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La volatilità cinese è un'opportunità con questo capitale protetto

Nuovo capitale protetto sul CSI 300 Index (ISIN XS2883777745). Protezione a scadenza del 95% e possibilità di Autocall semestrale con trigger al 105% e cap crescente per capitalizzare gli spike.

Autore: Giulio Visigalli
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Quando si parla di Cina, ci si riferisce a uno dei mercati più promettenti, ma anche tra i più volatili e imprevedibili al mondo. Lo dimostra l’andamento del CSI 300 Index, il principale listino azionario cinese, che racconta una storia di forti oscillazioni (vedi il grafico qui sotto dal 2007 ad oggi). Dopo aver raggiunto un nuovo record storico a inizio 2021, l’indice ha perso oltre il 40% per poi riprendersi solo con il recente rally di settembre di quest’anno, e poi ne indagheremo le ragioni.

CSI300Index

Un mercato dunque affascinante, ma spesso nervoso e imprevedibile, il quale richiede strumenti adeguati per cogliere le opportunità che ha da offrire senza esporsi a rischi eccessivi.

Sono queste le motivazioni che hanno spinto BNP Paribas a sviluppare, in collaborazione con Intermonte, una nuova e innovativa struttura pensata ad hoc proprio per investire con protezione sulla Cina e in particolare sull'indice CSI 300. Questo, perché il prodotto ISIN XS2883777745, oltre alla protezione del capitale a scadenza al 95%, si caratterizza per prevedere la possibilità di essere richiamato anticipatamente su base semestrale (Autocall) con un trigger al 105% e cap via via crescente.

L'Idea è quella che, essendo il mercato cinese volatile è plausibile aspettarci ulteriori sali scendi dei prezzi. Un contesto in cui potrebbe essere una buona mossa fare dei check semestrali delle quotazioni per riuscire a capitalizzare eventuali spike al rialzo.

E se l'indice cinese dovesse tornare a scendere? Nessun problema la protezione del capitale a scadenza (novembre 2029) è del 95%. Il guadagno massimo? il 40%, ovvero 40 dollari a certificato. Non vi basta? Il prezzo è al momento a sconto intorno a 98,4 dollari e ricordiamo inoltre che le plusvalenze generate sono considerate redditi diversi, il che permette di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio. 

Protezione al 95% e Autocall dal 6° mese per monetizzare gli spike

Come avete giustamente intuito, il certificato di oggi non è un capitale protetto qualsiasi, ma un prodotto studiato esclusivamente per affrontare al meglio gli scossoni tipici del mercato azionario cinese. Un'ottima soluzione per chi vuole investire e diversificare sulla Cina, ma con un approccio prudente e potenzialmente molto remunerativo; ma analizziamo il prodotto nel dettaglio.

Il certificato ISIN XS2883777745 è stato emesso sul mercato EuroTLX di Borsa Italiana il 15 novembre e punta sul CSI 300 offrendo una protezione del capitale al 95% a scadenza. Ma non solo, perché la caratteristica saliente di questo prodotto è che già a partire dal sesto mese di vita prevede la possibilità di essere rimborsato anticipatamente con cadenza semestrale. In questo caso il trigger che fa scattare l'Autocall è posto per tutte le date di osservazione al 105% dal livello di riferimento iniziale (strike). Ciò significa che per essere rimborsato anticipatamente sarà necessario che, nella relativa data di osservazione, l'indice sottostante, ovvero il Shanghai Shenzhen CSI 300 Index, dovrà avere una quotazione pari o superiore al 5% del livello iniziale.

Se ciò si verifica allora il certificato sarà estinto anticipatamente e l’investitore riceverà il rimborso del valore nominale di 100 dollari, più l'eventuale performance dell'indice sottostante limitata da un cap che è comunque via via crescente e di tutto rispetto. Ed è proprio questo meccanismo di Autocall con cap crescente il vero vantaggio competitivo di questo strumento che in caso di rimborso anticipato pagherà una performance fino al +40%. Il tutto combinato alla protezione totale a scadenza. 

