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Maxi cedola del 20% per chi punta sul comparto farmaceutico
Da Vontobel un nuovo Maxi Cash Collect (ISIN DE000VK9U209) che paga già a settembre un cedolone del 20%. Poi 4% annuo condizionato al 50%. Barriera valida anche a scadenza.

Da settembre si apre la stagione della caccia alle maxi cedole. È ormai una ricorrenza annua. Tutti coloro che hanno in portafoglio minusvalenze con scadenze nell’anno fiscale 2025, sentono l’irresistibile richiamo dei certificati maxi cedola per cercare di compensarle o posticiparle.
Diverse le soluzioni proposte dagli emittenti e oggi vi parliamo dell’ultimo nato in casa Vontobel. Ci riferiamo al Maxi Cash Collect ISIN DE000VK9U209 dedicato al tema d’investimento dei farmaceutici, con un basket composto da quattro colossi del segmento: Bayer, Eli Lilly, Moderna, Novo Nordisk. Il certificato paga una maxi cedola incondizionata del 20% (in realtà è prevista una soglia bonus che è del 1% degli strike, quindi il worst of dovrebbe perdere il 99% del valore da qui al 23 settembre 2025 per invalidare la maxi). Come sempre il rendimento di questi prodotti viene speso nel cedolone iniziale e poi il prodotto paga lo 0,67% bimestrale con memoria (4% annuo), condizionato ad una barriera al 50%, valida anche a scadenza. Possibilità di rimborso anticipato da maggio 2026.
Analizziamo subito nel dettaglio struttura e importanza della compensazione fiscale, per poi passare alla rassegna dei titoli.
Compensazione fiscale: strumento importante per l’efficienza del portafoglio
L’efficienza del portafoglio passa sicuramente da una buona diversificazione dello stesso. Ma attenzione perché quando si parla di diversificazione, non bisogna solo soffermarsi a quella per asset class ma anche per tipologia di prodotto. Infatti, la tassazione degli strumenti finanziari in Italia non permette di compensare plus e minusvalenze di qualsiasi prodotto indistintamente. Ma solo quei prodotti che generano plusvalenze sotto forma di redditi diversi sono utili alla compensazione di minus presenti nello zainetto fiscale. Tra tutti, i certificati sono lo strumento principe per eccellenza ed un unicum poiché, sia le cedole che l’eventuale capital gain, possono essere usati per la compensazione di minus presenti nello zainetto fiscale. Questo è utile per riportare la tassazione reale del portafoglio ai livelli di quella di legge. Infatti, se uso solo strumenti che generano reddito da capitale (come Fondi ed ETF ad esempio), l’investitore rischia di pagare una tassazione reale ben maggiore rispetto a quella di legge. Infatti, non potrà compensare delle minus generate da un fondo con plusvalenze provenienti sempre da un fondo o ETF. Pagherà dunque le tasse sulle plusvalenze senza “sconti” e non potrà quindi compensare le minus nello zainetto fiscale. Usando i certificati o altri strumenti che generano plusvalenze che ricadono nella tipologia dei redditi diversi si evita questo “inconveniente” con evidenti vantaggi.
I maxi cash collect sono uno degli strumenti nati a posta con l’obiettivo della compensazione o posticipazione fiscale. Di fatto, la maxi cedola permette di andare a compensare minus in scadenza nell’anno, anche per importi importanti.
Maxi del 20% per chi investe sul settore farmaceutico
La struttura di funzionamento del prodotto è molto semplice. Il certificato ISIN DE000VK9U209, emesso da Vontobel, punta su un basket worst of composto da quattro titoli: Eli Lilly, Novo Nordisk, Bayer AG e Moderna. Il certificato è, ovviamente, Quanto, ovvero senza alcun rischio di cambio (visto la presenza di titoli non espressi in euro). Il prodotto già a settembre paga una maxi cedola del 20% di fatto incondizionata. Infatti, come accennato, la barriera per il pagamento del cedolone è al 1% degli strike, che si traduce in una perdita per il worst of del 99%. Di fatto uno dei 4 titoli dovrebbe fallire da qui alla data di osservazione che è il 23 settembre. Ultimo giorno utile per comprare il prodotto e avere diritto alla maxi cedola sarà invece il 24 settembre incluso.
