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La nuova Credit Linked su Mediobanca senior che offre il 4% annuo
La nuova Credit Linked di BNP Paribas ISIN XS2969834469 sul credito senior Mediobanca. 4% p.a., scadenza a dieci anni e callability dal terzo. La soluzione per la parte più conservativa dei portafogli

Le ultime settimane sono state caratterizzate da volatilità, indecisione e ritracciamenti: uno scenario per lo più guidato dalla grande incertezza internazionale che ha caratterizzato gli ultimi tempi, tra equilibri geo politici ormai sull’orlo e le eventuali ripercussioni a livello economico sia dirette che indirette, a causa dei possibili provvedimenti dei singoli governi centrali.
In questo scenario ben si colloca quindi la struttura di cui parleremo oggi: la Credit Linked Certificate, un prodotto che invece di offrire un rischio equity basa le sue fondamenta sul merito creditizio della reference entity in questione e che quindi, così come un bond, offre una valida alternativa per le porzioni più conservative ed a basso rischio dei singoli portafogli, senza però rinunciare all’efficienza fiscale tipica dei certificati. Ricordiamo infatti che, anche in questo caso, tutti i flussi previsti in pagamento dal prodotto saranno fiscalmente riconosciuti come redditi diversi e, quindi, avranno la possibilità di essere portati a compensazione con eventuali minusvalenze pregresse.
Ci riferiamo al Credit Linked Certificate su Mediobanca Senior (ISIN XS2969834469) emesso da BNP Paribas (rating del garante: S&P’s A+ / Moody’s A1 / Fitch A+). Il prodotto ha una durata di dieci anni (scadenza 28/12/2034), con possibilità di essere richiamato anticipatamente a discrezione dell’emittente tramite meccanismo di callability a partire dal terzo anno. Il certificato riconosce una cedola del 4% annuo, pagato trimestralmente. Come già ricordato, va sottolineato nuovamente che tali redditi sono considerati redditi diversi dalla maggior parte delle piattaforme (sempre meglio fare un check con la propria depositaria) e in quanto tale compensabili con minusvalenze in portafoglio.
La struttura
Credit Linked su Mediobanca: tutte le caratteristiche
I Credit Linked Certificate sono certificati che, invece di offrire esposizione a sottostanti equity, generano la propria reddittività dal merito creditizio di una determinata reference entity, tramite CDS (Credit Default Swap): nel nostro caso quello senior di Mediobanca. Il prodotto non ha alcun tipo di barriera e come payout a scadenza funziona esattamente come un bond. Nel caso del prodotto ISIN XS2969834469 paga premi fissi (senza condizione) del 1% trimestrale (4% annuo) e a scadenza paga il 100% del nominale (10.000 euro), a condizione che non vi siano eventi di credito della reference entity o dell’emittente.
Come abbiamo detto poi, il prodotto può essere richiamato a discrezione dell’emittente (callable) dal 28/03/2028, con cadenza annua. In tal caso viene pagato l’ultimo premio e rimborsato il 100% del nominale. La struttura permette dunque di bloccare un rendimento interessante per almeno tre anni.
Punti di forza e debolezza delle CLC
Approfondiamo ora i punti di forza e rischi di questo prodotto, ma rimandiamo per una trattazione molto completa su come vengono strutturati, sensitivity alle componenti chiave e in generale tutto quello che c’è da sapere al nostro approfondimento dedicato pubblicato sulla pagina formazione di Websim al link. Qui troverete esempi, spiegazioni sulla strutturazione e tanto altro. La pagina dell’emittente invece dove trovate la documentazione è al link.
Se non fosse ancora chiaro diciamo subito che un CLC nella sua versione bullet (versione più classica, senza possibilità di rimborso anticipato), se durante la vita del prodotto non si verificasse un evento di credito, avrebbe a scadenza un meccanismo analogo a quello di un qualsiasi bond. Paga dei premi e alla scadenza rimborsa il valore nominale. Ma con dei vantaggi importanti:
- Efficienza fiscale: essendo certificati, le cedole delle CLC sono redditi diversi e non redditi di capitale, come le cedole delle obbligazioni. La tassazione è al 26% per i CLC (così come per i bond corporate sottostanti), ma tutti i redditi generati sono quindi compensabili con eventuali minusvalenze in portafoglio. In questo senso un CLC “ottimizza il funzionamento del bond”, di cui invece le cedole sono reddito da capitale. Il prodotto è quindi fiscalmente più efficiente di un’obbligazione. Su questo punto ci teniamo però a consigliare di fare sempre un passaggio con la propria banca depositaria perché ci sono diverse interpretazioni in materia fiscale sulla questione della compensazione ed inoltre, da sapere sempre bene, che tipo di compensazione viene effettuata, se immediata o a scadenza.
- Flessibilità: le CLC sono molto più flessibili rispetto all’investimento diretto in un bond emessa dalla reference entity. Infatti, il taglio può essere di 1.000 euro (10.000 euro nel caso del prodotto in questione) vs tagli che possono spesso arrivare anche a 100.000/200.000 euro, soprattutto se subordinate.
- Yield Enhancement: un CLC tendenzialmente riesce a pagare qualcosa di più rispetto al rendimento dell’obbligazione sottostante. Questo perché al rendimento del CDS si aggiunge il funding dell’emittente (ed ecco perché il doppio rischio di credito). Tra l’altro, riprendendo il discorso sulle minusvalenze, nei bond le cedole sono reddito di capitale, non compensabile con minusvalenze nello zainetto fiscale. Invece, con il Credit Linked Certificate, per chi avesse minusvalenze in portafoglio, la cedola del 4% sarebbe netta e non lorda. Ulteriore vantaggio.
- Diversificazione del portafoglio: legato al punto sopra, si evidenzia l’utilità dei CLC che consentono all’investitore di acquisire esposizione su svariate combinazioni di obbligazioni, scadenze e rendimenti. Aiutano quindi l’investitore nella diversificazione del portafoglio. Aiutano in termini d’efficienza anche in questo modo.
Evento di credito:
Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Infatti, abbiamo più volte detto che, affinché tutto proceda come da programma, non dovrà esserci un evento di credito né del sottostante e né dell’emittente.
Rimandiamo al nostro approfondimento per ulteriori dettagli ma ricordiamo che per evento di credito si intende uno di questi eventi: procedura concorsuale/insolvenza, mancato pagamento, ristrutturazione del debito, intervento governativo, decadenza dal beneficio del termine, ripudio/moratoria e inadempimento di un’obbligazione. In questi casi, viene stabilito dall’ISDA, ovvero l’International Swaps and Derivatives Association, che è l’organismo che regola il mondo dei derivati sottostanti il prodotto (CDS), quale sarà il tasso di recupero. Ovvero quanto effettivamente riprenderà l’investitore. Questa percentuale può variare dallo 0% al 100%. Quindi, in caso di evento di credito, l’intero capitale investito è a rischio. Questo è bene saperlo. In tal caso, il pagamento del capitale residuo verrà pagato alla scadenza naturale del prodotto.
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