Scenari di rimborso

Come vediamo dalla tabella qui sotto, la prima data in cui il certificato (ISIN XS2883777745) potrà andare in Autocall è a maggio dell'anno prossimo e in tal caso la performance sarà limitata al +10%. Tale cap salirà di anno in anno per arrivare ad un rimborso massimo di 140 dollari a certificato, con un rimborso minimo di 95 dollari grazie alla protezione a scadenza.

Ad esempio, ipotizziamo che l'indice CSI 300 continui la spinta rialzista innescata a metà settembre dall'area supportiva a 3.170 punti e che si presenti alla data di osservazione del 14 maggio del 2025 con un rialzo del +12% dal livello strike di riferimento iniziale. Ecco che in tal caso scatterà il meccanismo dell'Autocall e il certificato sarà rimborsato al massimo del suo valore per quella specifica data, ovvero 110 dollari. L'investitore avrà sì lasciato sul piatto 2 dollari rispetto alla performance che abbiamo ipotizzato dell'indice sottostante, ma avrà comunque realizzato un rendimento del 10% in solo sei mesi!

Nel caso in cui invece il certificato dovesse schivare gli Autocall e arrivare alla sua scadenza naturale, prevista per il 26 novembre 2029, per l'investitore possono esserci due scenari:

  • Se il valore del CSI 300 sarà pari o superiore al livello iniziale, allora l’investitore riceverà il capitale nominale di $100 più un premio variabile legato al cap crescente che a scadenza arriva fino al 140% --> rimborso massimo di 140 dollari.
  • Se al contrario, il valore del sottostante sarà inferiore al livello di strike, l’investitore riceverà comunque il 95% del valore nominale --> rimborso minimo di 95 dollari.

Come abbiamo visto, la protezione al 95% permette all'investitore di recuperare a scadenza in valore nominale indipendentemente dall’andamento del sottostante, riuscendo così a sopportare anche ribassi significativi dell'indice. Un prodotto quindi ideale anche per gli investitori più avversi al rischio. Allo stesso tempo però, il suo innovativo meccanismo di Autocall rende questa struttura perfetta beneficiare di eventuali picchi di breve termine tipici di mercati volatili come quello cinese.

Ma perché puntare proprio sul CSI 300?

Dopo il downtrend evidenziato da inizio 2021, da settembre di quest'anno l'indice CSI 300 ha messo a segno un'importante recupero che ha riacceso i riflettori sul mercato azionario cinese. Ciò è stato innescato dall'introduzione di alcune nuove misure introdotte dal Governo di Pechino con l'intenzione di rilanciare l'economia domestica, aziende che sono ben rappresentate proprio dal CSI 300.

In particolare, le misure di stimolo introdotte dalla banca centrale cinese (PBOC) sono:

  • Finanziamenti agli enti locali fino al 2.100% per l’acquisto di case invendute.
  • Taglio dei tassi e taglio della riserva obbligatoria su tutte le banche, con disponibilità a tagliare ulteriormente in futuro
  • Finanziamento a broker e assicurazioni per l’acquisto di azioni (motivo che spiega il rally osservato sul CSI 300 Index).
  • Finanziamento alle banche commerciali per erogare prestiti a società per l’acquisto di azioni proprie (buyback).

Queste decisioni della PBOC hanno l'obiettivo di stimolare i consumi nell'ultimo trimestre dell'anno per cercare così di centrale il target di crescita del Pil del 5%. In questa fase la Cina ha infatti come priorità la redistribuzione della ricchezza più che la creazione di nuova, ma l’orgoglio nazionalistico cinese cerca anche di preservare il rispetto degli obiettivi di crescita prefissati.

Ecco che queste decisioni confermano il possibile colpo di coda della Cina a fine anno con possibilità di replicare quanto già accaduto ad inizio anno, quando l’indice CSI300 dai minimi di febbraio arrivò a guadagnare circa il 16% a maggio.


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