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Lusso e Difesa: due certificati ad alto rendimento e protezione
Da Vontobel due certificati ad alto rendimento e protezione. L'ISIN DE000VG6B169 dedicato al lusso paga 12% annuo. Il certificato ISIN DE000VG6B2R0 sulla difesa paga il 13,92%.

I settori del lusso e della difesa hanno dato grandi soddisfazioni agli investitori negli ultimi anni. I titoli della difesa, in particolare, spingono in Borsa dall’inizio della guerra in Ucraina (ormai dal lontano febbraio 2022). Il lusso ha fatto molto bene dal covid fino a marzo del 2023, poi ha avviato una fase molto più altalenante con repentini cambi di direzione e da fine dello scorso anno ha avviato un forte recupero. Alcuni titoli hanno persine segnato nuovi massimi.
Due storie differenti per due comparti che restano interessanti e che possono essere inseriti e gestiti nel portafoglio con diverse modalità. Oggi ve li proponiamo con la logica dei certificati d’investimento, ovvero con prodotti ad alto rendimento e barriere profonde. Per schermare e proteggere da eventuali fasi di volatilità del mercato. Perfetto per due settori che hanno comunque corso tanto.
A tal proposito, in evidenza, i due nuovi Memory Cash Collect nati in casa Vontobel. I due prodotti sono molto simili tra loro e propongono alto rendimento, entrambi sopra il 10%, a fronte di barriere profonde.
- In particolare, il certificato sul lusso ISIN DE000VG6B169 è costruito su basket worst of composto da LVMH, Moncler, Kering e Hugo Boss e paga premi mensili con memoria del 1% (12% annuo), condizionati ad una barriera al 60%. La barriera a scadenza (3 anni) è invece al 50% degli strike. Autocall dal nono mese con step-down 5% semestrale;
- Il certificato sulla difesa ISIN DE000VG6B2R0 invece è strutturato su basket worst of composto da Rheinmetall, Leonardo, Saab e Airbus. Paga premi mensili del 1,16% (13,92% annuo), condizionati ad una barriera al 55% (valida anche a scadenza). Durata 3 anni e autocall dal terzo mese con step-down 5% semestrale.
Entrambi sono ottimi strumenti per attuare ad esempio strategie di equity substitution visto i livelli raggiunti. Si possono infatti chiudere le posizioni totalmente o parzialmente sul settore per non essere più totalmente direzionali ma continuare a estrarre rendimento. Facciamo il punto sui due settori e analizziamo più nel dettaglio i prodotti proposti da Vontobel.
Difesa: tema caldo, soprattutto per l’Europa
Che il settore della difesa abbia performato bene negli ultimi anni è storia. Due guerre in atto, una in Ucraina e l’altra in Medio Oriente e la necessità, a livello globale, del riarmo, visto l’incremento delle tensioni geopolitiche tra USA e Cina. Il tema resta dunque caldo, anzi caldissimo soprattutto per l’Europa che forse è il mercato da presidiare ancora per gli investitori che vogliono diversificare il portafoglio con questo tema d’investimento. I catalyst forti per le società del vecchio continente sono due: ricostituire le scorte di armamenti e aumentare i budget per la difesa.
Il primo punto è semplice. Per sostenere l’Ucraina contro la Russia tanti Paesi europei hanno inviato quote importanti di munizioni e armamenti, non solo leggeri. Di conseguenza, ora quelle scorte vanno rimpiazzate e questo comporta un incremento della spesa (il tutto considerando che la guerra in Ucraina non è ancora finita). A dirlo è stato recentemente Josep Borrell, capo della politica estera dell'Ue, il quale ha proprio dichiarato che “le scorte di armi dei Paesi europei sono gravemente esaurite”. Ovviamente questo si traduce in investimenti sulla difesa e business per le società del settore (si veda la performance di Rheinmetall che appunto produce munizioni e armamenti di vario genere).
Il secondo punto invece riguarda la necessità di aumentare i budget per la difesa. Tra il 2021 e il 2024 la spesa totale degli Stati membri dell'UE per l’industria è aumentata di oltre il 30%. Nel 2024 ha raggiunto una quota stimata di 326 miliardi di EUR, pari a circa l'1,9% del PIL dell'UE. La spesa dovrebbe aumentare di ulteriori 100 miliardi di EUR in termini reali entro il 2027 per portarsi tra il 2 e il 4% del Pil. Parliamo di cifre enormi per soddisfare le richieste della Nato. Non stupisce la proposta di Friedrich Merz, leader del CDU e nuovo cancelliere tedesco, il quale vuole realizzare un fondo da 200 mld già nel prossimo mese, prima ancora dell’insediamento del nuovo parlamento. Il fondo dovrebbe finanziare la difesa tedesca. Una cifra monstre. La commissione Europea ha allo studio l’ipotesi di prendere soldi dal MES per la difesa e al contempo alcune indiscrezioni Reuters riportano la possibilità della costituzione di una banca per gli armamenti per finanziare fino a 100 mld ai Paesi europei e alle aziende del settore.