Pagato il cedolone, il prodotto continuerà a pagare premi anche successivamente, con cadenza bimestrale. I premi periodici sono dello 0,67%, per un totale annuo del 4% circa, con memoria e condizionati ad una barriera posta al 50% degli strike. La memoria, lo ricordiamo, è il meccanismo che permette di recuperare i premi eventualmente persi in una qualsiasi data di osservazione successiva, fino alla scadenza inclusa.
A partire dal 29 maggio 2026 il certificato potrà essere rimborsato (autocall) se tutti e quattro i titoli saranno al di sopra dello strike. A scadenza, 31 luglio 2028, gli scenari possibili come al solito sono due: se tutti i titoli saranno al di sopra della barriera a scadenza (50% degli strike) il certificato pagherà 100 euro più ultimo premio ed eventuali premi non pagati. In caso contrario, se anche un solo titolo dovesse essere sotto barriera, il certificato pagherà la performance del peggiore. Se il worst of chiude sotto strike del 60%, il certificato paga 40 euro, a cui andrebbe aggiunto il maxi incondizionato di 20 euro.
Il settore farmaceutico: un evergreen da oltre 2.000 miliardi di dollari
Il settore farmaceutico è un evergreen poiché inserito in alcuni trend secolari. Si pensi ad esempio a quello dell’invecchiamento della popolazione. Trend che rendono stabile la crescita del comparto.
Secondo alcuni studi (The Insight Partners e GlobeNewswire) il comparto farmaceutico vedrà una crescita globale costante: è previsto raggiungere i 2.840,30 miliardi di dollari entro il 2031, partendo dai 1.757,78 miliardi di dollari del 2024. Questo si traduce in un CAGR (Compound Annual Growth Rate) stimato del 7,1% nel periodo 2025-2031.
Le ragioni di questo megatrend le conosciamo tutti e sono almeno tre:
- Invecchiamento della popolazione: L'aumento dell'aspettativa di vita a livello globale e il progressivo invecchiamento della popolazione portano a una maggiore incidenza di malattie croniche e degenerative, aumentando la necessità di farmaci e trattamenti a lungo termine.
- Aumento delle Malattie Croniche: malattie come diabete, obesità, cancro e Alzheimer sono in costante aumento, alimentando la domanda di soluzioni terapeutiche innovative.
- Prodotti Essenziali: I farmaci sono beni essenziali, la cui domanda tende a rimanere stabile anche in periodi di incertezza economica, rendendo il settore meno volatile rispetto ad altri. E un business infatti a ciclico.
Eli Lilly, Novo Nordisk, Bayer AG e Moderna: quattro colossi del settore
I titoli sono ormai ben conosciuti e sono dei colossi del settore farmaceutico:

Eli Lilly: azienda farmaceutica globale con una lunga storia di innovazione che capitalizza la bellezza di 765 miliardi. È particolarmente nota per lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci per il diabete in primis, l'oncologia, l'immunologia, il dolore e le malattie neurodegenerative, con una pipeline ricca di nuove molecole. Gli analisti sono molto positivi sul sito con 29 buy, 6 hold e 2 sell. Target price 960,7 usd con un upside del 19% circa.
Novo Nordisk: azienda leader nel settore sanitario globale (capitalizza 269 miliardi), focalizzata principalmente sulla scoperta, lo sviluppo e la produzione di farmaci per il trattamento del diabete e altre gravi malattie croniche, inclusa l'obesità, le malattie del sangue rare e i disturbi della crescita. Consensus positivo co 21 buy, 8 hold e solo 4 sell. Target price 607,16 DKK e rendimento potenziale 35%.
Bayer AG: colosso multinazionale da 28,5 miliardi di market cap, con tre divisioni principali: Pharmaceutical (farmaci su prescrizione), Consumer Health (prodotti da banco) e Crop Science (prodotti agricoli). Opera in settori che vanno dai farmaci innovativi per la salute umana e animale, ai prodotti per l'automedicazione, fino a soluzioni per la protezione delle colture e le sementi. Gli analisti sono positivi con 11 buy, 13 hold e zero sell.
Moderna: azienda biotecnologica all'avanguardia nello sviluppo di terapie e vaccini basati sulla tecnologia dell'RNA messaggero (mRNA). Ha guadagnato notorietà globale per il suo vaccino contro il COVID-19 e sta esplorando applicazioni dell'mRNA in diverse aree terapeutiche. La società capitalizza 13 miliardi e vede 5 analisti compratori, 19 neutrali e 4 che consigliano di vendere.
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