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Maxi cedola del 20% sui farmaceutici: domani è l'ultimo giorno utile

Ultime ore per incassare la maxi cedola del 20% dell'ISIN DE000VK9U209. Punta sul basket worst of composto da Eli Lilly, Moderna, Bayer e Novo Nordisk. Le barriere sono al 50%

Autore: Team Soluzioni di Investimento
farmaceutica websim 4

Da settembre si apre la stagione della caccia ai certificati che offrono maxi cedole, un appuntamento ormai ricorrente per molti investitori italiani. Si tratta di strumenti particolarmente apprezzati da chi ha minusvalenze da compensare: i premi dei certificati, infatti, rientrano nella categoria dei “redditi diversi” e possono quindi essere utilizzati per abbattere minus presenti nello zainetto fiscale, con evidenti vantaggi in termini di efficienza fiscale.

Tra le novità più interessanti disponibili sul mercato secondario spicca il Maxi Cash Collect emesso da Vontobel (ISIN DE000VK9U209), lanciato a luglio e oggi acquistabile intorno a 88 euro, ben al di sotto del valore nominale di 100 euro. Il certificato ha come sottostanti quattro big del settore farmaceutico globale: Bayer, Eli Lilly, Moderna e Novo Nordisk.

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Una maxi-cedola del 20% per iniziare

Il tratto distintivo del Maxi Cash Collect Vontobel è la maxi-cedola del 20% (20 euro per ogni certificato da 100 euro di nominale), che sarà staccata il 30 settembre. L’ultimo giorno utile per acquistare il prodotto e avere diritto al pagamento è mercoledì 24 settembre (cum date). Si tratta di un’opportunità importante, soprattutto per chi intende sfruttare il beneficio fiscale legato alla compensazione delle minus.

Una volta pagata la maxi-cedola, il certificato continuerà a corrispondere premi bimestrali dello 0,67% (4% annuo), condizionati a una barriera al 50% del livello iniziale, ma supportati dall’effetto memoria: eventuali cedole non pagate saranno recuperate alla prima occasione utile in cui tutti i sottostanti torneranno almeno al livello dello strike.

Potenziale rendimento fino al 2028

La scadenza naturale del certificato è fissata al 24 luglio 2028, quindi tra poco meno di tre anni. Un investitore che acquista il Maxi Cash Collect entro la Cum Date del 24 settembre potrà incassare:

  • la maxi-cedola da 20 euro,
  • 17 cedole bimestrali da 0,67 euro (per un totale di 11,39 euro),
  • il rimborso del capitale a 100 euro.

Il flusso complessivo stimato ammonta quindi a 31,39 euro di premi più 12 euro di plusvalenza derivante dall’acquisto sotto la pari (a 88 euro). In totale, 43,39 euro di rendimento potenziale, pari a un guadagno del 49,3% in 34 mesi, ovvero circa 17,4% all’anno.

L’eventualità del rimborso anticipato

Il certificato prevede la possibilità di rimborso anticipato (autocall) a partire da maggio 2026. Se in una data di osservazione tutti i sottostanti quoteranno al di sopra del fixing iniziale, l’investitore riceverà i 100 euro di nominale più la cedola corrente ed eventuali premi non distribuiti grazie all’effetto memoria.

Questo meccanismo può incrementare notevolmente il rendimento. Facciamo un esempio: se a maggio 2026 si verificassero le condizioni per l’autocall, chi avesse acquistato oggi a 88 euro riceverebbe dopo otto mesi 100 euro di rimborso più 22,68 euro di cedole già incassate, per un totale di 34,68 euro di guadagno. Il rendimento sarebbe pari al 39% in otto mesi, che annualizzato equivale a circa il 58%.

I rischi da considerare

Il Maxi Cash Collect DE000VK9U209 offre un grado di protezione importante grazie alla barriera al 50%: a scadenza, se tutti i sottostanti saranno sopra la barriera (o allo stesso livello), il certificato rimborserà 100 euro più le cedole. Tuttavia, se anche solo uno dei titoli sarà sceso sotto la barriera, il rimborso sarà legato alla performance del peggiore.