Ha senso dunque investire ancora sulla difesa, anche con strumenti direzionali. Certo, è un settore molto volatile e dopo la forte corsa non si possono escludere delle correzioni anche importanti, magari guidate dall’eventuale pace in Ucraina e Medio Oriente, sempre ipotizzando che Trump riesca a fare in tempi brevi quello che ha annunciato. I titoli del settore hanno visto un rialzo importante, ma nonostante questo non sono ancora cari. C’è ancora del valore. La funzionalità del partecipare al settore con un certificato a barriera abbastanza profonda risiede nel fatto che si riesce comunque a estrapolare alto rendimento sotto forma cedolare, ma al contempo si protegge il capitale dalla volatilità di breve che potrebbe colpire il settore.
Il certificato sulla difesa: 13,92% annuo e barriere al 55%
Il nuovo certificato di Vontobel ISIN DE000VG6B2R0 investe su un basket worst of composto da Airbus, Leonardo, Rheinmetall, Saab. Quattro colossi rappresentativi del settore della difesa europea. Il prodotto paga premi mensili del 1,16% (13,92% per anno) con memoria, condizionati ad una barriera al 55%, valida anche a scadenza. La memoria, lo ricordiamo, permette all’investitore di recuperare eventuali premi non pagati dal certificato in qualsiasi data di valutazione. Un meccanismo valido fino a scadenza. Il certificato è dotato poi di autocall a partire da maggio 2025 con step down del 5% semestrale.
A scadenza, prevista per il 21 febbraio 2028, gli scenari saranno due. Se il worst of sarà sopra barriera il prodotto rimborserà 100 euro, più l’ultima cedola ed eventuali cedole non pagate. Al contrario, se anche solo un titolo sarà al di sotto della barriera (55% degli strike), il certificato pagherà la performance del peggiore. Ad esempio, nel caso di un calo dagli strike del 50% del peggiore, il certificato pagherà 50 euro.
Lusso: buone notizie per il settore
Il lusso ha recuperato negli ultimi mesi perché le paure di un rallentamento della domanda globale, principalmente della domanda cinese, si sono rivelate man mano come esagerate. La domanda è infatti su un trend di normalizzazione e sembra anche essere sostenibile. Questo per il segmento è veramente una buona notizia. Certo, non siamo a dei tassi di crescita tipici degli anni subito dopo il covid, dove si viaggiava a ritmi più decisi al 7/8%, ma comunque il trend si sta configurando come stabile. Molto forte rimane infatti la domanda degli USA, mentre quella cinese si sta stabilizzando. Lo scenario è dunque per una crescita nel 2025 più vicina al 4% che allo zero come si pensava solo fino a qualche mese fa.
Quello che farà veramente la differenza tra un titolo e l’altro sarà l’abilità delle aziende del settore di creare brand sempre più desiderabili e aziende sempre più flessibili e reattive per andare a intercettare la domanda. È chiaro che oggi il mercato è molto più selettivo e quindi se un brand non è stato ancora in grado di riguadagnarsi la fiducia dei consumatori potrebbe ancora soffrire, soprattutto se ha una distribuzione wholesale demotivata e scarica. Quindi ci sarà una componente company specific che potrebbe fare la differenza, nonostante uno scenario oggi più favorevole al settore.
Il certificato sul lusso: 12% annuo e barriere al 50%
Il nuovo certificato di Vontobel ISIN DE000VG6B169 investe su un basket worst of composto da Hugo Boss, Kering, LVMH e Moncler: quattro società rappresentative del lusso europeo. Il prodotto paga premi mensili del 1% (12% per anno) con memoria, condizionati ad una barriera al 60%, valida anche a scadenza. La memoria, lo ricordiamo, permette all’investitore di recuperare eventuali premi non pagati dal certificato in qualsiasi data di valutazione. Un meccanismo valido fino a scadenza. Il certificato è dotato poi di autocall a partire da novembre 2025, con step down del 5% semestrale.
A scadenza, prevista per il 21 febbraio 2028, gli scenari saranno due. Se il worst of sarà sopra barriera il prodotto rimborserà 100 euro, più l’ultima cedola ed eventuali cedole non pagate. Al contrario, se anche solo un titolo sarà al di sotto della barriera (50% degli strike), il certificato pagherà la performance del peggiore. Ad esempio, nel caso di un calo dagli strike del 60% del peggiore, il certificato pagherà 40 euro.
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