anno per arrivare ad un rimborso massimo di 140 dollari a certificato, con un rimborso minimo di 95 dollari grazie alla protezione a scadenza.

Ad esempio, ipotizziamo che l'indice CSI 300 continui la spinta rialzista innescata a metà settembre dall'area supportiva a 3.170 punti e che si presenti alla data di osservazione del 14 maggio del 2025 con un rialzo del +12% dal livello strike di riferimento iniziale. Ecco che in tal caso scatterà il meccanismo dell'Autocall e il certificato sarà rimborsato al massimo del suo valore per quella specifica data, ovvero 110 dollari (110% del valore iniziale appunto). L'investitore avrà sì lasciato sul piatto 2 dollari rispetto alla performance che abbiamo ipotizzato dell'indice sottostante, ma avrà comunque realizzato un rendimento del 10% in solo sei mesi!
Nel caso in cui invece il certificato dovesse schivare gli Autocall e arrivare alla sua scadenza naturale, prevista per il 26 novembre 2029, per l'investitore possono esserci due scenari:
- Se il valore del CSI 300 sarà pari o superiore al livello iniziale, allora l’investitore riceverà il capitale nominale di $100 più un premio legato al cap che a scadenza arriva fino al 140% --> rimborso massimo di 140 dollari.
- Se al contrario, il valore del sottostante sarà inferiore al livello di strike, l’investitore riceverà comunque il 95% del valore nominale --> rimborso minimo di 95 dollari. Quindi se l’indice dovesse perdere il 40% dal livello iniziale, il certificato rimborserà comunque 95 dollari. Su un mercato così volatile il rapporto rischio rendimento è oggettivamente interessante.
Un prodotto quindi ideale anche per gli investitori più avversi al rischio. Allo stesso tempo però, il suo innovativo meccanismo di Autocall rende questa struttura perfetta beneficiare di eventuali picchi di breve termine tipici di mercati volatili come quello cinese.
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