Per esempio, in caso di ribasso del 60% del “worst of”, il rimborso sarà pari a 40 euro, mitigato però dalla maxi-cedola di 20 euro già incassata. In altre parole, anche in scenari negativi, il premio iniziale riduce parzialmente l’impatto delle perdite.

Al momento, tutti e quattro i sottostanti quotano al di sotto dei rispettivi livelli iniziali: Moderna segna il calo più ampio (-30%), seguita da Novo Nordisk (-16%), mentre Bayer ed Eli Lilly registrano ribassi più contenuti (-5% e -6%). 

Negli ultimi mesi il comparto farmaceutico è stato penalizzato dall’incertezza legata alla politica commerciale statunitense. L’accordo USA-UE dello scorso agosto ha fissato un tetto del 15% sui dazi per farmaci e dispositivi medici importati in America. Secondo un’analisi di Jefferies, l’impatto sui bilanci potrebbe valere tra i 13 e i 19 miliardi di dollari annui per l’intero settore, anche se i margini elevati sul mercato statunitense consentiranno di ammortizzare buona parte di questi costi.

Nonostante tali incertezze, gli analisti restano positivi sul settore farmaceutico, che continua a beneficiare di trend strutturali di lungo periodo:

  • invecchiamento della popolazione, con aumento delle malattie croniche,
  • crescita della domanda di cure per patologie diffuse come diabete, obesità e cancro,
  • carattere anticiclico della domanda di farmaci, considerati beni essenziali.

Secondo stime di The Insight Partners e GlobeNewswire, il mercato globale dei farmaci passerà da 1.757 miliardi di dollari nel 2024 a oltre 2.840 miliardi nel 2031, con un tasso di crescita medio annuo (CAGR) del 7,1%.

I quattro titoli del paniere

Strike ISIN DE000VK9U209

Eli Lilly
Colosso USA con una capitalizzazione di circa 675 miliardi di dollari, Eli Lilly è leader nei farmaci per il diabete e sta espandendo la pipeline in oncologia, immunologia e malattie neurodegenerative. Fra i 27 analisti che coprono il titolo, 18 raccomandano di comprare le azioni e nove hanno un giudizio neutrale. Il target price medio è 884 dollari, più alto dell’11% rispetto allo strike del certificate.

Novo Nordisk
La danese Novo Nordisk capitalizza 1.727 miliardi di corone danesi, ovvero 231 miliardi di euro. La società è specializzata in diabete e obesità, segmenti in forte crescita. Su 20 analisti, 11 raccomandano di comprare le azioni e solo uno consiglia di vendere. Il target price medio di 444 corone è sostanzialmente allineato al valore dello strike.

Bayer AG
Il gruppo tedesco da 27 miliardi di market cap è attivo su tre fronti: farmaceutico, consumer health e crop science. Pur attraversando un periodo complesso, il titolo gode ancora di fiducia: su 19 analisti, sette raccomandazioni di acquisto (Buy o Outperform) e 12 neutrali. Target price medio a 28,5 euro, allineato al valore dello strike.

Moderna
La biotech statunitense (9,8 miliardi di capitalizzazione) è nota per il vaccino anti-Covid e punta a estendere la tecnologia mRNA a numerose aree terapeutiche. Il titolo è seguito con cautela: 5 raccomandazioni Buy, 15 Hold e 4 Sell. La media dei target price è 44 dollari, più alta del 25% rispetto allo strike del certificate.

In conclusione, il Maxi Cash Collect Vontobel DE000VK9U209 rappresenta una soluzione di investimento che unisce rendimento elevato, protezione parziale e vantaggi fiscali. La maxi-cedola del 20% in pagamento a fine settembre è l’elemento di maggiore richiamo, ma è possibile incassarla soltanto se si acquista il certificate entro il 24 settembre.

A ciò si aggiungono la cedola bimestrale con memoria, la barriera al 50% e l’eventualità di un rimborso anticipato che può incrementare ulteriormente la redditività. L’esposizione a quattro protagonisti del settore farmaceutico garantisce inoltre un legame con un comparto anticiclico e in costante crescita di lungo periodo.

Per chi cerca strumenti capaci di coniugare efficienza fiscale e potenziale rendimento, questo prodotto firmato Vontobel merita sicuramente attenzione.


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